Splendida Emilia – Una guida in Emilia-Romagna ai tempi del Coronavirus

Ho voluto iniziare a scrivere su questo blog parlando di cosa sia essere una guida turistica, ma parleremo anche della mia regione.

Essere una guida non è facile. Bisogna conoscere bene un territorio con la sua arte, cultura, tradizioni, storia, monumenti. Bisogna saper stare in piedi per ore davanti ad un gruppo di persone, parlare in maniera chiara, adattarsi al tipo di gruppo, saper dosare le spiegazioni con i momenti di relax. Bisogna essere precisi nelle spiegazioni, ma non troppo tecnici o dettagliati.

Essere una guida in questo periodo di coronavirus è un incubo. Semplicemente perché senza turisti una guida non esiste, non ha lavoro. Vero che qualcosa si può fare on-line, ma la vista di un quadro dal vivo è tutta un’altra cosa. Idem poi per la scultura, dove posso anche pensare di girarci attorno mentre la si spiega: quindi l’esperienza diventa già più intima con l’opera. E che dire poi della fisicità di visitare un monumento dal vivo? La fatica delle rampe di scale, la ruvidezza di un muro di sasso, il calore di un mattone: sono tutte cose che rendono una visita unica per ciascuno di noi, senza il filtro di un monitor. Poi io mi occupo di gastronomia: posso parlarvi per ore dei prodotti tipici emiliani e romagnoli, ma assaggiarli, toccarli, gustarli è tutta un’altra cosa. Tecnicamente vi posso scrivere un trattato su come si fa il Parmigiano-Reggiano, ma assaggiare il latte appena cagliato, il tosone dopo la salatura e poi finalmente il formaggio stagionato sono tutta un’altra cosa! E le cantine piene di culatelli e prosciutti? E le ciliegie appena colte?

Già: ma per diversi mesi siamo rimasti chiusi in casa. Poi adesso siamo più liberi di muoverci, ma per noi guide è ancora presto per lavorare. Mancano le scuole e le gite, mancano ancora gli stranieri e anche gli italiani hanno meno possibilità di viaggiare.

Perché questa lunga introduzione? Anche per farvi vedere un video che abbiamo realizzato con diversi altri miei colleghi emiliani e romagnoli. Erano i primi giorni di libertà e ci siamo filmati/e per provare a ridare un po’ di carica e voglia di viaggiare agli italiani. Il video è questo: https://www.youtube.com/watch?v=z2VgVHJryjg . Doverosamente devo ringraziare Mingardi (il cantautore bolognese) per averci offerto sia la canzone che per il suo messaggio di sostegno.

Un video che ha diversi significati. Il primo: le guide chi finalmente possono di nuovo uscire e portare in giro gente. Guide pronte alla chiamata, che lasciano lì quello che fanno e partono (ma voi avete idea di quante volte succede che uno venga contattato un’ora prima per fare un tour?).

E poi una bella carrellata su alcuni dei monumenti più famosi della regione. Non ci stava tutto, purtroppo. Manca tutta la gastronomia (anche se ci sono io che faccio la piadina), mancano i motori! Tanti splendidi borghi e castelli sono assenti. Il tempo è tiranno, si dice, quindi nei tre minuti del video ci stavano solo alcuni monumenti dei capoluoghi.

Poi c’è il messaggio più importante: le mascherine che spariscono dai monumenti. Che voleva essere un messaggio di allegria e speranza rivolta al problema del covid, ma che aveva un sottointeso più profondo: molto spesso (per non dire sempre) è grazie al lavoro e alle spiegazioni di noi guide che un monumento e un’opera d’arte possono essere conosciute meglio e quindi maggiormente apprezzate. Quindi che attraverso la nostra professionalità (perché noi mica lo facciamo per hobby) che poi un luogo si può arrivare ad amare.

Vogliamo poi concludere dicendo quanto sia difficile fare la guida in Emilia-Romagna? Vero: anche farla a Firenze o Roma o Napoli non è uno scherzo, ma qua non è una classifica di dove in Italia ci siano più cose o quali siano più belle. Già il nome è un indizio: sono due regioni dal punto di vista storico, linguistico e culturale. Unite forse (si dice) per un errore di scrittura: il trattino al posto della virgola. Regioni che si portano dietro un bagaglio di storia, architettura ed arte complesso ed enorme, dall’antichità ai giorni nostri. Una gastronomia con il più alto numero di DOP e IGP e circa 300 Prodotti Tipici censiti. Una enologia con vini diversi in ogni provincia: un incubo solo ricordarne alcuni nomi astrusi tipo burson od ortrugo.

Sapete però che a pensarci bene in realtà queste non sono le difficoltà di essere guida in Emilia-Romagna? La vera difficoltà è la caratteristica intrinseca di questa regione: è la cerniera che unisce il nord e il sud d’Italia. Tutti l’attraversano per andare nell’altra metà e solo alcuni si fermano. A parte alcuni milioni che vanno a spiaggiarsi in Riviera romagnola, ma quelli di solito si muovono pochissimo. Quindi per noi la difficoltà maggiore è far conoscere la nostra regione, che nonostante la crescita dei turisti degli ultimi decenni resta tutt’ora una meta meno conosciuta di altre senza essere meno bella e ricca, ma che non attende altro che di essere scoperta. Spero con alcuni articoli di stuzzicare la vostra curiosità e di potervi incontrare da queste parti.


RICCARDO SOLI
Sono Riccardo Soli, guida turistica abilitata dalla regione Emilia-Romagna. Nato nella provincia modenese 46 anni fa e qua sempre vissuto, da alcuni anni ho trasformato una passione in una professione diventando guida e accompagnatore turistico. Lavoro tanto con i turisti stranieri che vogliono conoscere la mia regione, occupandomi in prevalenza di enogastronomia e motori: due temi che dalle nostre parti sono sicuramente molto ricchi! Amo molto anche la storia ed è bellissimo ragionare sugli intrecci che si sono susseguiti in una regione che essendo in mezzo ha visto passare praticamente tutti gli eventi e personaggi storici italiani.
Vi racconterò della mia terra, magari di qualche specialità, qualche curiosità o qualche monumento.
E-mail: riccardo@soli.info
Sito internet: www.soli.info

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