Campania Felix – Villa San Michele ad Anacapri

AXEL MUNTHE E LA BELLA ‘MBRIANA

Avete presente quello sfarfallio nello stomaco quando arrivate in un luogo speciale? Quella sensazione di benessere che vi prende quando, pur essendo altrove, vi sentite a casa? Forse è perché avete incontrato la Bella ‘mbriana: nella cultura napoletana è una specie di personificazione dell’anima della casa, possibile reminescenza della romana Vesta, dea del focolare (o della greca Estia). Secondo la tradizione è lei che vi trasmette le sensazioni positive che avvertite quando entrate in una casa: potrebbe quindi essere stata lei ad accogliere e far invaghire di sé Axel Munthe la prima volta che mise piede in quella che poi sarebbe diventata Villa San Michele.

Siamo ad Anacapri, uno dei due comuni dell’isola di Capri, meta favorita del jet set internazionale e, comprensibilmente, tappa irrinunciabile di qualunque viaggio in Campania. Ma la fortuna dell’isola delle sirene non è un fenomeno contemporaneo: basti ricordare, come racconta Svetonio, che l’imperatore Augusto «scambiò con la città di Napoli l’isola di Capri contro quella di Enaria» (odierna Ischia). Tiberio invece la elesse a proprio domicilio per molti anni, dirigendo l’impero dall’alto di Villa Iovis.

L’incanto di Capri attraversa i secoli e, nell’800, fa un’altra “vittima” eccellente: il medico svedese Axel Munthe, che scopre l’isola quando giunge a Napoli, in soccorso della popolazione flagellata dall’ennesima epidemia di colera. Conosce Capri e non la dimentica più: l’isola gli entra nel cuore e la necessità di possederla, più di quanto non ne fosse egli stesso posseduto, lo porta ad avviare quell’impresa per la quale ancora oggi il nome di Axel Munthe è indissolubilmente legato a Villa San Michele.

Villa San Michele ad Anacapri

Siamo negli anni ‘80 dell’800: Munthe arriva a Napoli nel 1884 e dall’anno successivo inizia a frequentare Capri. Conosciamo la sua filosofia di vita, la sua personalità complessa, la sua sensibilità d’animo grazie a La storia di San Michele, best seller di fama internazionale che lo consacra tra i principali interpeti della scrittura novecentesca.

Nel libro si parla tanto anche di Capri e di Villa San Michele: siamo nell’antico quartiere di Capodimonte, poche case contadine in magnifica posizione sul golfo più bello del mondo. E’ qui che Axel Munthe costruirà la sua residenza caprese: «Voglio che la mia casa sia aperta al sole e al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luce, luce, luce ovunque!» (Axel Munthe, La Storia di San Michele). Pur non essendo un architetto, il progetto di Villa San Michele sarà considerato dagli addetti ai lavori una vera eccellenza: ancora oggi la sua architettura sospesa tra cielo e mare e protesa sull’infinito costituisce una meta imperdibile per i viaggiatori che giungono da tutto il mondo.

Il nome fa riferimento a una piccola cappella dedicata a San Michele, inglobata nell’edificio e destinata a biblioteca e sala da musica.

L’itinerario di visita si sviluppa su tre livelli: il corridoio d’ingresso termina con la copia del celebre mosaico pompeiano rappresentante un cane alla catena: in effetti l’archeologia spicca tra le passioni di Munthe, motivo per cui la villa è disseminata di reperti antichi e oggetti antichizzanti. Troverete una conferma in tal senso nell’adiacente sala da pranzo, dalla cui soglia si ammira un altro mosaico romano: uno scheletro che tiene in mano due brocche, possibile riferimento filosofico alla caducità della vita e conseguente esortazione a goderne. Si tratta di temi ricorrenti nelle riflessioni di Munthe.

Il secondo ambiente è la cucina: in muratura, con pentole di rame sospese sul focolare rivestito di piastrelle bianche, vasi di maiolica e le foto di alcune delle donne che si occupavano della villa al tempo di Munthe: la giovane Maria e le due sorelle “canterine” Rosina e Giovannina.

La cucina di Villa San Michele ad Anacapri

Qualche gradino vi permetterà di accedere all’atrio, ispirato al medesimo ambiente delle domus romane e caratterizzato da un magnifico pozzo di epoca imperiale, frammenti di epigrafi antiche e due busti bronzei.

L’atrio di Villa San Michele ad Anacapri

Una scalinata conduce alla loggetta animata da colonne tortili e reperti antichi: è d’obbligo affacciarvi e farvi immortalare in quella cornice prima di proseguire verso gli ambienti residenziali della villa.

La loggetta di Villa San Michele ad Anacapri

La camera da letto è articolata in due ambienti scanditi dal ricorrente motivo delle arcate su colonna (già visto nell’atrio): vi troneggia un imponente letto siciliano in legno e ferro, un camino riccamente decorato e le statue di Apollo, di Hermes (nella sua accezione di dio del sonno) e di Narciso.

La camera da letto di Villa San Michele ad Anacapri

Nel salone francese ammirerete il dattiloscritto de La storia di San Michele e troverete una serie di informazioni sulle mille anime di Munthe: filantropo, protettore degli animali, medico, architetto.

Entrerete quindi nello studio dove sentirete riecheggiare la voce proveniente dalla testa di Medusa: fantasiosamente Munthe afferma di averla udita mentre osservava il mare dal vigneto.

La suggestiva Testa della Medusa di Villa San Michele ad Anacapri

Uscirete poi sulla loggia delle sculture e il cuore avrà un primo balzo: una struggente esposizione di busti e di statue, culminante nella copia di “Hermes a riposo” rinvenuto presso Villa dei Papiri a Ercolano, trasmette tutta la potenza e l’eleganza delle collezioni di Munthe.

L’incantevole loggia delle sculture di Villa San Michele ad Anacapri

Superata la loggia e le sue arcate immacolate, inizierete ad intuire la bellezza del panorama tra le bianche colonne della pergola, man mano che vi immergerete nel giardino: come la villa, anch’esso è carico di ricercatezza e rarità, tra cui una betulla svedese, ortensie giapponesi e melograni caucasici.

La verdeggiante pergola di Villa San Michele ad Anacapri

Sarete quindi pronti per la fuga dolce e insieme vorticosa verso l’infinito… Il panorama al termine del viale vi provocherà un’altra palpitazione: lo sguardo spazia sul mare scintillante, sul Vesuvio e sulla verdeggiante penisola sorrentina al limitar della Costiera Amalfitana. E lì, in quell’angolo tanto amato da Munthe, potrebbero tornarvi alla mente le parole di un altro spirito elevatissimo: «Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.» (Giacomo Leopardi, L’infinito).

Usciti a fatica dall’incanto, ancora qualche gradino vi porterà all’ultimo livello. Qui, nell’antica cappella, ancora riecheggia il ricordo della voce baritonale di Munthe, accompagnato al pianoforte dall’amica Victoria, futura regina di Svezia.

Ed ecco infine il belvedere della sfinge, sentinella silenziosa di questo scrigno prezioso, incastonato nella roccia dell’isola di Capri…

Potreste aver vissuto delle sensazioni struggenti e avvertire quel leggero stordimento che accompagna l’esperienza multisensoriale della bellezza. Vi suggerisco di non scacciarlo, ma anzi di indugiare e godervelo sulla terrazza del Caffè Casa Oliv: immersi nella bellezza mozzafiato, gioirete con un assaggio della magnifica torta al limone della casa o sorseggiando un bicchiere di vino bianco ben fresco. Se poi vorrete perpetuare l’incanto, opterete per una bruschetta o un’insalatona. Scoprirete così i sublimi sapori dell’orto della villa: i celeberrimi limoni isolani (a Capri il limoncello è una cosa seria!), i pomodori (ingrediente base per l’insalata caprese oltre a mozzarella, olio e basilico) e il rosmarino (utilizzato anche nelle fragranze maschili prodotte dai profumieri dell’isola)… Km 0? Anche meno!


Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, specializzata in Architettura Medievale, opero da 15 anni nell’ambito della divulgazione del patrimonio storico-artistico, archeologico e architettonico.
Collaboro con agenzie e tour operator nazionali e internazionali, curo la progettazione di itinerari tematici e negli ultimi anni mi sono concentrata sul segmento dei viaggiatori individuali: piccoli gruppi, coppie, famiglie.
Conduco visite guidate nei siti più noti della Campania: Napoli, Pompei, Ercolano, Caserta, Capri, Costiera Amalfitana, Salerno e Paestum, in lingua italiana, francese, inglese e spagnola.
Ho un interesse particolare per la legislazione del Turismo e dei BBCC e ricopro il ruolo di Segretario Nazionale dell’Associazione GTI-Guide Turistiche Italiane”.
PAOLA ARTIZZU
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