In viaggio con Fabrizio Bruno – Q&A per un viaggio in Islanda

Eccoci al secondo appuntamento (puoi leggere il primo cliccando qui) con le risposte alle domande più frequenti per organizzare un viaggio in Islanda. Spero, con essi, di riuscire ad aiutarvi ad organizzare al meglio la vostra vacanza. Iniziamo subito!

Le domande che vedremo in questo articolo:
8. Hotel, guesthouse o campeggio?
9. Ha senso percorrere tutto il Big Circle e quanto è lungo?
10. Quanto tempo ci vuole per fare un giro completo dell’Isola?
11. Nave o aereo?
12. Noleggio del mezzo o mezzo proprio?
13. Quali sono le condizioni meteo dell’Islanda?
14. Vento, freddo, moscerini, vulcani, guadi, fiumi, strade sterrate e difficili… quali sono le insidie dell’Islanda?

Le cascate nell’oceano lungo la Ring Road

Hotel, guesthouse o campeggio per alloggiare durante un viaggio in Islanda?

I colori sgargianti delle abitazioni rurali

Premesso che ognuno ha le proprie preferenze (ad esempio io preferisco gli hotel, ma mi adatto sempre alle richieste dei miei clienti), spesso in Islanda la scelta è forzata, sia per la mancanza di disponibilità assoluta (poche strutture su di un territorio relativamente grande), sia  per il fatto che prenotando cinque o sei mesi prima, spesso si trova già tutto esaurito e ci si deve accontentare di quello che si trova, situazione imbarazzante e difficile da gestire quando si viaggia al di fuori dei Golden Circle o della capitale e sarebbe necessario avere un luogo in cui pernottare proprio in un dato punto, al fine di evitare tratte chilometricamente troppo impegnative o non adatte alla visita dei luoghi scelti in fase di progettazione del tour. In molti luoghi “cruciali” c’è soltanto una guest house o un albergo di lusso e in entrambe i casi la scelta è obbligata.

Hotel. In ogni caso, la scelta va dall’hotel minimale con una o due stelle, al classico tre stelle turistico fino al quattro stelle di ottimo comfort e discreta qualità. Salvo pochissime eccezioni non ci sono hotel di lusso.

I prezzi invece sono sempre elevati, anche per strutture che non lo meriterebbero assolutamente: è molto irritante il fatto che si spaccino per hotel degli ostelli con i servizi in comune o delle strutture simili ai rifugi alpini. Situazione più che decorsa un tempo, quando a prezzi modici le si raggiungeva dopo giornate di viaggio su tracciati avventurosi in un contesto da confini del mondo, mentre oggi raggiungendoli con una utilitaria su di una strada asfaltata e illuminata artificialmente, parcheggiando nel cortile dove il proprietario della struttura tiene il Porsche Cayenne e pagandoli come un quattro stelle in centro di Londra, la situazione risulta molto meno “digeribile”, ma se non ci sono alternative ci si adatta o si fa come me, che piuttosto guido altri duecento chilometri oppure dormo in un prato, dal momento che l’unica cosa che apprezzo veramente di un albergo sta nella privacy di una stanza con bagno!

Ci sono anche delle soluzioni simpatiche, un po’ d’altri tempi, quali scuole e collegi trasformati nel periodo estivo in strutture alberghiere (la nota catena Edda era nata così), offrono sistemazioni più che valide, molto ordinate e pulitissime, una vera curiosità per noi italiani che non riusciamo a immaginarci una scuola così pulita e ordinata né tanto meno il suo utilizzo estivo come hotel. Hanno un aspetto e una qualità simile alle grosse catene internazionali a due e tre stelle (ricordano un po’ i Campanile Hotel francesi o i Mercure). Offrono sistemazioni sia con bagno privato, sia con servizi in comune. I prezzi sono accettabili rispetto agli standard islandesi e comunque sempre elevati in rapporto al livello offerto se paragonati a quelli di altri luoghi europei. Ovviamente sono aperti soltanto durante il periodo delle vacanze scolastiche locali.

B&B, affittacamere e guesthouse. Ce ne sono di tutti i tipi. Super spartane o di un certo livello, addirittura lussuose, costruite di recente. Costi alti come già detto, ma spesso rappresentano l’unica speranza di alloggio in zone marginali e poste al di fuori dei circuiti classici.  Sono praticamente tutte presenti sui sistemi di prenotazione on line più noti.

Come per la maggioranza degli hotel, anche queste strutture preferiscono quasi sempre il contatto tramite operatori intermediari, oltre alle garanzie e alla facilità di gestione automatica del sistema, hanno margini di guadagno tali da non pensare minimamente al fatto di arrivare direttamente al cliente finale. Inoltre in tal modo lasciano personale poco qualificato e quasi sempre straniero alla conduzione della struttura, mentre i proprietari islandesi restano quasi invisibili al turista. Questa abitudine, ovviamente, non vale per tutti, ma con il diffondersi della ricchezza portata dal boom turistico, sta diventando una situazione diffusa e lascia un po’ di “amaro in bocca” specialmente a coloro che amano i b&b proprio per avere un contatto con la gente del posto e vivere in una casa “abitata”.

Aggiungo che negli ultimi anni, si è molto diffusa l’usanza di lasciare la struttura completamente sprovvista di personale, con una apertura a codice che viene comunicata automaticamente via email al cliente. Se qualcosa non funziona, il più delle volte si resta fuori… mi è accaduto più volte ed ho ovviato scassinando serrature, aprendo altre stanze con sistemi di fortuna o dormendo in salotto sul divano di pelle…dopo quanto avevo pagato era il minimo che potessi fare!

Agriturismi. Sono quasi inesistenti, almeno nell’accezione nella quale li intendiamo noi.

Bungalow e casette di legno. Personalmente le adoro, ce ne sono di ogni tipo, forma, dimensione e caratteristiche. Da quelle ampie e spaziose che sono piccole villette con cucina salotto e giardino a quelle che sono poco più che botti di legno con due brande e servizi comuni da campeggio. Altre sono di fatto case mobili o tende fisse come nei nostri campeggi. Altre ancora hanno il tetto trasparente per vedere le stelle e l’aurora boreale. Costano il giusto. Non c’è che l’imbarazzo delle scelta, a patto di riuscire a prenotarle in tempo.

Campeggi. Normalmente non hanno costi folli, ma il più delle volte hanno servizi minimi che si riducono ad un prato o piazzale in cui posizionare la tenda o il camper, senza nemmeno le piazzole definite e una recinzione intorno. Hanno quasi sempre  una sola zona per bagni, docce e lavaggi. Ce ne sono molti e abitualmente hanno posto disponibile, ma nei periodi di punta è bene prenotare. Ultimamente stanno sorgendo nuovi campeggi moderni ed attrezzati di ultima generazione, ma al momento non sono ancora molti.

Nota importante dopo aver criticato prezzi e qualità delle strutture islandesi. Salvo rarissime eccezioni si tratta di strutture molto pulite e orinate, magari spartane e spesso con camere veramente minuscole, però sulla pulizia non c’è mai nulla da eccepire. Sono riscaldate molto bene, grazie all’utilizzo dell’energia geotermica, sia diretto, sia indiretto tramite la produzione di energia elettrica. Il sistema di costruzione altamente antisismico prevede quasi sempre l’utilizzo di materiali altamente coibentanti.

Ha senso percorrere tutto il Big Circle e quanto è lungo?

Come sempre dipende dal tempo che si ha a disposizione e dalle proprie attitudini/esigenze personali.

Io non amo viaggiare mordi e fuggi e non mi piace restare in un paese soltanto per visitare le attrazioni più note, che a volte tralascio addirittura. Anche i miei clienti mi richiedono viaggi un po’ particolari e non così convenzionali. Quindi abitualmente resto in una determinata regione il tempo sufficiente ad esplorarla un minimo e ad interagire con essa sia incontrando persone locali, sia soprattutto praticando attività outdoor. Quindi la risposta alla domanda se sia interessante percorrere tutto il periplo dell’isola è sicuramente sì. Anzi come si evince da quanto descritto nei punti precedenti, per me è imperativo raggiungere almeno qualcuno dei luoghi  selvaggi dell’area interna. Non credo di avere mai organizzato un tour che non preveda questa opzione.

In questi anni dominati dall’esteriorità, dalla superficialità e dall’apparire, i viaggi rapidissimi, nei quali si resta sul luogo per il tempo di un selfie son diventati la norma e anche io non posso sfuggire più di tanto a questo terribile meccanismo, quindi aggiungo che è possibile farsi un’idea di massima di cosa sia l’Islanda senza percorrerne nemmeno il perimetro e restando nel Golden Circle, ma il conoscere quel paese è ben altra cosa!

Un paio d’anni fa mi sono rifiutato di organizzare un viaggio estivo in Islanda per un cliente che la voleva visitare in un fine settimana, però più volte ho organizzato viaggi alla ricerca dell’aurora boreale in soli 4 o 5 giorni, ma trattandosi di viaggi a tema molto specifici, ci può stare.

Quanto tempo ci vuole per fare un giro completo dell’Islanda?

Il tour completo della strada N°1 è lungo circa 1400 km scarsi, ma con qualche divagazione classica si arriva sempre ai 1600 e aggiungendo almeno un paio di traversate interne si arriva quasi sempre a 2000 chilometri.

Tale percorso è agevolmente percorribile in una settimana, ma per visitare qualcosa e godersi un minimo di pace nei luoghi visitati consiglio 10/15 giorni di tempo.

Quando aggiungo al viaggio i fiordi dell’Ovest richiedo sempre da due a tre settimane di tempo ai partecipanti, sufficienti per coprire i 2500 chilometri di un percorso del genere e necessari al fine di tornare a casa soddisfatti, conservando il tempo per ritornare su mete tralasciate o visitate di fretta a causa di imprevisti, maltempo o noie meccaniche. Inoltre in tal modo resta spazio per qualche attività attiva o qualche esperienza particolare, quali la ricerca delle balene con il motoscafo, qualche passeggiata o trekking leggero tra laghi, vulcani e cascate, la pratica di qualche attività sportiva a seconda delle stagioni e la ricerca di qualche piatto tipico da gustare con calma in compagnia dei ristoratori locali.

Arrivo in Islanda in aereo

Sicuramente aereo e noleggio in loco, per motivi di tempo e denaro. Con due sole eccezioni:

  1. Siete appassionati di moto o 4×4 e volete utilizzare i vostri “giocattoli” senza spedirli, non c’è alternativa al traghetto (costosissimo), quindi prendetevi il tempo necessario e preparatevi ad attraversare l’Europa fino alla Danimarca (opzione migliore) in andata e ritorno, organizzatevi per visitare le isole Faer Oer e godetevi il viaggio, ma serve almeno un mese, altrimenti diventa una marcia forzata e secondo me “il gioco non vale la candela”…
  2. Possedete un van o un camper a trazione integrale, con il quale trasportate le vostre inseparabili attrezzature per le attività outdoor o gli sport estremi. In tal caso vi si aprirà un mondo fantastico fatto di possibilità precluse ai più…io sono tra quelli che hanno un van di questo tipo, ma si tratta di una nicchia della nicchia …! Attenzione, perché così facendo il viaggio va considerato nell’ordine del mese o dei mesi e non dei giorni o delle due settimane, …in pratica un modo di vivere più che un modo di viaggiare. Inoltre in questo caso il costo del traghetto può essere ampiamente compensato dal risparmio che si ottiene riducendo l’utilizzo di ristoranti e strutture ricettive e anche questa può essere una cosa interessante.

Nota importante: la maggior parte dei camperisti tradizionali (2WD) non saranno d’accordo con l’ultimo punto che ho scritto. In effetti il camper trasportato in traghetto può rappresentare una valida alternativa al volo + noleggio, anche al punto di vista economico, specialmente per chi si ferma per vacanze prolungate. Però secondo me, proprio in tal caso risulta riduttivo il non viaggiare sulle piste interne, restando confinati nella parte più turistica dell’isola, che è bellissima, ma che intesa come unica meta di un viaggio in Islanda, va lasciata ai frettolosi che restano in zona al massimo per una settimana.

Noleggio del mezzo o mezzo proprio?

Gruppo di moto a noleggio

Vale quanto ho detto al punto precedente, considerando che si trovano a noleggio mezzi di tutti i tipi, sia modernissimi, sia un po’ datati e quindi relativamente più economici.

Quali sono le condizioni meteo dell’Islanda?

L’Islanda (Iceland = Terra dei Ghiacci) è un’isola posta nel Nord Ovest del nostro continente e posizionata in pieno Oceano Atlantico. Quindi è fredda. Però non va confusa con altri territori ben più estremi (Groenlandia, Lapponia, ecc.), infatti tutto il suo territorio, ad eccezione di un piccolo isolotto, si trova al di sotto del Circolo Polare Artico e inoltre il suo clima è mitigato dal contatto con la Corrente del Golfo. Però non si pensi ad un isola calda! Vento forte, precipitazioni abbondanti, estrema variabilità meteorologica, presenza del ghiacciaio più grande d’Europa, violente mareggiate, ridotte ore di luce nella stagione invernale e presenza di continui e importanti fenomeni eruttivi di vario genere, ne fanno una terra affascinante da visitare, ma obiettivamente poco ospitale in senso assoluto.

Atmosfera apocalittica nell’ovest dell’Islanda

Nel corso delle oltre sessanta volte in cui l’ho visitata ho vissuto anche periodi estivi fortunati, nei quali per una settimana abbondante ho goduto di un sole splendente, con i clienti che giravano in maniche corte, ma molto più spesso ho sopportato venti taglienti, nevicate estive, intere settimane di pioggia insistente e gelate importanti. Quindi ai clienti che accompagno raccomando sempre di considerare quanto segue: un viaggio in Islanda è come un viaggio fatto in Italia, nello stesso periodo, ma ad una quota superiore di circa 2500-3000 metri.

Preparatevi e vestitevi di conseguenza (a strati). Se si avrà fortuna, in estate e con il sole si potrà stare all’aperto in maniche corte a 18-20 °C, ma alla prima nube che passa, ci si ritrova al freddo intenso e magari con qualche fiocco di neve…che scomparirà nuovamente al primo raggio di sole. In inverno, invece non c’è speranza, il freddo da -15 a + 5°C è un compagno di ogni giorno e di ogni attività. Certo non sono i meno 40-50 dell’Alaska del Nord, dello Yukon o delle Isole Svalbard, dove sono necessari training e abbigliamento specifici, ma ce n’è a sufficienza per soffrire se si è impreparati, specialmente con l’immancabile e proverbiale vento islandese che abbassa di molto la temperatura percepita!

Vento, freddo, moscerini, vulcani, guadi, fiumi, strade sterrate e difficili… quali sono le insidie dell’Islanda?

Attenzione al guado!

Non perderti le prossime uscite… risponderò a questa importante domanda con un apposito post.

Spero che questo articolo possa tornarti utile per organizzare il tuo viaggio in Islanda.
Per suggerimenti e idee su come spostarsi in Islanda, clicca qui.
In caso di dubbi, o se decidi di visitare l’Islanda con me, non esitare a contattarmi!


Mi chiamo Fabrizio Bruno e sono nato in Provincia di Cuneo al cospetto del Monviso, dove vivo tutt’ora, nella Valle del Po, quando non sono in viaggio.
Da oltre trent’anni mi occupo professionalmente di viaggi, attività outdoor, discipline sportive attive ed estreme e turismo tecnico, come consulente, docente e accompagnatore nonché come organizzatore, con il Tour Operator Culture Lontane di cui sono socio e direttore.
Sostengo ed insegno a colleghi e allievi che per essere sempre frizzante e piacevole nei confronti dei clienti è importante non essere monomaniacali; anche per questo motivo nell’arco dell’anno spazio da una disciplina all’altra, cambiando spesso regione, nazione e continente. Passo infatti da attività molto slow, quali il volo in mongolfiera, il trekking o il turismo enogastronomico ad altre molto adrenaliniche e veloci, quali il rafting, i viaggi in moto e le escursioni in 4×4 tra le piste e le dune del deserto.
Abitualmente vivo più di 300 giorni l’anno fuori casa e racconto le mie esperienze on line oppure sui libri e sulle guide turistiche che pubblico da oltre 20 anni. Ho viaggiato in oltre 100 stati del mondo, in alcuni per poche volte, in altri molto più sovente (ad esempio sono stato 69 volte in Islanda), in altri luoghi ho vissuto per lunghi periodi, come ad esempio è avvenuto per il Sahara, il Nord del Brasile, l’Ovest degli USA e l’Est del Canada.
Ecco i miei contatti:
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