Finestre sull’Arte – La Dama col liocorno di Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio, Dama col Liocorno, 1505-1506, olio su tavola, Roma, Galleria Borghese.

Realizzato da Raffaello tra il 1505 e il 1506, durante gli anni del suo soggiorno a Firenze, La dama col liocorno è oggi custodita a Roma, alla Galleria Borghese. Un alone di mistero circa l’identità del soggetto ritratto, la presenza dell’animale mitologico e le diverse fasi di realizzazione del capolavoro avvolge ancora oggi il quadro.

La giovane effigiata è una fanciulla fiorentina. Il prezioso abito che indossa – la gamurra – rispecchia la moda in voga nei primi anni del Cinquecento. La donna, dagli occhi azzurri e i capelli biondi e fluenti, posa seduta in un loggiato e, adagiato sul grembo tiene un piccolo unicorno.

Non si hanno notizie documentarie certe circa il committente, ma con molta probabilità si tratta di un dono di nozze. Lo si evince da diversi piccoli dettagli come le pietre del pendente (rubino e zaffiro), simbolo di virtù coniugali e del candore virginale della sposa. All’amore spirituale rimanda anche la perla scaramazza, mentre il nodo della stessa collana d’oro è un chiaro riferimento al vincolo indissolubile del matrimonio.

La donna sorregge tra le mani un piccolo unicorno. Questo animale fantastico con il corpo da cavallo, la coda leonina e un lungo corno acuminato sulla fronte, in epoca medievale era un attributo di verginità. Da qui la leggenda che, incontrando una fanciulla vergine, l’unicorno corresse verso di lei per adagiarle il capo sul seno e addormentarsi placidamente.

Ancora non è chiaro chi sia la dama ritratta. Inoltre, l’opera come la vediamo noi oggi, è il risultato di tecniche pittoriche diverse e di traumatiche tecniche di restauro che hanno determinato significative alterazioni cromatiche. Dietro il dipinto si celerebbero ben quattro fasi pittoriche: inizialmente sarebbe stato eseguito un ritratto di donna fiorentina con alle spalle una finestra spalancata su un paesaggio. In un momento successivo un secondo artista avrebbe completato la figura di donna aggiungendo un piccolo cane e le due colonne ai lati della finestra. In una terza fase sopra il cane sarebbe stato dipinto un unicorno, mentre, nell’ultima fase, il ritratto della nobildonna fiorentina si sarebbe trasformato in Santa Caterina di Alessandria, con tanto di palma e ruota dentata.

Raffaello, Santa Caterina d’Alessandria, 1507 circa, Londra, National Gallery.

Furono Cantalamessa e poi Longhi nel XX secolo a ribadire l’attribuzione a Raffaello, sostanzialmente confermata dopo la riscoperta del disegno preparatorio raffigurante il soggetto originale. La posa della donna – con il busto ruotato di tre quarti – deriva dalla Gioconda di Leonardo, ma la chiarità della luce, che stempera le ombre nei colori, ricorda la giovanile esperienza del pittore sull’arte di Piero della Francesca. Raramente l’arte è giunta, in un ritratto, ad una tal perfezione.

Liocorno

Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!
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