Gita fuori porta in Val Brembana (BG)

Cari amici di Posti e Pasti, in questo mio nuovo articolo vorrei proporvi qualche suggerimento per trascorrere una bella giornata in Val Brembana, in provincia di Bergamo, all’insegna della natura, della cultura e del buon cibo. Iniziamo!

In questo articolo vedremo:
1. Borghi da visitare in Val Brembana
2. Dove mangiare in Val Brembana
3. Tappa finale a Bergamo Alta

La Via Mercatorum

Borghi da visitare in Val Brembana

Passeggiare per la Val Brembana consente di immergersi nella natura scoprendo piccoli borghi dal lungo passato, scrigni di storia e antichi vicende.

Tra i vari paesini tipici che vi si trovano, vorrei descrivertene due in particolare, raggiungibili con una semplice camminata di circa 40 minuti su sentiero ben tracciato e privo di particolari difficoltà (vi consiglio soltanto di verificare che non vi siano state recenti nevicate che impediscano il percorso).

Parcheggiando a Camerata Cornello, troverete subito la mulattiera che in 10 minuti conduce a Cornello dei Tasso, classificato come uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Cornello, circa sei secoli fa, aveva un ruolo fondamentale a livello commerciale in quanto si trovava al centro dei commerci che si svolgevano con la Valtellina lungo la Via Mercatorum, la più antica strada della Valle Brembana. Proprio qui, si svolgevano importanti mercati.

Nel 1592, però, la situazione cambiò a causa della costruzione della Priula, una nuova strada che percorreva il fondovalle ed era quindi più agevole per i mercanti carichi di merce da vendere. Questo avvenimento non ebbe però soltanto risvolti negativi: grazie all’isolamento del paese, si è via via conservata la struttura medievale del tessuto urbanistico, oggi fonte di attrazione per i visitatori.

La struttura del borgo è ben definita:
– partendo dal basso, si trovano una serie di costruzioni a strapiombo sul Brembo che ne evidenziano l’antica fortificazione;
– Poco più in alto vi è il lungo porticato coperto da travi di legno sotto il quale correva la Via mercatorum. Proprio tramite il porticato era possibile accedere alle botteghe e alle scuderie che nel periodo di maggiore sviluppo erano il cuore commerciale del paese. Oggi sono state rimpiazzate da piccole e graziose abitazioni, alcune adibite ad alleggi per turisti;
– il terzo piano era, in passato, dedicato alle case d’abitazione e alterna edifici piuttosto semplici a palazzi di un certo interesse architettonico.
In cima al borgo vi è l’antica chiesa, che al momento della mia visita era in manutenzione e pertanto non accessibile.

Tra i vari edifici del borgo, spiccano sicuramente l’antico palazzo Tasso, che si estende su uno sperone di roccia sul lato meridionale del paese e aveva funzione di guardia verso la valle, e il Museo dei Tasso e della Storia Postale.

Cornello, infatti, ha legato il suo nome a quello dell’antica famiglia Tasso, famosa grazie ai due grandi letterati Bernardo Tasso e suo figlio Torquato Tasso, non soltanto per i meriti letterari dei due scrittori, bensì perché in realtà può essere considerata una delle prime imprese multinazionali europee. Infatti, il borgo detenne per secoli il monopolio del servizio postale tra l’impero tedesco e gli altri stati d’Europa.

Dopo aver visitato Cornello dei Tasso, vi consiglio di proseguire lungo l’immutata Via Mercatorum per circa una mezz’oretta e, dopo aver goduto della vegetazione locale e delle cascate che la Valle propone, raggiungere Oneta, il borgo natale di Arlecchino.

Oneta è un piccolo paesino dalle vie strette e abbastanza buie, che regala soltanto piccoli scorci sulla valle, ma riesce ad emozionare grazie alla storia che si trascina nel corso dei secoli.

Arrivati a Oneta!

La contrada è infatti famosa per l’edificio signorile eretto proprio al centro, di epoca quattrocentesca, noto come Casa d’Arlecchino. Il palazzo apparteneva in origine alla potente famiglia dei Grataroli, grande collezionista di oggetti di gran pregio prevenienti da Venezia. La residenza divenne celebre per i magnifici affreschi che commissionò la famiglia, oggi ancora visibili.

Conclusa la visita di Oneta, è possibile tornare presso Cornello dei Tasso ritornando sulla Via Mercatorum oppure scendendo verso la strada percorribile anche in auto, collocata più in basso rispetto ai borghi.

Dove mangiare in Val Brembana

Tornati a Camerata Cornello, vi suggerisco una chicca del luogo per mangiare bene e, se è vostra intenzione, anche soggiornare. Si tratta dell’Ostello Brembo, in Via Orbrembo, 20.

L’Ostello dispone infatti di un grande ristorante che propone piatti tipici e pizze gourmet, tutto rigorosamente cucinato con prodotti locali a km 0 e secondo stagionalità. I proprietari, graziosi e mossi da grande spirito d’iniziativa, sapranno coccolarvi con pietanze gustose e ben equilibrate, in un ambiente accogliente e ampio.

Vi consiglio di approfittare della degustazione di vini o birre, per gustare bevande locali, e di verificare sul loro sito se vi sono eventi nel weekend in cui volete recarvici: dai pranzi a tema alle escursioni organizzate, le proposte sono sempre molto originali. Potete trovare gli ultimi aggiornamenti cliccando qui.

Tappa finale a Bergamo Alta!

Cosa c’è di meglio, dopo una bella mangiata, di una passeggiata per “digerire”?!

Considerando la bella zona in cui vi troverete, non avrete che l’imbarazzo della scelta!

Potrete passeggiare accanto al fiume accanto all’Ostello, continuando a godervi la natura quasi incontaminata, oppure recarvi, con qualche km di auto, a Bergamo Alta per ammirare le bellezze che questa parte della città custodisce e il panorama che la circonda.

In quest’ultima parte dell’articolo, vorrei parlarvi proprio di Bergamo Alta: tra imponenti palazzi storici e un incantevole panorama, è l’ideale per concludere questa gita fuori porta!

Come prima cosa, se ne avete la possibilità, vi consiglio di parcheggiare nella zona della Funicolare, così da utilizzare questo mezzo per raggiungere il fulcro della zona alta. Vi assicuro che vi innamorerete del panorama che potrete ammirare dalla cabina!

Durante la salita potrete inoltre scorgere le Mura Venete, che circondano interamente la città. Percorrendole, potrete godere di un’ampia veduta sul panorama e, con il bel tempo, dovreste anche riuscire a scorgere la Madonnina del Duomo di Milano.

Giunti in cima, potrete immergervi in una bella passeggiata tra i vicoli del centro, tra negozietti locali e bar tradizionali in cui degustare una buona cioccolata calda oppure fare un aperitivo. A proposito di prelibatezze, vi consiglio di assaggiare il famoso dolce “Polenta e Osei“, dal colore dorato, che ricorda la tradizionale polenta. Creato nel 1910 da Alessio Amadeo, viene preparato con pan di spagna e creme al cioccolato, nocciola e rhum, il tutto ricoperto da marzapane giallo e decorato con zucchero giallo in cristalli, ed è esposto in tutte le pasticcerie del centro città.

Polenta e Osei – Foto da Cosedibergamo.com

Visitando Bergamo Alta, vi renderete conto che è caratterizzata da una base romana e, al contempo, una struttura di origine medievale. Il fulcro storico della zona è Piazza Vecchia, tra le più belle e pittoriche d’Italia, scrigno di numerosi ed antichi monumenti.

In particolare, proprio qui si trovano:

  • Il Palazzo Nuovo;
  • la Torre Civica, detta “Campanone”;
  • Il Palazzo Vecchio, o “Palazzo della Ragione”;
  • Il Duomo di Bergamo.
Il Duomo di Bergamo

Conclusa la visita della Piazza, vi consiglio di dirigervi verso l’ex convento di San Francesco. Lungo la strada, potrete scorgere una casa gialla con un gran numero spropositato di camini: si tratta di un ex bordello, conosciuto come la “casa dei camini”. La leggenda narra che quando il camino era utilizzato per avvisare i clienti: quando veniva acceso, la “ragazza” era impegnata!

Dopo questa curiosità, proseguendo lungo la strada, potrete finalmente raggiungere il Chiostro di San Francesco, un ex monastero sconsacrato da Napoleone nel 1797. Oggi è la sede della Fondazione dei Musei della Storia di Bergamo. All’interno del complesso, potrete visitare il Chiostro della Arche, dove venivano sepolte le famiglie dei nobili di Bergamo, e il Chiostro Blu, che un tempo vantava una volta ricoperta di lapislazzuli, e che oggi regala un’incantevole vista sulla valle bergamasca e sui tetti della città.

Spero che questa mini-guida per una gita fuori porta in Val Brembana vi sia piaciuta, e che possiate trascorrere dei bei momenti fuori città tra natura, antichi borghi e cibo gustoso. Se volete aggiungere ulteriori suggerimenti o raccontarci la vostra esperienza, lasciate un commento qui sotto o sui social!
A presto,
Greta

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