Finestre sull’Arte – Il lavoro rappresentato da Renato Guttuso

Renato Guttuso, Contadini al lavoro, 1951, olio su tela, 120, 8 x 133 cm. Genova, Galleria d’arte moderna.

Contadini al lavoro di Renato Guttuso è un dipinto del 1951 conservato a Genova, alla Galleria d’Arte Moderna. Si tratta di un’opera di ispirazione neorealista realizzata nell’ambito del Fronte Nuovo delle Arti: un movimento artistico d’impronta neo-cubista, nato a Roma nel secondo dopoguerra che aveva come obbiettivo quello di rinnovare il linguaggio artistico a partire dall’insegnamento di “quel filone che potremmo definire classico della tradizione figurativa moderna che parte da Cézanne” e si sviluppa arrivando fino a Picasso.

Quattro contadini sono raffigurati mentre lavorano su di un terreno in aperta campagna. Tre di loro sono chini nel lavoro mentre uno è fermo, ha la zappa appoggiata a terra e il suo sguardo è rivolto allo spettatore.

I contadini vestono abiti da lavoro. C’è chi indossa una canottiera; chi una camicia; chi una coppola, il tipico cappello che si usava negli anni Cinquanta. Sullo sfondo una linea di colline chiude l’orizzonte verso l’alto.

Il dipinto è intriso di realismo. Un realismo attento alle tematiche sociali. In questi stessi anni infatti nei dipinti di Guttuso compaiono frequentemente scene di vita rurale, espresse in stile prettamente espressionista.

Ma l’espressionismo di Guttuso si distingue da quella corrente sorta nei primi del Novecento e che si caratterizza dall’esasperazione dei contrasti, oltrepassando ogni verosimiglianza. Il suo è un espressionismo che non si limita a privilegiare l’interiorità e le emozioni: è la realtà stessa a manifestarsi nella sua vigorosa incisività con i suoi colori ed i suoi crudi dettagli.

È la stessa realtà a fornire tragicamente la spinta emotiva che inietta nel pittore quell’istinto quasi primordiale di scaraventare sulla tela colori violenti e contrastanti nati da un’attenta osservazione della vita faticosa della povera gente, nel cui incedere faticoso, preserva intatta la sua dignità. La vita rurale, con la sua logorante e asfissiante realtà, assume un’importanza rilevante nell’opera di questo grande pittore siciliano.

Gustave Courbet, Gli spaccapietre, 1849. Opera distrutta a Dresda durante la Seconda Guerra Mondiale.

È probabile che Guttuso per quest’opera abbia preso ispirazione dall’artista ottocentesco Gustave Courbet. Anche lui era interessato a tematiche sociali. L’opera Gli spaccapietre lo dimostra: Courbet è tra i primi a introdurre nello scenario artistico europeo temi come la povertà e la fatica del lavoro.

Questi temi sembrano influenzare anche il resto del paesaggio. In entrambi i dipinti, a dominare è un’atmosfera desolante e opprimente. Sopra le montagne c’è soltanto una sottile linea di orizzonte. 


Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!
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