A passeggio a Treviso tra affreschi e ombre in rete

Oggi vi porto alla scoperta di Treviso, una cittadina medievale che dista una trentina di chilometri da Venezia. Io sono nata e cresciuta qui, nella Marca gioiosa et amorosa, è questo uno dei tanti nomignoli della provincia di Treviso, celebre per essere stata un luogo di gioiosità e di versatilità nelle faccende amorose.

Ogni tanto, quando vago per la città a testa in su, mi domando se forse in passato ci fosse in effetti più gioia di vivere, più buon gusto e amore per la città stessa.

Me lo chiedo perché sugli edifici si scorgono miliardi di residui di affreschi che un tempo decoravano le facciate della città.

Un altro nome con cui Treviso è celebre è infatti Urbs Picta, città dipinta. Basta alzare lo sguardo oltre gli innumerevoli negozi che normalmente catturano la nostra attenzione per scorgere che la città è disseminata di residui di affreschi, risalenti a epoche diverse e dalle forme artistiche più fantasiose.

Purtroppo, rimane ben poco di ciò che c’era in origine: la stessa natura dell’affresco non lo porta a durare nel tempo, ci si aggiungono poi gli agenti atmosferici e l’incuria o i cambiamenti di gusto che ogni periodo storico porta con sé, ma anche le devastazioni delle grandi guerre novecentesche, di cui Treviso purtroppo ha sofferto molto, e l’affresco è destinato a scomparire.

E’ ancora viva nella memoria locale quel fatidico 7 aprile 1944. Con una furia mai vista, oltre centocinquanta Fortezze Volanti statunitensi portarono la morte a Treviso e con essa la perdita dell’ottanta per cento del patrimonio edilizio della città. In alcuni casi però, la caduta dell’intonaco posto sopra gli affreschi a causa dei bombardamenti, ha fatto riapparire e riscoprire alcuni di essi.

Ma come nacque a Treviso l’idea di decorare le case?  Per necessità e desiderio di rendere più belli i palazzi. Treviso si trova ai piedi delle Prealpi, in una zona ricchissima di acque, lambita dal fiume Sile a sud e attraversata dai vari rami del Botteniga.  Non ci sono cave di pietra da taglio e di marmo nelle vicinanze, il materiale principe per le costruzioni era il laterizio. Per abbellire gli edifici si cominciò quindi a ricoprire l’intonaco grigio con motivi colorati.

Le decorazioni furono dapprima motivi a losanghe bianchi e rossi o rosa, a imitazioni delle decorazioni dei palazzi veneziani (o di Palazzo Ducale) per poi diventare nel corso del tempo finte tappezzerie, girali vegetali, fino ad arrivare nel XV e XVI secolo ad affreschi rappresentanti motivi mitologici o figure umane.

Un esempio di decorazioni geometriche si può ammirare nelle case che si affacciano sulla pescheria, una piccola isola artificiale creata nell’Ottocento dall’architetto Bomben sul Cagnan Grande, dove ancora oggi dal martedì al sabato ha luogo il mercato del pesce. Qui si affacciano numerosi palazzi che presentano delle decorazioni geometriche risalenti al XV secolo.

Sotto i portici di questo bellissimo edificio si trova la famosa osteria Aquasalsa, dove si possono gustare deliziosi cicchetti e ottimi spritz.

Un altro affresco piuttosto celebre è il Giudizio di Paride, un affresco di Pomponio Amalteo che appare su un edificio sito in Via S. Agostino al nr. 61 (risalente al XVI secolo).  Nelle vicinanze troviamo anche una bellissima Madonna con Bambino: si trovano infatti anche molti affreschi a carattere religioso sparsi per la città, o molti Sanbernardini, a ricordo del passaggio del celebre predicatore San Bernardino da Siena nel 1423.

Altri bellissimi affreschi che presentano scene cavalleresche si trovano sulla Loggia dei Cavalieri, un edificio risalente al XIII secolo, o ancora ci sono i curiosissimi affreschi che si trovano sulla Casa del Boia.

Ma gli edifici di Treviso non sono solo decorati di affreschi: di tanto in tanto compaiono anche delle Ombre In Rete.

Basta passeggiare lungo i Buranelli per imbattersi nell’ombra dello scrittore Giovanni Comisso, che abitava in un edificio affacciato sul Cagnan dei Buranelli. E’ un’opera d’arte affascinante dell’artista trevigiano Mario Martinelli che ha contribuito ad abbellire la città con le sue ombre-in-rete. Quest’opera è stata voluta nel 2000 dalla Fondazione Comisso per raccontare un episodio significativo della vita dello scrittore trevigiano: il naufragio della Bronsa, avvenuto in quel luogo, davanti alla sua abitazione.

Buranelli

Altre due ombre molto significative si trovano in Piazzetta Botter, di fronte al vecchio convento di Santa Caterina, ora sede museale: ecco comparire il restauratore della città bombardata Mario Botter, opera del 2009, e dietro l’angolo Memi Botter, il restauratore dell’Urbs Picta, l’ultima opera aggiunta nel 2020.

C’è ancora molto altro da scoprire e quindi spero in queste poche righe di aver stimolato la vostra curiosità e di potervi accogliere prossimamente nella Marca Gioiosa et amorosa, per raccontarvi un po’ della sua storia, portarvi a spasso nei pittoreschi vicoli medievali e, perché no, degustare insieme un buon bicchiere di vino!


Benvenuti nel Veneto! Mi chiamo Sabrina Fedato e sono una guida turistica abilitata. Sono nata e cresciuta a Treviso, città dove tuttora vivo. Sono sempre stata appassionata di arte, di storia e ho sempre amato studiare le lingue straniere. Per questo motivo dopo il diploma in Turismo, ho proseguito gli studi all’università Ca’ Foscari di Venezia, laureandomi in Scienze del Linguaggio, con una specializzazione in Linguistica e Filologia. Durante il mio percorso di studi ho approfondito lo studio dei manoscritti antichi e ho indagato le interferenze linguistiche nelle traduzioni dal latino all’anglosassone. Ho inoltre seguito corsi di storia veneziana presso la Venice International University e la Warwick University.
Accompagnare i turisti alla scoperta delle meraviglie del territorio in cui sono cresciuta è per me molto appagante. Adoro condividere le mie conoscenze e le mie esperienze con persone che vengono da altre parti del mondo. Sono innamorata della regione in cui vivo, e questo amore traspare nei miei tour. Venite con me, e vi innamorerete anche voi!

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