Siviglia arte e passione – Triana

L’altra sponda di Siviglia

Triana è uno dei quartieri più noti di Siviglia. Le sue strade conservano ancora l’essenza popolare dell’antico borgo extra muros e le tracce di un passato millenario.

L’etimologia del toponimo è incerta e controversa. Secondo alcuni storici il nome potrebbe provenire da Traiano, imperatore romano nato nella vicina Italica; secondo altri, dal suffisso “ana”, fiume in lingua celtica, deriverebbe “Tria ana” (tre fiumi), con un riferimento alla confluenza di vari bracci del Guadalquivir o “trans ana” (aldilà del fiume).

Triana è sempre stata intimamente legata al fiume Guadalquivir, sua croce e delizia: fonte di ricchezza ma anche via di accesso di epidemie e origine di continue inondazioni.

Il borgo nacque intorno a un recinto fortificato costruito per difendere il punto di attraversamento delle barche che trasportavano sull’altra sponda del fiume i prodotti agricoli e minerari provenienti dall’Aljarafe.

Nel XII secolo, in concomitanza con la costruzione del ponte di barche, la fortezza fu trasformata e ampliata per assicurare una maggiore protezione a questa passerella galleggiante. Il complesso fortificato, conosciuto come Castello di San Giorgio, ospiterà il Tribunale dell’Inquisizione dal 1481, anno della sua istituzione, fino alla fine del XVIII secolo. Come parte del sistema difensivo, il castello fu circondato da un grande fossato che trasformò il borgo in una sorta d’isola.

Il fossato conosciuto come “Cava” di Triana, si estendeva da Chapina a Piazza di Cuba passando per l’attuale calle Pagés del Corro. Svolgeva una funzione militare, ma anche di contenimento delle acque esondate durante le piene del Guadalquivir. Oggi, sulle sue rovine, è stata costruita la sede del mercato cittadino.

Nel XV secolo i “gitani”, popolazione di etnia rom, arrivarono a Triana e vi si stabilirono. È grazie alla loro presenza che il borgo divenne il centro nevralgico del “cante” flamenco, in quel triangolo geografico che univa Jerez de la Frontera, Siviglia e Cadice.

Triana divenne, inoltre, punto di riferimento della tauromachia, dando i natali a numerosi toreri, molti di etnia “gitana”, tra i quali spicca la figura di Juan Belmonte, trianero di adozione, chiamato “El Pasmo de Triana” (La Meraviglia di Triana).

Con l’inondazione del 1947, dovuta allo straripamento del Tamarguillo, affluente del Guadalquivir, le case dei “gitani”, molte delle quali ridotte a ruderi, furono espropriate e più di 3000 famiglie furono sgomberate e trasferite in una zona industriale della periferia sivigliana. Qui sorse il quartiere chiamato delle “Tres Mil Viviendas”. Un quartiere oggi degradato e ostaggio dello spaccio di droga.

Triana è sempre stata un borgo a forte vocazione industriale che ha fornito, nel corso dei secoli, distinti manufatti, dalle tegole alla ceramica, dalla polvere da sparo al sapone.

Casa in cui vissero i Montalván, famosi ceramisti di Triana

La produzione della ceramica ha un’antichissima tradizione che risale agli arabi. La posizione periferica del borgo evitava che i fumi prodotti dalla combustione dei forni per la cottura della ceramica contaminassero il centro della città. La vicinanza al fiume facilitava il reperimento dell’argilla e il trasporto dei prodotti finiti. La bassa densità di popolazione permetteva, inoltre, di utilizzare i grandi cortili interni delle case come laboratori e magazzini. Tutti questi fattori contribuirono allo sviluppo della produzione ceramica che raggiunse il suo culmine negli anni ’20 del XX secolo, quando la ceramica di Triana fu utilizzata per decorare la magnifica Piazza di Spagna.

Il sapone di Castiglia fu il primo sapone bianco prodotto in Europa. Il suo nome deriva dalla strada, “Calle Castilla”, in cui era ubicato il saponificio reale fondato nel XVI secolo. Il sapone trianero fu esportato nei paesi fiamminghi, nel Regno Unito e anche nel Nuovo Mondo.

Dal XV secolo iniziò a Triana un’altra importante attività: la fabbricazione, vendita e distribuzione della polvere da sparo, utilizzata nelle tante guerre combattute in Europa e caricata anche sulle navi della Flotta delle Indie per essere trasportata in America. Nel XVII secolo, dopo l’ennesima esplosione che causò gravi danni e vittime mortali, questa fabbrica fu trasferita lontano dal centro abitato.

Un altro prodotto elaborato a Triana fu il caviale. Nel XV secolo i monaci certosini del vicino monastero di Santa Maria de las Cuevas pescavano e lavoravano lo storione con le cui uova preparavano il pregiato caviale riservato alla regina Isabella di Castiglia e al re Ferdinando di Aragona.

Agli inizi del XX secolo le uova dello storione erano utilizzate per produrre mangimi destinati all’alimentazione suina. La famiglia Ybarra riprese la produzione del caviale e ne elaborò 16 tonnellate tra il 1932 e il 1970, anno in cui si decise la chiusura della fabbrica per mancanza di materia prima. Lo storione, infatti, a causa dell’inquinamento delle acque aveva smesso di risalire il fiume.

A testimonianza della natura imprenditoriale di Triana, dobbiamo segnalare che il primo aereo a reazione spagnolo, “El Saeta”, fu costruito proprio in questo quartiere, in una fabbrica, la Hispano Aviación, che nei suoi 30 anni di vita, dal 1943 al 1972, fabbricò aerei da combattimento.

Il rapporto fra Triana con il mare è sempre stato strettissimo. Qui, nel XVI secolo, nacque la “Univerdidad de Mareantes” (Scuola dei Naviganti), un’istituzione corporativa che riuniva armatori, piloti e ufficiali della Flotta delle Indie Occidentali.

Alla fine del XVII secolo questa corporazione promosse la creazione del Reale Collegio di San Telmo in cui i ragazzi orfani venivano  formati per diventare marinai.

Fu in quest’antico borgo, dove nacque Rodrigo di Triana, il marinaio che, imbarcato sulla Santa Maria, avvistò per primo terra durante il viaggio di Cristoforo Colombo nel 1492.

Su questa sponda del Guadalquivir avveniva anche il calafataggio delle navi che partivano per raggiungere il Nuovo Mondo. Utilizzando stoppa e catrame si rendevano stagne le giunzioni fra le tavole di legno.

Il 10 agosto del 1519 Magellano salpò da Triana alla ricerca delle Isole delle Spezie (Molucche). Il grande navigatore non fece più ritorno a Siviglia perché fu ucciso nelle isole Filippine. La spedizione fu portata a termine da Juan Sebastian Elcano che, a bordo della Nao Vittoria, rientrò a Siviglia nel 1522 con 18 dei 234 marinai partiti 3 anni prima.

Per ricordare quest’impresa titanica in cui si circumnavigò per la prima volta il pianeta, nel 2010 è stato collocato un monumento vicino al molo da cui partì la spedizione. La scultura riproduce la sfera armillare, inventata da Eratóstenes nel III secolo a.C., e rappresenta il miglio zero della terra.

Non si può parlare di Triana senza nominare la sua veneratissima “Virgen”, la “Esperanza de Triana”.

La confraternita della “Esperanza de Triana” fu fondata nel XVII secolo dall’unione di tre corporazioni di arti e mestieri: i pescatori, i marinai e i vasai. Questa confraternita ebbe diverse sedi: il Convento dello Spirito Santo, la chiesa di Sant’Anna, la Cappella dei Marinai e la chiesa di San Jacinto.

La Cappella dei Marinai, sua attuale sede, fu costruita agli inizi del XIX secolo ed espropriata qualche decennio dopo dal governo provvisorio che si formò dopo la rivoluzione del 1868. Nei circa 100 anni in cui la confraternita fu ospitata nella chiesa di San Jacinto, questa cappella fu utilizzata come tempio anglicano, teatro, cinema, deposito di sughero e magazzino di carbone, fino al 1962 quando la confraternita la riacquistò e la restaurò per farne nuovamente la sua sede.

Triana è un quartiere dalla forte personalità. La dualità fra Triana e Siviglia è sempre stata tangibile: Siviglia ha la sua Cattedrale e Triana la chiesa di Sant’Anna, conosciuta come la cattedrale di Triana; Siviglia ha la Fiera di Aprile e Triana la Velá di Sant’Anna; Siviglia celebra il Corpus Domini il giovedì, mentre Triana la domenica successiva; Siviglia organizza la sua “Cavalcata dei Re Magi” nel pomeriggio del 5 gennaio e Triana lo fa nel pomeriggio del 6 gennaio.

Senza esagerare possiamo dire che Siviglia è divisa in due città, da una parte Siviglia e dall’altra Triana, un quartiere legato a vari miti, per secoli separato dall’altra sponda. Il primo ponte stabile fu, infatti, costruito nel XIX secolo.

La sua atmosfera è impregnata di un aroma speciale. Se chiedi a un trianero dove si sta dirigendo quando attraversa il ponte di Isabella II, lui ti risponderà: “Vado a Siviglia”.

Per maggiori informazioni o se decidi di visitare Siviglia e il quartiere di Triana facendoti accompagnare da una guida ufficiale non esitare a contattarmi! Sarò felice di aiutarti!


Sono Giusy Serraino, guida accreditata dalla Junta de Andalucía. Nel 1994 ho iniziato la mia carriera professionale lavorando come accompagnatrice turistica in giro per la Sicilia. Nel 2008 mi sono trasferita a Siviglia. Qui, grazie alla mia professione, continuo a coltivare le mie più grandi passioni, l’arte e la storia. Accompagno gruppi e clienti individuali alla scoperta di questa splendida città, di cui mi sono innamorata fin dal primo istante. Per me sarà un piacere farti conoscere la Siviglia più autentica!
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