Itinerario in van – Dimensione 4000 – Parte 2

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A questo punto si deve prendere la decisione che riguarda la sponda del lago da percorrere, dedicando più o meno tempo alla permanenza in Svizzera o in Francia.

Abitualmente preferisco il lato Sud, restando il più possibile in Francia, ma altre volte seguo il versante Nord completamente in territorio elvetico, non credo che ci sia una motivazione razionale, sebbene non sia un piaccia molto di più lo spirito, il modo di vivere ed il popolo francese, rispetto a quello della confederazione, però spesso la scelta del tragitto da percorrere è casuale e dipende dalla mia “ispirazione” del momento.

In ogni caso è necessario arrivare nei pressi di Montreux per poter imboccare la strada che scende verso Sud e raggiunge Martigny, piacevole ed accogliente cittadina nei dintorni della quale ci sono varie possibilità di sistemarsi in un campeggio magari meno lussuoso, ma sicuramente lontano dalla confusione e dal clamore del Lago di Ginevra o Lac Leman.

Mi raccomando di non confondere il nome a seconda di quale possa essere il vostro interlocutore! Infatti il nome Lago di Ginevra è improprio e la maggior parte degli svizzeri non ginevrini non tollera che lo si chiami così!

Da Martigny, si segue il corso del Rodano, tra vigne e campi coltivati e passata Sion si raggiunge Brig, sempre restando sul fondovalle.

A questo punto ci si lancia sul percorso internazionale E 62 verso il Passo del Sempione, completamente in territorio svizzero e posto a 2005 metri di quota.

Una rapida discesa dal passo e in breve si arriva a Gondo, tra distributori di benzina e negozi di tabacchi e cioccolato, che per ovvi motivi attendo l’arrivo dei turisti di passaggio da o per l’Italia.

Rientrati nel Bel Paese sulla SS 33 si passa Varzo e e si arriva a Domodossola, uno dei capoluoghi di provincia il cui nome è tra i più conosciuti d’Italia, grazie alla sua lettera “D” iniziale che viene sempre presa come esempio per la compitazione di una parola difficile.

A questo punto si tiene l’asse principale della val Vigezzo, si passa il caratteristico centro di Santa Maria maggiore e si rientra in Svizzera nei pressi di Comedo.

Lo scopo è quello di costeggiare i primi piccoli laghetti presenti lungo il corso del Melezza ed in seguito del Maggia, per arrivare a Locarno e al Lago Maggiore.

Anche in questo caso ci si presentano gli stessi dubbi avuti a Ginevra, ovvero quale sponda del lago scegliere. In questo caso ho optato per la sponda destra, quella che dopo la prima piccola parte Svizzera appartiene al Piemonte, perché consente di visitare anche altri laghi, di Mergozzo e d’Orta, per la precisione, che sono piacevoli sia per una passeggiata a piedi, sia per un giro in bicicletta.

Una volta giunto in zona, d’abitudine pernotto in un campeggio sul Lago Maggiore, dove sia io, sia mio fratello (lui però viaggia con un camper enorme che io definisco astronave!), abbiamo una nostra piazzola preferita, direttamente sulla spiaggia del lago, che è una meraviglia, specialmente per me che sono appassionato di canoa.

Il mattino seguente, ancora un po’ di strada verso Sud e una visita d’obbligo a Stresa ed alle sue meraviglie, poi via verso il Lago di Viverone, dove avendo un po’ di tempo ci si può divertire con il wake – board, sempre che piacciano le esperienze “a motore”.

Ormai il tour sta per concludersi e dopo quasi 900 chilometri, ci si può ancora concedere la visita di un castello Valdostano, ad esempio quello di Bard, giusto prima di arrivare ad Aosta e chiudere il cerchio!


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Mi chiamo Fabrizio Bruno e sono nato in Provincia di Cuneo al cospetto del Monviso, dove vivo tutt’ora, nella Valle del Po, quando non sono in viaggio.
Da oltre trent’anni mi occupo professionalmente di viaggi, attività outdoor, discipline sportive attive ed estreme e turismo tecnico, come consulente, docente e accompagnatore nonché come organizzatore, con il Tour Operator Culture Lontane di cui sono socio e direttore.
Sostengo ed insegno a colleghi e allievi che per essere sempre frizzante e piacevole nei confronti dei clienti è importante non essere monomaniacali; anche per questo motivo nell’arco dell’anno spazio da una disciplina all’altra, cambiando spesso regione, nazione e continente. Passo infatti da attività molto slow, quali il volo in mongolfiera, il trekking o il turismo enogastronomico ad altre molto adrenaliniche e veloci, quali il rafting, i viaggi in moto e le escursioni in 4×4 tra le piste e le dune del deserto.
Abitualmente vivo più di 300 giorni l’anno fuori casa e racconto le mie esperienze on line oppure sui libri e sulle guide turistiche che pubblico da oltre 20 anni. Ho viaggiato in oltre 100 stati del mondo, in alcuni per poche volte, in altri molto più sovente (ad esempio sono stato 69 volte in Islanda), in altri luoghi ho vissuto per lunghi periodi, come ad esempio è avvenuto per il Sahara, il Nord del Brasile, l’Ovest degli USA e l’Est del Canada.
Ecco i miei contatti:
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