Tomar, la capitale lusitana dei templari in Portogallo

Dove il mito continua a resistere al passare dei secoli

Scoperta per puro caso durante una gita fuori porta nel 2015, per me vale mezzo viaggio in Portogallo visitarla. Un tuffo nel passato all’insegna di un mito che non passerà mai di moda. Parlo di Tomar e della sua avvincente storia templaria.

Incastonata nell’entroterra portoghese e troppo spesso snobbata dalle agenzie turistiche nei loro itinerari, Tomar si trova tra una serie di piccoli centri urbani spesso sottovalutati ma che una volta scoperti daranno un volto nuovo alle proprie conoscenze in merito al terrotorio locale.

Il primo re del Portogallo, Don Alfonso Henriques, l’assegnò ai templari come riconoscimento degli aiuti ricevuti nella lotta contro i musulmani da questo potente ordine di monaci-cavalieri. Il gran maestro dei templari del Portogallo, Gualdim Pais, iniziò la costruzione di una chiesa e nel 1162 di una fortezza su una collina al di là del fiume. La fortezza resistette a numerosi attacchi nel corso degli anni e nel 1190 fu ampliata, diventando l’attuale Convento di Cristo.

Nel 1312 il Papa Clemente V, sotto forti pressioni da parte di Filippo V il Bello re di Francia, soppresse l’Ordine dei Templari ma mentre in Francia tutti i membri di questo ordine vennero trucidati per paura che potessero in futuro riunirsi nuovamente, in Portogallo il re Don Dinis, lo stesso che fonda l’Università di Coimbra, decise di risparmiarli intuendo il potenziale che avevano questi uomini.

Le conoscenze e la ricchezza dei templari erano cosa risaputa e così Don Dinis decise di non disubbidire all’ordine papale di estinguere l’ordine ma subito dopo ne fondò uno nuovo, l’Ordine dei Cavalieri di Cristo, e di reclutare nuovamente gli ex cavalieri templari solo che questa volta il tutto era sotto il controllo diretto della casata reale degli Avis.

Questa geniale intuizione cambia la storia del Portogallo perché quasi due secoli dopo questo stesso ordine sarà a capo delle spedizioni marittime che porteranno poi alle scoperte territoriali oltre oceano e che scriveranno la storia che tutti noi oggi conosciamo delle scoperte e conquiste portoghesi.

L’ordine aveva come simbolo una croce rossa in campo bianco ed era apposto sulle bianche vele delle caravelle dei famosi navigatori portoghesi.

Simbolo della storia templaria cittadina è il Convento di Cristo, patrimonio Unesco dal 1983.

Venne costruito attorno al 1160 in un punto strategico, sopra una collina e vicino al fiume Nabão. Possiede delle mura difensive esterne ed una cittadella (alcáçova) con una torre principale all’interno. L’uso della torre centrale, eretta a scopo residenziale e difensivo, venne introdotto in Portogallo dai Templari, e quella di Tomar è tra le più vecchie ancora esistenti.

L’elemento principale della struttura è la Finestra Manuelina.

Realizzata secondo le indicazioni del re Don Manuel I, la finestra è uno dei massimi esponenti architettonici dell’omonimo stile manuelino. Due enormi colonne la circondano, incastonate in un esuberante universo figurativo che rappresenta tematiche legate al mondo della navigazione marittima come corde, legna o animali marini.
La croce dell’Ordine di Cristo, la sfera armillare e lo scudo con stemma portoghese completano la decorazione. Elementi, questi ultimi, presenti in tutti i monumenti di stile manuelino e che ne evidenziano lo stile stesso.
Quando ne troviamo uno, basta aguzzare la vista per trovare anche gli altri due nelle immediate vicinanze.

L’esperienza medievale a Tomar può essere vissuta anche in ambito culinario. Nella piazza principale della città, accanto alla sede del municipio, si trova il ristorante che per me, a oggi, è il migliore del Portogallo. È un ristorante a tema e dentro sembra di viaggiare davvero indietro nel tempo. Si chiama Taberna Antiqua.

L’ambiente è totalmente progettato per calarsi in un’altra dimensione. Dentro non ci sono luci artificiali ma solo candele. Gli impiegati sono vestiti da templari. Il cibo viene servito rigorosamente in piatti di ceramica e addirittura il bagno è medievale: devi tirare una corda che apre una piattaforma di legno dove fare le tue cose!

Raccomando di provare il Bacalhau à Mercador. Un baccalá con legumi servito in un piatto caratterizzato da un pezzo di pane gigante aperto stile vulcano dal quale poter mangiare. Vale realmente la pena provarlo.

Il mondo templario di Tomar può essere rivissuto anche sotto forma di camminata nel mezzo del verde cittadino. La Mata dos Sete Montes per gli amanti del trekking è perfetta. Tre percorsi, della durata di circa un’ora l’uno, possono essere percorsi a piedi in uno spazio di 39 ettari con giardini, sentieri, specchi d’acqua e zone boschive che ricordano i tempi in cui i monaci-cavalieri lì si raccoglievano in preghiera, in riposo o svolgendo le proprie attività agricole.

Tomar è anche la sede di una delle più importanti celebrazioni del Portogallo: la Festa dos Tabuleiros.


Conosciuta anche come la festa del Divino Spirito Santo si tiene ogni 4 anni, agli inizi di luglio.
Le vie della città sono profusamente decorate con tappeti di fiori di carta e ghirlande e con copriletti appesi alle finestre durante il passaggio della processione. Le giovani fanciulle indossano bianchi vestiti, simbolo di purezza, e portano un nastro colorato incrociato sul petto. La curiosità è che sul capo trasportano il tabuleiro, ossia una grande cesta di pane.

La cesta deve avere l’altezza della giovane che la trasporta ed è decorata con fiori di carta colorata, spighe di grano e 30 pani da 400 grammi l’uno, infilati su canne che spuntano dal cesto di vimini rivestito di tessuto bianco ricamato. Il tabuleiro è inoltra sormontato da una corona con la Croce di Cristo o da una colomba che rappresenta lo Spirito Santo.

Fatti due conti, queste giovani fanciulle trasportano 12kg di decorazione l’una sulle proprie teste!

Ciliegina sulla torta di un posto così piccolo ma al tempo stesso così ricco di spunti interessanti è il Museu dos Fosforos, ovvero dei fiammiferi.

Parliamo di un posto il cui accesso è gratuito, cosa rara al giorno d’oggi, e che gli amanti delle collezioni non possono assolutamente perdere.
Conservata all’interno del Convento di San Francesco, la collezione raccoglie oltre 50mila scatole di fiammiferi provenienti da tutto il mondo, suddivise per nazione, ripartite su di un totale di 7 sale.

Donata da Aquiles da Mota al municipio nel 1980, nasce dallo scambio di alcune scatole di fiammiferi tra il Sig. da Mota e una signora americana durante un viaggio via mare durante il quale i due si dirigevano alla cerimonia di incoronazione della Regina Isabella II.
La collezione è tra le più grandi d’Europa di questo genere e le immagini rappresentate spaziano dalla natura, alla storia, alla scienza.

Benedetto sia il giorno in cui io, Denise, Bartolo e Vittorio decidemmo di concederci una meritata gita fuori porta!

Vi aspetto in Portogallo per visitare insieme quest’affascinante città. A presto!


CARMINE PUGGILLO
Napoletano di origine, arrivo in Portogallo nel 2011 come molti altri giovani per il progetto Erasmus e me ne innamoro.
Laureato in Archeologia e Storia delle Arti, oggi sono guida turistica.
Odio il poco produttivo “turismo ignorante” di massa e per questo ho deciso di mettermi in proprio mostrando a modo mio, con gli occhi di un innamorato, quello che mi ha convinto a restare in un posto così piccolo.
Le leggende sono la cosa che più mi piace tramandare e le strade di Coimbra ne sono piene.

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