Finestra sull’Arte – Il Cubicolo della Velata nella Catacomba di Priscilla – Via Salaria (Roma)

Un “programma” di salvezza individuale

La Catacomba di Priscilla a Roma, sulla Via Salaria, è una delle più antiche e meglio conservate aree funerarie cristiane. Perduta come tante altre per l’occultamento degli ingressi a protezione dai saccheggi, è stata una delle prime ad essere ritrovata nel sedicesimo secolo e perciò abbondantemente derubata di lapidi, sarcofagi, tufo e corpi di presunti martiri. Al suo interno però conserva pitture particolarmente belle e significative risalenti all’inizio del IV secolo. 

Le gallerie, scavate nel tufo, si estendono per ben 13 km sottoterra, in vari livelli di profondità. Il primo piano è il più antico e soltanto qui si trovano piccole stanze, i cosiddetti “cubicoli”, delle tombe di famiglie abbienti e di martiri decorate con pitture a soggetto religioso.

La Velata

Di notevole bellezza è il Cubicolo della Velata del III secolo che prende il nome da un affresco di una lunetta che rappresenta una donna velata con le braccia volte in alto, in atteggiamento orante.

La donna, verosimilmente lì sepolta, è rappresentata in diversi momenti significativi della sua vita. Lo schema compositivo prevede la ripetizione della stessa donna più volte. A sinistra le tabulae nuptialis, il contratto di matrimonio siglato dal vescovo e la consegna del velo alla sposa; al centro la Velata in atteggiamento orante che invoca la salvezza personale; a destra, la maternità della sposa. 

Nelle altre lunette del locale sono invece affrescati episodi dell’Antico Testamento: il salvataggio dei Tre Ebrei dalla fornace, condannati perché non volevano adorare gli idoli e il re di Babilonia (Daniele, 3, 13-24); il Sacrificio di Isacco, con Isacco che porta le fascine per alimentare il fuoco dell’altare (Genesi, 22, 1-19), e il profeta Giona risputato dal “grande pesce”, a simboleggiare la Redenzione (Giona 2).

Infine sul soffitto un affresco del Buon Pastore, quale metafora di Cristo e allusione al Giudizio Finale e quattro colombe con l’ulivo, che rafforzano ancor di più il concetto di Salvezza celato nelle pitture.

Il Buon Pastore

Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!
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