Napule è – Il percorso del Lapis Museum a Napoli Sotterranea

Tra i tanti tipi di tour che si possono fare a Napoli, quelli legati ai percorsi sotterranei sono sicuramente tra i più richiesti. Tanti turisti da ogni angolo del mondo decidono di scendere nelle sue viscere per capire più a fondo l’anima della città. Un tour che permette di leggere la sua stratificazione millenaria, sia da un punto di vista storico, sia geologico. Infatti ritroviamo antichi acquedotti,  la storia legata ai “pozzari”, i ricoveri antiaerei, il tufo dei Campi Flegrei e le ceneri del Vesuvio.

Non tutti i percorsi sono uguali, infatti, esistono diversi ingressi alla città “di sotto” e oggi vi voglio parlare del percorso del Lapis Museum, il percorso sotterraneo della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta.

Costruita nel 533 per volontà di San Pomponio, vescovo della città di Napoli, la Basilica della Pietrasanta è stata poi realizzata dall’architetto bergamasco Cosimo Fanzago, che le ha conferito la vestigia barocche che ci appaiono oggi.

Bellissimo è il pavimento maiolicato realizzato nel XVIII secolo dalla bottega dei fratelli Massa e che si sta recuperando attraverso un lavoro di restauro. Notevole inoltre è il campanile romanico antistante la basilica  che risale all’incirca al X-XI secolo, e alla cui base è possibile notare delle applicazioni marmoree di epoca romana, forse risalenti all’originario Tempio della dea Diana su cui è stato eretto tutto il complesso.

Il pavimento maiolicato

La Basilica si trova nel cuore dell’antica Neapolis, occupando un’insula dell’antico impianto urbano, non distante dalla principale area pubblica della città corrispondente all’agorà greco e al foro romano.

Il percorso sotterraneo della Pietrasanta conduce a 40 metri di profondità ed è possibile accedervi attraverso il primo ascensore archeologico del centro storico di Napoli.

Quello del Lapis Museum è anche uno dei primi percorsi sotterranei musealizzati. In uno dei primi ambienti troviamo sia reperti che provengono dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ci raccontano la storia dell’antica città greco-romana sia una sezione dove vengono illustrate le caratteristiche di uno degli acquedotti cittadini più importanti, quello del Serino.

Le acque del Serino (AV) arrivarono a Napoli per la prima volta più di 2000 anni fa trasportate dal più grande acquedotto romano, l’Aqua augusta. Nell’alto medioevo tale opera mastodontica subisce gravi danni, e sarà solo dopo l’unità d’Italia che si decise di elaborare un progetto per riportare in città dopo secoli l’acqua del Serino.

L’acquedotto ottocentesco sarà poi affiancato nel XXI secolo dal “Nuovo Serino”. Nel sottosuolo della Pietrasanta sono per la prima volti esposti al pubblico i preziosi disegni acquerellati del progetto su seta e tela.

Recentemente il percorso del Lapis Museum si è arricchito della collaborazione dell’azienda idrica napoletana grazie alla quale le antiche cisterne greco romane sono state riportate alla loro antica funzione.

La Cisterna

Inoltre sono stati realizzati suggestivi getti d’acqua, ruscellamenti ed emozionanti giochi di luce per regalare al visitatore una straordinaria esperienza di visita.

Un’occasione per riflettere sul rapporto tra acqua, suolo e sviluppo urbano di una delle più antiche e grandi metropoli mediterranee.

In un crescendo di emozioni, il tour finisce negli spazi dei ricoveri anti-aerei. Tali spazi sono stati scavati nel tufo intorno al VI secolo a.C. e utilizzati dagli antichi greci e romani come cave di estrazione prima e parte dell’acquedotto greco-romano poi. Questi spazi sono stati riconverti in rifugi negli anni ’40 del secolo scorso a causa del secondo conflitto mondiale salvando la vita di miglia di persone.

Vi aspetto per scoprire insieme le bellezze della città!


Arcangelo Pisano, Guida Turistica Regione Campania
Flegreo di nascita e napoletano per identità culturale, ho maturato un’ esperienza decennale nell’accompagnamento di singoli e gruppi alla scoperta dei tesori del territorio campano. La passione per il trekking urbano e quello naturalistico mi permette di offrire servizi di guida che spaziano a 360 gradi su quella che è l’offerta culturale del territorio, con particolare attenzione all’ artigianato e all’enogastronomia. Svolgo da diversi anni laboratori di teatro e scrivo articoli per magazine che si occupano di turismo.

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