Millegrobbe (TN), tra boschi e forti austroungarici

Un altipiano a 1400m di quota. Boschi di abeti, malghe, alpeggi. Per tutta l’estate e fino all’autunno, mandrie di mucche scorrazzano felici sui prati, dove di tanto in tanto, laggiù, dietro un sasso, fa capolino una marmotta.

Marmotta nei pressi di Malga Millegrobbe

Anche l’inverno ha il suo fascino, quando tutto è ricoperto da un bianco mantello, e il terreno, tra dolci saliscendi, si presta alla perfezione per una passeggiata, magari con le ciaspole ai piedi.

In qualsiasi stagione ci veniate, Millegrobbe vi regalerà le emozioni di una terra unica nel suo genere.

No, non siete semplicemente in Trentino, siete nell’Alpe Cimbra, antica zona di confine tra Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia, dove tutt’oggi vive una minoranza etnica e linguistica: i Cimbri, appunto.

Cartelli stradali e sentieristici ve lo ricorderanno spesso con una doppia nomenclatura.

Molto c’è da scoprire riguardo questa minoranza, che proprio qui a Luserna vede la sede di un museo dedicato. È il Centro Documentazione Luserna, fateci una visita se siete curiosi di approfondire.

Nell’escursione che vi propongo, andremo a toccare alcune importanti fortificazioni austroungariche risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

In queste zone avvenne lo scoppio della prima bomba italiana sparata da un cannone, quella che sancì l’entrata in guerra, appunto, dell’Italia. Era il 24 maggio del 1915.

Ma torniamo a oggi!

La nostra meta principale sarà il Forte Campo Luserna (sui cartelli escursionistici lo troverete spesso indicato semplicemente come Forte Campo).

Che ci andiate con o senza neve, a piedi o con le ciaspole, sappiate che questo è un percorso adatto anche ai bambini (no passeggini), purché abituati a passeggiate.

Partenza… o quasi!

La partenza dell’itinerario, lungo circa 8km e che non presenta dislivelli significativi (siamo su un altipiano), può avvenire sia dal centro del paese di Luserna, che da Malga Millegrobbe.

Per comodità la descrizione che segue prevede la partenza da Malga Millegrobbe. Perché?

Ampio parcheggio, possibilità di noleggiare le ciaspole, torte fatte in casa, cucina tipica trentina da 10 e lode, un centro benessere ben curato, e la possibilità di pernottare!

Avete ancora dubbi?

Immagino che, dopo questa premessa, vi stiate pregustando un’immersione nella cucina trentina, ma prima si va in esplorazione!

Ricordatevi, se ci andate in inverno, di evitare di camminare direttamente sopra le piste dedicate allo sci di fondo, ma di seguire le indicazioni del percorso predisposto per le ciaspole.

Malga Millegrobbe, infatti, in inverno diventa anche un centro per lo sci di fondo, e per lo sleddog.

In estate, invece, trovate un servizio di noleggio E-Bike.

Il percorso

Tenete Malga Millegrobbe alla vostra destra, e proseguite sulla strada sterrata che ha inizio proprio dal parcheggio, piuttosto larga ed evidente.

Dopo pochi minuti di cammino, vi consiglio di fare una prima piccola deviazione per vedere (neve permettendo se ci andate in inverno) la ricostruzione di alcune trincee della Prima Guerra Mondiale.

In questi luoghi si combatterono alcuni dei più aspri combattimenti (siamo vicini all’Altipiano di Asiago). Lungo tutto il percorso troverete costruzioni risalenti a quel periodo storico, ma anche delle sagome in ferro, dove alcune brevi didascalie vi riporteranno indietro nel tempo, a rivivere alcuni momenti così come li vissero cittadini e soldati, i protagonisti di quelle vicende storiche. Un viaggio nel passato ricco di emozioni!

Dalle trincee ritornate sui vostri passi, e riprendete il sentiero (strada sterrata) principale, in direzione di Forte Campo Luserna. A ogni deviazione, tutte ben segnalate, proseguite sempre verso Forte Campo.

Lentamente lascerete i pascoli di Malga Millegrobbe per addentrarvi in un rado bosco di abeti. Raggiungerete Forte Campo dopo un ultimo tratto in salita.

Forte Campo Luserna, il “Padreterno”

Eccovi di fronte al “Padreterno”, così venne soprannominato Forte Campo Luserna, in quanto una delle strutture più imponenti dell’Impero Austro-Ungarico, nonché per il suo aspetto indistruttibile.

Costruito tra il 1908 e il 1912, allo scoppiare della guerra le cose andarono diversamente: già all’inizio del conflitto subì un massiccio bombardamento che lo danneggiò fortemente. Fu salvato grazie all’intervento dei due forti vicini, Forte Busa Verle e Forte Belvedere.

Non stupitevi se le condizioni del forte non sono ottimali. I bombardamenti non furono la causa principale degli enormi danni che subirono i forti della Prima Guerra Mondiale.

Dopo la guerra, infatti, i forti vennero letteralmente “smontati” per ricavarne quanto più ferro possibile.

Le opere di restauro, iniziate qui a Forte Campo Luserna nel 2014, gli diedero una copertura in lamiera che oggi gli conferisce sicuramente un aspetto diverso da quello che aveva originariamente. Senza questa copertura, però, sarebbe maggiormente esposto alle intemperie. 

Il forte è aperto e visitabile internamente soltanto in alcuni periodi dell’anno, per info contattate il Centro Documentazione Luserna, o consultate il sito www.lusern.it.

Anche fosse chiuso, vale sicuramente la pena fare un giro attorno al suo perimetro, per rendersi conto della sua mole.

Da Forte Campo Luserna, ritornate sul sentiero principale che avete lasciato poco fa, e proseguite in direzione dei due avamposti che facevano parte del forte stesso.

Incontrerete prima l’avamposto Oberwiesen, e poco dopo l’avamposto Viaz, entrambi davvero vicinissimi a Forte Campo.

Sagome in ferro con narrazioni reali, permettono di immedesimarsi nell’epoca storica del Primo Conflitto Mondiale – Foto di trentino.com

Lasciatevi rapire dalle didascalie riportate dietro le sagome in ferro, immedesimatevi in quelle persone e nelle loro storie.

Sono vicende realmente accadute, tratte dal diario di don Joseph Pardatscher, parroco di Luserna nel 1914. Sono davvero emozionanti!

Io personalmente non amavo la storia a scuola, forse proprio perché non me la raccontavano in questo modo.

A questo punto vi suggerisco di proseguire in direzione del Rifugio Malga Campo (sicuramente avrete già trovato qualche indicazione nelle segnaletiche viste fin qui).

Siete davvero vicinissimi a questo rifugio (aperto nei week-end e festivi), che per i piatti proposti seleziona materie prime a km0.

Quale luogo migliore per un pranzo, o una sosta ristoratrice! Ricordatevi di prenotare se intendete pranzare qui.

Pascoli, malghe e boschi si alternano in un paesaggio unico

Dopo esservi rifocillati, proseguite verso l’abitato di Luserna ma, giunti al primo bivio, seguite indicazioni per Malga Millegrobbe.

Potete anche decidere di allungare un po’ il percorso e fare una tappa a Luserna al Centro Documentazione Luserna, dove troverete un museo dedicato alla popolazione e alla storia dei Cimbri, a voi la scelta!

Altrimenti, appunto, proseguite in direzione Malga Millegrobbe, e fate pian piano ritorno all’epoca attuale anche con la mente.

Mi auguro che questo percorso possa davvero farvi viaggiare con le gambe, con il palato, ma anche con la mente!

E se vorrete percorrerlo immergendovi ancora di più nelle storie e nei racconti di questi luoghi, senza nessun pensiero sul percorso da seguire, non esitate a contattarmi!

Sarò felice di accompagnarvi, magari organizzando un’uscita ad hoc per voi e i vostri amici.

Praterie innevate davanti a Malga Millegrobbe – Foto da alpecimbra.it

Il percorso in breve

Partenza: Malga Millegrobbe, località Millegrobbe, Lavarone TN.

Dislivello: meno di 200m, qualche saliscendi, mai impegnativo.

Tempo totale: circa 4 ore, ma ovviamente dipende dalle soste che vorrete fare, e se affronterete il percorso con o senza neve.

Lunghezza percorso: 8km circa.

Il percorso è adatto a tutti, anche a famiglie con bambini, abituati a camminare. No passeggini.

Punti d’appoggio: Malga Millegrobbe, punto di partenza e d’arrivo. Rifugio Malga Campo Luserna a circa metà del percorso.

Periodo consigliato: bellissimo in ogni stagione!

Una delle ciaspolate in notturna organizzate da Malga Millegrobbe accompagnati dalle guide – Foto da malgamillegrobbe.it

ELENA FitandOut
Mi chiamo Elena, sono vicentina ma mi sono fatta adottare dal Trentino.
Dopo una carriera da impiegata a seguire grandi marchi dell’abbigliamento Outdoor, ho deciso di uscire dall’ufficio e di unire due passioni. Oggi sono una Personal Trainer e una Guida Ambientale Escursionistica.
Il contatto con la natura è sempre stato fondamentale nella mia vita, mi aiuta nei momenti no, mi riconnette con me stessa e con l’universo, mi dà quella forza interiore che serve ad affrontare le sfide della vita.
Amo accompagnare le persone alla scoperta di percorsi in natura, raccontando tutto ciò che conosco dei luoghi che frequento di più. Ma amo accompagnarle anche attraverso percorsi personalizzati di allenamento, alla scoperta di un benessere fisico e mentale, verso un migliore stato di fitness e salute.
Le mie parole d’ordine e i miei valori sono: natura, sostenibilità, movimento, e consapevolezza.
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