Altamura (BA): cosa fare e vedere in città

Altamura è un comune della Puglia in provincia di Bari con circa 70.000 abitanti. Essa si trova a 450 metri dal livello del mare ed è situata su un territorio carsico.

In questo articolo vi propongo un percorso guidato di tre ore con l’intento di incuriosire e far conoscere questa bella città mostrando le emergenze artistiche ed architettoniche ed alcune delle eccellenze gastronomiche del luogo.

Appena si entra in città, preferibilmente accompagnati da guida turistica abilitata, la prima cosa che consiglio di  visitare è il Museo Archeologico Statale, che diviso in varie sezioni (paleolitico, neolitico, età dei metalli, età arcaica, età classica, età ellenistico-romana, età tardoantica) offre la possibilità di conoscere le origini del territorio. Inoltre è possibile approfondire gli aspetti di un importante ritrovamento avvenuto nel 1993, quello del fossile dell’uomo di Neanderthal risalente a circa 150.000 anni fa, scoperto nella grotta carsica di Lamalunga (Altamura) e grazie ai due paleo-artisti olandesi Andrie e Alfons Kennis, si può osservare la ricostruzione plastica di questa specie di uomo preistorico.

Ricostruzione Homo Neanderthalensis di Andrie e Alfons Kennis – Immagine dal web

Uscendo dal Museo archeologico, facendo una bella passeggiata di circa 5 minuti, si giunge nel centro storico di Altamura, caratteristico per le strictulae, i claustri,  i numerosi palazzi signorili ancora ben conservati e soprattutto per la sua Cattedrale. Passeggiando per i vicoli del centro storico, spesso capita di sentire l’odore del caffè oppure l’odore dei pasti preparati dalle donne, si perché a differenza di altri centri storici turistici, quello di Altamura è vivo e autentico grazie alla presenza dei tanti residenti sia locali sia immigrati.

Molti vicoli conservano ancora le tipiche “chianche” in pietra, alzando lo sguardo spesso si notano scolpiti sui portali dei palazzi dei mascheroni mostruosi,  figure angeliche oppure teste di moro. Riguardo i mascheroni o maschere apotropaiche, chiamate in dialetto locale “i facc ommn”, queste hanno sembianze mostruose e  hanno costituito per secoli e secoli la protezione per le famiglie contro gli spiriti maligni che si pensava andassero a distruggere la pace familiare.

Oppure capita di scorgere, murate nelle pareti, le varie edicole votive con piccole statue di santi che proteggono l’abitato, e questo rappresenta anche la forte devozione ai santi e alla Chiesa da parte dei residenti.

Ciò che caratterizza il centro storico è proprio la numerosità dei claustri, ma cosa sono? Sono delle piazzette lastricate dove si affacciano fino a circa 10 unità abitative, provviste di cisterne e cantine,  tutte vicine tra loro e che hanno costituito per secoli, dei veri e propri vicinati. I claustri hanno pianta a budello, o terminano con un vicolo cieco e molte volte sono collegati da strettissimi vicoli, attraverso i quali chi non conosce il posto, perde molte volte il senso dell’orientamento, infatti proprio per questa caratteristica hanno svolto nel tempo una funzione di difesa, in quanto se si aggirava un malvivente, egli non trovando una via di uscita veniva acchiappato dalle guardie. Ci sono 4 tipologie di claustro: saraceno, greco, latino ed ebraico; questo perchè quando Altamura fu rifondata da Federico II di Svevia nel 1232, egli chiamò genti dai casali lontani per l’urbanizzazione del borgo, offrendo loro esenzioni fiscali per circa 10 anni, così il borgo fu abitato non solo da gente latina, ma anche da comunità saracene, ebraiche e greche.

Non a caso, dove si insediò la comunità greca, nacque la chiesa di San Nicola dei Greci, costruita contemporaneamente alla Cattedrale della Madonna dell’Assunta. La chiesa greca, che è parrocchia, molte volte è chiusa, ma quando è aperta bisogna assolutamente entrare e visitarla. La facciata esterna è molto semplice: presenta un rosone aggiunto nel XVI secolo, e il portale è adornato da raffigurazioni scolpite che rappresentano scene bibliche del vecchio e nuovo testamento. Dell’interno invece si può osservare il soffitto ligneo con le immagini della vita e i miracoli di San Nicola e il paliotto d’altare ligneo scolpito dedicato al Santo.

Proseguendo la visita guidata, appena si arriva in Piazza Duomo, chiamata nelle fonti antiche Platea Pubblica o delle Spezie, è facile rimanere a bocca aperta per lo stupore che si prova quando si ammira questo spettacolo architettonico ed artistico, infatti la Cattedrale è considerata dagli altamurani il gioiello della città.  Essa fu costruita da Federico II di Svevia nel 1232 come Chiesa Palatina il cui arciprete  era di nomina regia o papale e non vescovile ed  ha costituito per secoli il monito dei vari domini che si sono succeduti sul territorio. La facciata, incastrata tra le due torri campanarie anch’esse più volte modificate, è arricchita da un prezioso portale scolpito in pietra locale, questo è intervallato da due cornicioni i quali hanno sia motivi vegetali, sia rappresentazioni della vita di Gesù. Tra i due cornicioni è situato l’architrave scolpito con la scena dell’ Ultima Cena e in alto la lunetta, dove risiede al centro la Madonna in trono col bambino e accanto due angeli genuflessi. All’apice del portale si notano due stemmi araldici della famiglia Angioina (XIV sec.), invece in basso, ai lati del portale due leoni stilofori, realizzati nel 1400 con l’utilizzo di una pietra locale: il mazzaro.

Desta stupore il meraviglioso rosone con 15 raggi al cui centro è situato un “Agnus Dei” scolpito in pietra, inoltre reduci dalla originaria facciata originale opposta, sono le sculture del XIII secolo, che rappresentano animali tratti dal bestiario medievale, come leoni, elefanti e grifoni disseminati sulla parte sinistra della facciata est. Sulla facciata si notano inoltre i tre stemmi araldici, di cui quello centrale rappresenta il potere degli Asburgo che si impose su Altamura nel XVI secolo; possiamo anche notare  una loggetta dove vi è un ciclo scultoreo realizzato nel 1600, di stile barocco, dove viene rappresentata al centro la Madonna e ai lati San Pietro e San Paolo.

Entrando in Cattedrale si rimane estasiati, innanzitutto dalla policromia delle pareti decorate nel XIX secolo, i cui lavori sono stati svolti sotto la direzione del Monsignor Gian Domenico Falconi. La planimetria è a croce latina, scandita dalla navata centrale e due laterali, su queste ultime si notano delle gallerie, ossia i matronei, diventati da qualche anno sede del Museo Diocesano. Le navatelle inoltre sono scandite da varie cappelle gentilizie, di queste ricordiamo soprattutto quella di Santa Irene e quella di San Giuseppe, che sono i Santi protettori della città. Degni di nota sono gli altari marmorei del 1700 di scuola napoletana, la tela dell’altare centrale, rappresentante la Madonna dell’Assunta, risalente al XVI secolo, il coro e il pulpito ligneo intarsiato e decorato risalente al 1500. All’inizio della navata di sinistra, è obbligatorio ammirare la cappella del presepe:  un’ opera scultorea lapidea realizzata nel 1500 che rappresenta la natività in una grotta carsica di Altamura.

Uscendo dalla Cattedrale ed entrando attraverso l’Arco Duomo, chiamato dagli Altamurani, Arco del Monsignore, si accede all’interno del Palazzo Vescovile per visitare Il Mudima (Museo Diocesano Matronei Altamura), in cui oltre ad ammirare la Cattedrale dai Matronei, si osservano i vari oggetti sacri e liturgici conservati all’interno di queste caratteristiche gallerie. La collezione museale è divisa per tipologie: argenti, scultura lapidea e lignea, paramenti e oggetti d’archivio e copre un arco temporale che va dal XIV al XIX secolo.

Museo Diocesano Matronei Altamura

Usciti dal Museo Diocesano e ritornati sul Corso Federico II, si può notare esternamente il sontuoso Palazzo Vescovile, che nel 1747 fu istituita la Regia Università di Altamura, da re Carlo III di Spagna, dove personaggi illustri altamurani che insegnarono eloquenza latina, agraria, fisica, chimica, greco, latino, parteciparono ai moti rivoluzionari per aderire alla repubblica. Questi moti sfociarono nel 1799 in rappresaglie, saccheggi e violenze da parte dei Sanfedisti del Cardinale Ruffo su tutta la comunità altamurana; gli altamurani si difesero con tutte le loro forze tale da vantare alla città il titolo di Leonessa delle Puglie.

Palazzo Vescovile, ex sede regia dell’Università degli Studi di Altamura

Proseguendo la visita guidata spesso ci si imbatte nell’odore dei prodotti da forno, e allora perché non entrare in uno dei forni a legna del centro e degustare i vari prodotti? Altamura infatti è rinomata e conosciuta per la produzione del tipico pane, e molti dei forni che rispettano il disciplinare nella panificazione di questo pane così buono e genuino, hanno il marchio DOP. Inoltre i forni oltre al pane producono altri prodotti eccellenti, come focacce col pomodoro o con le patate, tarallini ai semi di finocchio, taralli al vino e biscotti.

Oppure durante una sosta ci si può fermare nella storica Pasticceria-Caffè Ronchi-Striccoli, dove gli antichi proprietari nel secolo scorso tostavano i chicchi di caffè in una rudimentale  attrezzatura di ferro avvolgendo il Corso con un inebriante odore di caffè tostato.  Qui è possibile assaggiare il famosissimo Padre Peppe: elisir di noce aromatizzato con varie spezie ed aromi, oppure dolci preparati con pasta di mandorla, gustosi dolcetti al cioccolato oppure i “sospiri” che sono dei dolcetti ricoperti di glassa e cioccolato con il cuore alla crema pasticcera.

La storica pasticceria caffè Ronchi – Striccoli

Un’altra pasticceria tipica del Centro storico di Altamura è la Pasticceria Monastero Santa Chiara, dove due monache che fanno parte del Convento di Santa Chiara insieme ad un imprenditore locale hanno dato vita a questa attività. Per chi è ghiotto di dolci, questo è un altro posto ideale per soddisfare le papille gustative, mangiando dolci a base di pasta di mandorle, tette delle monache e liquori a base di noce e spezie.

Pasticceria Monastero Santa Chiara

Dopo questa visita guidata di circa 3 ore, solitamente i turisti rimangono colpiti dalla bellezza e dall’ autenticità di questa città. In questo articolo infatti vi ho dato uno spunto, ho fatto una panoramica generale della città, che ovviamente merita di essere visitata per un tempo prolungato, magari per scoprire altre risorse e attrazioni culturali, artistiche, paesaggistiche e gastronomiche del territorio. Vi lascio quindi con la curiosità e la volontà di visitare Altamura: città bella, fiera e ospitale!


Ciao, sono Vita Picerno. Svolgo la professione di Guida turistica nella bellissima e suggestiva Matera con i suoi Sassi e il Parco delle chiese rupestri (sito UNESCO dal 1993), nella mia città Altamura famosissima per il suo Pane in tutto il mondo e nella città di Gravina in Puglia rinomata per i suoi vini, per l’habitat rupestre e per il suo ponte che attraversa il torrente Gravina.
Grazie al mio lavoro, promuovo le eccellenze del territorio e mi impegno per far innamorare i visitatori dei luoghi, delle tradizioni e della storia che li caratterizzano!
Il mio target di riferimento sono i turisti italiani, che siano famiglie, studenti, gruppi organizzati ed individuali, e per dare un servizio ottimale non supero le 20 persone. Vi aspetto!

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