Brescia, leonessa d’Italia – Piazzale Arnaldo

Bentornati in questa serie di articoli dedicati a Brescia. Siete pronti per un viaggio ricco di storia?

Allora partiamo da dove noi guide iniziamo con la visita alla città: Piazzale Arnaldo, non lontano da Via Brigida Avogadro.

Campo_Marzio – Busto di Arnaldo da Brescia – Foto dal web

Nel 1438 in pieno assedio visconteo, Brigida incita, con la lancia in mano, alcune donne, nobili e non, alla resistenza davanti alle truppe viscontee guidate da Nicolò Piccinino. Proprio per questo motivo, a Brescia verrà riconosciuto il titolo “FIDELIS” grazie alla devozione dimostrata alla Serenissima Repubblica di Venezia.

Nella città lagunare, nella Sala del Maggior Consiglio , il Tintoretto, la rappresenta su commissione del Governo Veneziano. Brigida Avogadro era la moglie di Pietro Avogadro, conosciuto come “padre della Patria” e strenuo sostenitore della Repubblica di Venezia.

Tintoretto, particolare della tela – Foto da Vitaminevaganti

Arnaldo era un monaco riformatore e venne ucciso come eretico. Condannava apertamente il clero e la corruzione della Chiesa, tanto da divenire una vera icona del libero pensiero incarnando anche gli ideali di quello che fu il nostro Risorgimento. La negazione del potere temporale della Chiesa fu per lui motivo di condanna: venne impiccato a Roma, il corpo venne bruciato e le ceneri vennero disperse nel Tevere. Il messaggio direi che era chiaro: non doveva rimanere nessun ricordo tangibile del monaco.

Il monumento venne eretto dopo l’Unità d’Italia, inaugurato il 4 agosto del 1882 alla presenza del bresciano Giuseppe Zanardelli, al tempo ministro di Grazia e Giustizia.

Monumento di Arnaldo da Brescia – Foto di Wolfgang Moroder

Il basamento è opera di Antonio Tagliaferri, architetto bresciano perfetto interprete del nuovo  fermento edilizio cui si collega il rinnovato  assetto urbano che coinvolge Brescia all’indomani dell’Unità d’Italia.

Nei riquadri dello stesso, sono rappresentati “La predicazione di Arnaldo a Brescia”, “La predicazione a Roma”, “Arnaldo giudicato da Barbarossa e dalla corte pontificia” e in ultimo, la sua morte.

Una curiosità riguarda il volto: è quello di Giuseppe Mazzini! Lo sguardo, di sfida, è rivolto al Duomo così come voluto dagli anticlericali dell’epoca.

Come mai proprio Giuseppe Mazzini? Perché Arnaldo, a Roma, si fa promotore di un Comune laico, libero: nascerà la prima Repubblica romana (1145-1155) e proprio Giuseppe Mazzini la citerà come fonte di ispirazione.

Anche la cultura è interessata da questo rinnovamento:  nasce l’Ateneo di Scienze, Lettere, Arti. Cesare Arici, poeta bresciano e Ugo Foscolo, sono alcune delle grandi personalità di spessore. Nel 1807 Foscolo a Brescia stampò “ I SEPOLCRI” e sempre Foscolo, all’indomani del trattato di Campoformio con il quale Venezia viene ceduta all’Austria e Brescia entra a far parte della Cisalpina fino al 1815, ebbe a sottolineare il suo disappunto con l’operato di Napoleone, nel romanzo epistolare “ Le ultime lettere di Jacopo Ortis”. Foscolo è nato a Zante che faceva parte dell’arcipelago delle isole Ionie rimaste sotto il dominio veneziano fino al 1797.

Brescia fa parte del Lombardo-Veneto all’indomani del Congresso di Vienna e si ritrova sotto il controllo austriaco. Durante i moti rivoluzionari e durante il Risorgimento, la città si distingue senza ombra di dubbio. Nel 1849 nel corso delle  famose DIECI GIORNATE la città tenne sotto assedio il Castello dove aveva sede la guarnigione austriaca. In questa occasione Carducci osannò la città come “Leonessa d’Italia”.

Proprio da Piazzale Arnaldo, Largo Torrelunga avvenne uno degli scontri più sanguinosi tra Bresciani e Austriaci. Quanti avvenimenti da raccontare…

L’antica Porta Torrelunga – Foto di Filippini

Ma veniamo alla piazza!

 E’ una tipica piazza ottocentesca che unisce la magnificenza alla pubblica utilità.

Da qui la strada proseguiva verso Venezia il cui  dominio terminò nel 1797 quando Brescia venne annessa alla Repubblica Cisalpina.

La pubblica utilità alla quale ho accennato si lega al MERCATO DEI GRANI, una costruzione neoclassica che si contraddistingue per il suo colore bianco: il colore del marmo di Botticino.

In origine vi erano le ortaglie del convento dedicato a S. Afra. Il convento venne poi soppresso nel 1797. La confisca dei beni ecclesiastici permise un funzionale rinnovamento urbano: le mura vennero progressivamente demolite facendo perdere alla città il caratteristico aspetto massiccio, i mercati del vino, del bestiame, dei prodotti agricoli, che verranno spostati permettendo così la riqualificazione degli spazi con nuove piazze o edifici.

Nel Mercato dei grani, lungo 112 metri, largo 15 , dotato anche  di magazzini sotterranei, confluiva il grano destinato all’ uso pubblico. La facciata è caratterizzata da 20 arcate, un  porticato rialzato per permettere il carico dei carri e un arcone frangi fuoco.

Il timpano in facciata, mostra  oggi lo stemma cittadino , ma in origine vi era un’epigrafe che menzionava gli sposi novelli: l’Arciduca Raineri- viceré del Lombardo-Veneto e la consorte Maria Elisabetta di Savoia.

Oggi il complesso del Mercato dei Grani completamente rinnovato è punto di incontro per tutti: è il simbolo della “movida”, l’occasione per un aperitivo, il famoso “pirlo” del quale ho parlato negli articoli precedenti… il tutto, sotto lo sguardo attendo di Arnaldo da Brescia!

Vi aspetto per scoprire insieme questa magnifica città!


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Sono Vanessa Marcolla, guida turistica abilitata per la lingua tedesca, iscritta con l’Associazione Arnaldo da Brescia, fondata nel 1986, la più attiva e conosciuta in città e provincia. Il mio ambito di lavoro è la città di Brescia, la sua provincia con i laghi (Iseo e Garda), la Franciacorta – rinomata terra di vini e patria indiscussa del Bollicine Franciacorta – e la Valle Camonica.
E’ in questa valle che risiedo da più di 20 anni: ho imparato ad amarla e apprezzarla, per la sua storia, legata soprattutto alle incisioni rupestri (Patrimonio UNESCO dal 1979), i suoi borghi, i suoi paesaggi montani.
Brescia, “La leonessa d’Italia” è la città che amo, ricca di storia, colpisce il visitatore per il bianco latteo del suo marmo di Botticino. Esso caratterizza chiese e palazzi. Al visitatore attento non sfugge il vicoletto nascosto, un particolare portale, un affresco che il tempo ancora non si è portato via.
Vi farò conoscere arte e storia, il buon cibo e il “saper bere bene”. Vi aspetto!

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