Il Cimitero Monumentale di Milano

La pietra racconta

Il Cimitero Monumentale di Milano

Esiste un luogo speciale a Milano, silenzioso, fatto di pietra, edera e fiori appassiti.

Un luogo dove si respira la storia della Milano che fu, raccontata dalle tombe dei cittadini più illustri, realizzate da artisti celebri sul suolo nazionale e non solo.

Oggi vi porto con me al Cimitero Monumentale di Milano, e vi lascio una breve guida dedicata alle tombe da non perdere.

Tutto ebbe inizio nel 1860, col concorso indetto dal Comune di Milano per la realizzazione di un cimitero che potesse essere la casa dei Milanesi più illustri e non solo, nato con lo scopo di  conservare e proteggere le spoglie dei defunti che prima di allora avevano trovato sonno eterno presso i piccoli cimiteri accanto alle chiese o nei più comuni “fopponi”.

Il vincitore fu Carlo Maciachini, i lavori iniziarono nel 1863  e il 2 novembre 1866 il cimitero aprì i suoi cancelli ai cittadini.

Il progetto era innovativo: 180.000 metri quadri, diviso in 20 riparti, sviluppato attorno ad un viale centrale in cui si trovano i tre edifici più importanti, ovvero Famedio, Ossario e Tempio Crematorio.

Quest’ultimo fu il primo ad essere inaugurato in Italia, grazie al mecenate Alberto Keller, che promosse la cremazione come processo all’avanguardia per evitare malattie e organizzare al meglio gli spazi. Ovviamente la Chiesa non era d’accordo, basti pensare che solo che bisogna aspettare gli anni’60 affinchè venga parzialmente accettata.

Il Cimitero è un edificio aperto a tutti i cittadini, di qualsiasi estrazione sociale essi siano: chiunque può acquistare un loculo o una tomba, a seconda delle proprie possibilità economiche; possiamo dire che esiste un vero e proprio prezziario.

Ciò comporta che le famiglie più abbienti della città facciano a gara tra di loro nell’accaparrarsi la posizione più in vista, magari proprio a ridosso del vialone centrale, chiedendo agli artisti più illustri dell’epoca di realizzare la propria edicola funebre.

Possiamo dire che il cimitero diventa una vera palestra per gli artisti emergenti quali Lucio Fontana, Fausto Melotti, i Castiglioni, che sfruttano anche la notorietà del luogo come vetrina per ricevere altre commissioni.

Pensate che a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si organizzavano dei veri e propri tour guidati da professionisti del settore che illustravano le novità nel campo della scultura e dell’architettura.

Volete fare un giro ma non sapete da che parte iniziare?

Ecco qui sotto un elenco degli “Imperdibili”:

1. Famedio

Ovvero il Tempio della Fama. Nato inizialmente come chiesa, diventa poi il Pantheon degli uomini milanesi di nascita e non solo, che hanno reso grande Milano. Sotto una volta stellata trovano posto lastre con incisi i nomi di artisti, letterati, storici, guerrieri, imperatori e musicisti che hanno lasciato un segno in città.

Al centro riposano le spoglie di Alessandro Manzoni: si racconta che il giorno in cui fu traslato qui, un raggio di luce colpì il feretro, scoprendo il volto intatto del poeta. Tutti gridarono al miracolo, peccato non sapessero che era stato imbalsamato!

2. Monumento ai caduti nei lager nazisti – BBPR

Metallo, marmo rosa di Candoglia e marmo nero di Svezia: questi i poveri materiali che abbracciano simbolicamente un vaso contenente la terra proveniente dal campo di concentramento di Mathausen. I tre architetti rimasti in vita dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale (Barbiano di Belgijoso, Peressutti e Rogers) dedicheranno il monumento all’amico e collega Gian Luigi Banfi internato e morto a Gusen.

3. Civico Mausoleo Palanti

Edicola realizzata dall’architetto Mario Palanti, la cripta venne usata dai milanesi come luogo di rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ad oggi accoglie le spoglie di Fernanda Wittgens, Walter Chiari ed Ermanno Einstein (il padre del più famoso Albert).

4. Edicola Isabella Brioschi, Enrico Butti

Toccante monumento funebre dedicato alla giovane moglie del barone Gianluigi Casti Brioschi, morta a soli 24 anni. Adagiata su un letto, immortalata negli ultimi attimi di vita, Isabella appare in tutta la sua delicata bellezza, mentre stringe a sè una croce e dietro il suo capo si staglia un bassorilievo con angeli.

5. Edicola Besenzanica, Enrico Butti

Commissionata dalla famiglia di un illustre imprenditore edile, il monumento è uno dei più insoliti del Cimitero. Un’enorme donne in pietra simona della Valcamonica – la Natura – soffia il suo alito vitale sui contadini in bronzo, alla presa con un ingombrante aratro ed un toro. Piccola chicca: toccate il naso della bestia, pare porti fortuna!

6. Edicola Bernocchi, Giannino Castiglioni

L’opera più fotografata dell’intero Camposanto. Una spirale bianca si spinge verso il cielo, abitata da 100 sculture che raccontano in trenta episodi la Passione di Cristo. Un’altra chicca: si racconta che Castiglioni avesse usato come modello per Giuda il volto del suo acerrimo nemico e rivale Luciano Minguzzi, a cui soffiò la commissione per una delle Porte del Duomo di Milano.

7. Edicola Korner – Adolfo Wildt

La mia preferita in assoluto. Adolfo Wildt, maestro di Fontana e di Melotti, realizza una coppia in bronzo che si libra verso il cielo, stretti in un ultimo gesto di unione.

8. Tempio Crematorio

Inaugurato nel 1876, fu il primo forno crematorio in Italia e tra i primi in Europa, divenendo di fatto un modello per tutti gli altri a venire. Realizzato in forma di tempio greco, come omaggio alla pratica antica della cremazione, l’edificio era composto da quattro forni e altrettante stanze di preparazione.

9. Edicola Toscanini, Leonardo Bistolfi

Capolavoro dell’artista affine allo Stile Liberty, mostra sulle quattro pareti il tema del viaggio nell’aldilà. Commissionato dal grande direttore d’orchestra per la morte del piccolo figlio Giorgio, morto a soli 5 anni, è decorato da bassorilievi che rappresentano le tre Parche che tagliano il filo della vita del bimbo, mentre l’abbraccio silenzioso dei genitori accoglie la notizia nefasta.

10. Edicola Bocconi, Orazio Grossoni

Per il papà della Rinascente non poteva esserci un monumento funebre meno azzeccato. Enorme, ricco di dettagli, altissimo (così che potesse essere visto da qualsiasi punto del cimitero) esprimeva tutta la ricchezza e la facoltà della famiglia Bocconi, a cui dobbiamo anche la fondazione dell’Università omonima.

11. Edicola Campari, Giannino Castiglioni.

Il monumento più ironico in assoluto. Quale soggetto poteva scegliere il magnate dell’aperitivo più famoso d’Italia se non l’Ultima Cena, dove il calice è rappresentato enorme, al centro della tavola, per ricordare sempre che il Campari è al centro di tutto!

12. Il reparto ebraico

Inaugurato nel 1876, il riparto israelitico del Cimitero Monumentale ospita le più eleganti sepolture delle famiglie ebree milanesi. Qui trovano riposo l’editore Treves, i banchieri Pisa, Vitali e Finzi e Giuseppe Levi, fondatore degli omonimi Ricoveri Notturni. Al centro dell’area si trova la Sala Cerimonie le cui vetrate istoriate ricordano le opere Marc Chagall.

Da visitare in silenzio, con un sassolino in mano, da posare sulla lapide che più ci tocca il cuore.

Bonus

Se vi piace l’arte contemporanea allora non potete perdervi:

  1. EDICOLA CHINELLI – LUCIO FONTANA
  2. MONUMENTO RAVERA – ADOLFO WILDT
  3. EDICOLA ACHILLE – FAUSTO MELOTTI
  4. EDICOLA GOGLIO – POMODORO
  5. EDICOLA CASTELLOTTI LUCIO FONTANA

Se volete scoprire qualcosa di più oppure organizzare un tour privato, contattatemi!

Nel frattempo, vi invito a controllare la Posti e Pasti TV: a breve ci sarà un breve filmato solo per voi!


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CHIARA ANNA DELMIGLIO

Sono Chiara Anna Delmiglio, guida turistica abilitata per la città di Milano e per la Provincia di Monza e della Brianza. Svolgo la mia professione di guida turistica con passione, accompagnando turisti e curiosi alla scoperta di luoghi poco conosciuti, musei cittadini, parchi di arte contemporanea e aree archeologiche sperdute tra le montagne.
La mia passione per l’arte mi ha portato a progettare attività didattiche e laboratori artistici per bambini, sviluppando progetti e percorsi per scolaresche di ogni ordine e grado.
Se volete stare al passo con le mostre del momento, visitare chiesette sperdute ricche di storia o avvicinare i vostri bimbi all’arte, contattatemi!

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