La Green Way Voghera Varzi (PV) – Parte 1

Da Voghera a Rivanazzano Terme

Oggi parliamo della prima parte della Greenway Voghera Varzi, quella che offre una bella vista sulle colline dell’Oltrepò Pavese.

Partendo dalla stazione di Voghera, saltiamo in sella o allacciamoci le scarpe e iniziamo il nostro percorso.

Prima di ripercorrere il vecchio tracciato del trenino, possiamo fare una breve visita a Voghera. 

Cosa possiamo dire di Voghera, conosciuta per le casalinghe e le sue 3 P, Peperoni , Pazzi e la terza P, ecco la terza P diciamo che si riferisce a quello che viene riconosciuto come “ il mestiere più antico del mondo”… Comunque, al di là di questo, passeggiando per la città possiamo vedere il Castello Visconteo, inizialmente costruito con una a pianta a L su un solo piano, è stato ampliato dai Visconti, secondo lo schema classico dei castelli viscontei di pianura. Era circondato da un fossato per funzione difensiva, del quale oggi vediamo solo qualche traccia. È stato riconosciuto dopo varie analisi, che alcuni degli affreschi che troviamo nel castello, siano del Bramantino. Nei primi anni dell’Ottocento, sotto il domino francese, venne eretto un muro all’interno del cortile, la parte meridionale venne adibita a carcere, la parte Nord venne adibita a sede del tribunale e degli uffici finanziari.

Il castello Visconteo di Voghera

Nella zona centrale della città, sorge il Duomo, Collegiata San Lorenzo Martire, contornata dalla piazza con il porticato che ne segue quasi tutto il perimetro. La chiesa che vediamo ora è stata costruita su di una vecchia chiesetta parrocchiale, della quale rimane solo la base del campanile.

Il Duomo di Voghera

All’interno le tre navate, ricche di affreschi, portano alla maestosa cupola centrale, sorretta da quattro piloni, in ciascuno dei quali è stata ricavata una nicchia con una statua di Evangelista, sotto la quale troviamo lo stemma della città: l’aquila romana in campo d’oro con le sbarre rosse.

Sotto l’altare maggiore sono custodite le spoglie di San Bovo, patrono della città.

Altri punti di interesse della città sono la Caserma della Cavalleria, attualmente ristrutturata in minima parte, il Teatro sociale, Chiesa del Carmine, Chiesa di San Giovanni, Chiesa di San Giuseppe, Chiesa di San Rocco, Chiesa Rossa o Sant’Ilario (Tempio della Cavalleria), Chiesa di San Sebastiano, Chiesa e Convento S. Maria delle Grazie, Palazzo Beltrami, Palazzolo Dattili, Palazzo Gallini.

Dopo aver visitato Voghera direi che è ora di proseguire. Come dicevo, dalla stazione, bisogna andare in direzione del supermercato Esselunga, seguendo la ciclabile, sulla quale possiamo trovare i cartelli che ci indicano l’inizio della GreenWay.  

Dopo una svolta a sinistra nei pressi del Bar Movida, ci troviamo all’inizio del nostro percorso.

Il primo pezzo ci porta ad attraversare un ponticello sul Torrente Staffora e poco dopo un cavalcavia, ecco che iniziamo a vedere le colline dell’Oltrepò Pavese che compaiono in lontananza. Passiamo tra campi coltivati, ai confini della Pianura Padana, che da qui a poco inizierà a sollevarsi diventando pian piano Appennino.

Questa ciclopedonale ci porta al cospetto di colline ricoperte di vigneti e boschi, borghi e paesi di un territorio rimasto rurale, agricolo, semplice, nel quale affondano le radici delle tradizioni.

Il prossimo paese che incontreremo è Codevilla, un piccolo paese alle pendici delle colline, nel quale si respira la tradizione.  Qui è situata una Big Bench che permette di godere di un bellissimo panorama.

Poco più in alto, sul colle dominante il paese, sorge la frazione di Mondondone, nel quale è documentata la presenza di un castello ormai non più visibile.  

foto 12 – Mondondone

Proseguendo sul vecchio tracciato della ferrovia, arriviamo a Retorbido, visibile da subito in lontananza, anche lui come Codevilla alla base delle colline.  Prima di passare per il paese veniamo accolti dalla stazione ferroviaria che è stata recuperata ed è aperta come ristorante.

Da qui si può fare una piccola deviazione per visitare le fonti, conosciute fin dai tempi dei romani per le loro proprietà curative, le più antiche e rinomate della Valle Staffora.

Proseguendo, a sinistra il Castello di Nazzano ci dice che siamo quasi arrivati alla fine della pianura e che ci stiamo per addentrare nella Valle Staffora.  La prossima tappa sarà Rivanazzano Terme.

Retorbido davanti e Castello Nazzano dietro

Per entrare in paese attraversiamo un ponticello sul torrente, da quale possiamo ammirare tutta la vallata che si allunga fino agli Appennini.

Letto Staffora da Rivanazzano

In questa ultima tappa possiamo vedere la torre pentagonale, una volta facente parte delle mura di cinta che proteggevano il borgo, che spicca sui tetti e tra gli alberi dei parchi che circondano il paese. Ah, come si intuisce dal nome qui oltre che riposarci all’ombra degli alberi, possiamo riprenderci dalla giornata, anche alle Terme.

Se non siete ancora stanchi possiamo fare un paio di chilometri e raggiungere il piccolo borgo di Nazzano, che domina l’accesso alla Valle Staffora.  Da qui in possiamo godere di un panorama mozzafiato!

Vi aspetto nella seconda parte di questo articolo per scoprire insieme il resto del percorso!


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LEONARDO MASCIARELLI
Ciao, mi chiamo Leonardo, e l’Abruzzo è la mia terra natale. Da quando ho pochi anni, però, mi sono trasferito in Oltrepò Pavese. La natura è il filo conduttore che mi ha portato prima a scegliere di seguire il corso di studi in Scienze Naturali e poi proseguire e applicare ciò che ho appreso diventando guida escursionistica. Ho intrapreso questo percorso perché credo che il modo migliore per valorizzare questo territorio, sia quello di farvi conoscere la storia, le tradizioni e la natura che lo rendono speciale. Vi aspetto!

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