Torcello, un’isola veneziana tutta da scoprire

In una bella giornata di sole, perché non prendere la motonave n. 12, delle 8:40 da Fondamenta Nuove a Venezia in direzione Torcello?

Scesi dalla motonave oggi ci ritroviamo, in un’ isola solitaria nella laguna nord, che in passato invece era, come diceva Costantino VII  Porfirogenito un “emporion mega”, un porto importantissimo e vivacissimo, dedito al commercio di sale e molto altro. Una missione archeologica, guidata dall’archeologo polacco Lech Leciejewicz, tra il 1961-62 ha dato modo di rilevare un insediamento già in epoca romana. Questa equipe e gli studiosi che hanno fatto ulteriori scavi nel 2012-2013, sono riusciti a ricostruire i periodi di fioritura e di decadimento dell’isola.

Immagine di Torcello, tratta dal libro di A. Niero, La Basilica di Torcello e Santa Fosca

Riguardo al  nome  Torcello, ci sono varie ipotesi, quella più accreditata deriverebbe dal latino “dorceum” o “turricellum”, ovvero piccola torre di difesa. 

La leggenda colloca le origini di Torcello come centro di rilevo, nel V secolo quando gli abitanti della vicina Altino, scelsero l’isola come rifugio per sfuggire alle invasioni barbariche prima degli Unni, poi dei longobardi.  La leggenda però corrisponde a una precisa propaganda  della Repubblica, atta a sottolineare le antiche e importanti origini della laguna di Venezia.

Le indagini archeologiche e i recenti studi dell’archeologo Diego Calaon, dimostrano che i barbari hanno avuto un ruolo molto marginale,  e che l’insediamento nell’isola sia dovuto ad un graduale percorso legato alle nuove necessità portuali e commerciali. Il porto di Altino,  si insabbia progressivamente già a partire dall’età imperiale  e le città romane dell’entroterra diventano via via meno adatte a ospitare scali portuali, proprio in questo contesto dobbiamo vedere lo sviluppo della città di Torcello.  L’isola nel tempo cominciò ad avere un’importanza strategica per i commerci tra Oriente e Occidente.

Ma vediamo cosa c’è di visibile oggi!

Nell’isola tappa d’obbligata è il ponte del Diavolo, uno dei  due ponti senza bande conservato in laguna, legato  ad una leggenda  molto curiosa. Una giovane ragazza durante la dominazione austriaco si innamorò perdutamente di un giovane soldato austriaco. I suoi familiari lo uccisero perché considerarono la loro storia un disonore. Allora la giovane si rivolse ad una strega che veniva a patti con diavolo. La fanciulla e la strega raggiunsero l’isola di Torcello in barca e lì sul ponte del diavolo la strega invoco il diavolo in persona. Fecero un patto, ogni vigilia di Natale il diavolo avrebbe avuto l’anima di un bambino morto, in cambio del soldato, il diavolo acconsentì e fece ricomparire il giovane austriaco. Ma la strega morì poco dopo in un incendio e non poté onorare il suo patto col diavolo. Ecco che il diavolo ogni anno torna sul ponte in forma di gatto nero a reclamare le anime promesse dei bambini, ma invano.

Andando avanti troviamo quello che è il fulcro di ciò che è rimasto della città di Torcello, qui tappa obbligata è il Museo Provinciale, che conserva molti dei reperti  rinvenuti nell’isola e ci da la possibilità di seguire l’evoluzione storica dell’isola. Questo museo è collocato in due edifici  distinti, che in passato avevano il ruolo l’uno di Palazzo dell’Archivio, l’altro del consiglio.

Le Chiese nell’isola furono molte. Oggi noi possiamo ammirarne  solo due: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, con il suo spettacolare mosaico in stile veneto-bizantino, raffigurante il Giudizio universale così come anche il mosaico del catino absidale, raffigurante la Madonna Odigitria e i 12 apostoli; e la Chiesa di Santa Fosca, costruita per contenere le reliquie delle Sante martiri Fosca e Maura, che colpisce per la sua architettura, con pianta a croce contornata da un suggestivo portico ottagonale.

La Basilica di Torcello e Santa Fosca

All’esterno c’è il cosiddetto trono di Attila,  che in realtà è il seggio vescovile originariamente integrato  nella decorazione dell’abside della Cattedrale,  ma una volta spostato all’esterno avrebbe alimentato la fantasia popolare.

Non in ultima vale la pena salire sull’antico campanile, da cui si ha una vista spettacolare sulla laguna di Venezia.

E arrivata all’ora di pranzo, quando vado a Torcello mi fermo sempre a mangiare nella Locanda Cipriani: una location magica, perfetta per ogni occasione, anche per chi come me si nutre di arte, storia, ma non rinuncia alla cucina di classe.

Vi aspetto per una visita all’isola di Torcello!


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Mi chiamo Laura Bumbalova e sono una guida abilitata per Venezia e provincia nonché una guida esperienziale certificata da Assotes. Faccio parte dell’ Associazione guide di Venezia e di PromoGuide Venezia. 
Sono approdata in questa bellissima città a diciotto anni, dopo essere vissuta in paesi diversi. Mi sono innamorata di Venezia quando ero adolescente, ricordo che nel mio primo diario scrissi: “Venezia, tu mi accoglierai come una madre che accoglie il proprio figlio dopo un lungo viaggio” e così è stato!
Di formazione sono storica, storica dell’arte e filologa, il mio percorso formativo è stato lungo e molto interessante, sempre seguito da ottimi risultati. Nel 1994 ho ottenuto la licenza linguistica, conseguita presso la Scuola Nazionale di Cultura con Liceo Italiano di Sofia (Bulgaria), con voto 60/60. Nel 2000 mi sono laureata in Lettere moderne con indirizzo artistico, presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con voto 110/110 e lode. e nel 2004 ho ottenuto una seconda laurea in Lingue, sempre presso l’Università Ca’Foscari di Venezia con voto 110/110 e lode.
Nello stesso anno ho concluso con successo anche un corso realizzato all’interno del progetto Equal dal titolo “New Economy e Turismo: nuove competenze delle donne in rete” e infine nel  2011 sono diventata dottore di ricerca in Storia presso l’Università Kliment Ochridski di Sofia (Bulgaria) svolgendo una ricerca di carattere storico, iconografico e etnografico su San Teodoro.
Ho lavorato come mediatrice linguistico culturale per il Comune di Venezia, come traduttore per avvocati e Tribunali, come professore a contratto nelle Università di Venezia e Trieste e alla fine ho deciso che era arrivato il momento di usare tutte le mie competenze e conoscenze per offrire ai turisti, che visitano Venezia, un servizio appassionato e professionale come guida turistica. Attraverso i miei tour cerco di informare, far rivivere ed emozionare i miei clienti. Dopo un tour con me non solo vi incontrerete con  Venezia, ma vi innamorerete per sempre di lei!

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