Sulle note del grande tenore Beniamino Gigli a Recanati (MC)

Non molti sanno che Recanati, oltre a Giacomo Leopardi, ha dato i natali anche ad un altro illustre personaggio, Beniamino Gigli, ancora oggi uno dei tenori più importanti nella storia della lirica mondiale; nella città leopardiana sono molti i luoghi che lo ricordano, e non è affatto raro, passeggiando per le vie del centro storico, ascoltare in filodiffusione alcune delle sue più famose interpretazioni, tra le quali spicca la canzone Mamma.

A Recanati c’è un luogo, in particolare, dove poter ripercorrere le tappe fondamentali della carriera di Beniamino Gigli e scoprire anche aspetti della sua vita privata, ovvero il museo a lui dedicato; inaugurato nel 2007 in occasione del 50° anniversario della sua morte, il Museo Gigli è ospitato all’interno del Teatro Persiani; qui si ha subito l’impressione di tornare indietro nel tempo in cui Beniamino incantava con la sua voce straordinaria il pubblico di tutto il mondo, regalando interpretazioni canore che sarebbero entrate di diritto nella storia della lirica e della cultura popolare.

Curato dall’architetto Ferrari Gabbris con il prezioso contributo del nipote di Gigli, Luigi Vincenzoni, il suo allestimento è stato reso possibile grazie alla generosa donazione degli eredi, e in particolare della figlia Rina, che hanno messo a disposizione, fotografie, lettere, documenti, abiti di scena e cimeli appartenuti al tenore.

Beniamino Gigli nasce il 20 marzo 1890, in una famiglia molto umile e numerosa, mostrando sin da piccolo una grande attitudine al canto, che gli varrà l’appellativo di canarino del campanile, dato che era solito intonare dei motivetti quando il padre lo portava con sé a suonare le campane. L’esordio ufficiale di Gigli fu a Macerata nel 1907, in un’operetta dal titolo “La fuga di Angelica”, che ottenne un successo clamoroso proprio grazie alla sua straordinaria interpretazione. Da lì seguì una brillante carriera artistica, che lo vedrà dapprima studente a Roma presso il Conservatorio di Santa Cecilia, e in seguito protagonista sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani e internazionali. Ma presto la fama di Beniamino si estende con una rapidità eccezionale, e l’America lo reclamerà!

Per ben 12 anni Gigli sarà infatti assoluto protagonista al Metropolitan di New York, debuttando il 26 novembre 1920 con l’opera del Mefistofele, e coprendosi di gloria dopo aver raccolto il pesante testimone lasciatogli da un altro grandissimo tenore: Enrico Caruso. Il sodalizio con il Metropolitan vedrà Gigli acquisire una fama e una notorietà non solo a New York, ma anche in altre importanti città degli Stati Uniti, tanto che il suo nome riecheggia a imperitura memoria su una delle stelle della celebre Walk of Fame di Hollywood.

1914

La sua carriera continua in Italia, in Europa, in America del Nord e del Sud, e in Sudafrica con grandi consensi di critica e di pubblico. Nel 1935 inizia la carriera cinematografica con memorabili canzoni scritte appositamente per lui come Non ti scordar di me, Mamma, Se vuoi goder la vita, fino al 1950 con il film Taxi di notte. All’interno del museo sono conservate alcune locandine e fotografie relative alle più conosciute interpretazioni cinematografiche di Gigli. Beniamino non è un attore professionista e in alcuni casi viene preso di mira dalla critica cinematografica ma quello che conta è prima di tutto la sua voce e, proprio per questo motivo, i suoi film, dove lui interpreta sempre il ruolo di tenore di fama, ottengono un successo strepitoso e contribuiscono in maniera consistente a diffondere la sua notorietà in tutto il mondo.

Nel museo non mancano ulteriori spunti sul Gigli pubblico e privato: molto interessante, ad esempio, la grande tela a olio che ritrae la “Famiglia Gigli in concerto”, opera del pittore Giuseppe Magni, nella quale sono raffigurati la figlia Rina seduta al pianoforte con accanto il fratello Enzo, Beniamino Gigli appoggiato sul pianoforte e l’elegante moglie Costanza seduta sulla poltrona. Notevoli anche la “Proclamation” del Sindaco di New York, Rudolph W. Giuliani, datata 8 Ottobre 1997, redatta in occasione del 40° Anniversario della morte di Gigli e che istituisce il “Gigli Day”, e lo “spadino di legionario” donato da D’Annunzio.

Nelle diverse vetrine si possono poi ammirare significativi cimeli come il bastoncino da passeggio e il cilindro appartenuti a Verdi, un mattone della “Porta Santa” del 1900, l’orologio presente nella “tenda rossa” e un lembo della stessa tenda della sfortunata spedizione polare del 1928, doni dell’Ammiraglio Nobile, il diploma di “Sceriffo D’Onore” della polizia di New York, targhe e medaglie militari commemorative della Prima Guerra Mondiale, foto d’epoca che raffigurano Gigli con vari familiari e gruppi di amici, lettere autografe di personalità dell’arte, della cultura e della politica che Gigli ha avuto il privilegio di incontrare: Mascagni, Giordano, Cilea, Pizzetti, Alfano, Matilde Serao, Emma Gramatica, Titta Ruffo, Mafalda di Savoia, Fiorello La Guardia e altri ancora. Non mancano foto che ritraggono Gigli con personalità politiche e religiose del suo tempo.

Gigli vanta una carriera di ben quarantuno anni e 928 occasioni ufficiali in cui si è esibito. È stato interprete di sessantadue opere liriche con i migliori artisti e direttori d’orchestra dell’epoca. Ha avuto la fortuna di conoscere alcuni fra i più illustri artefici del melodramma e di collaborare con loro, fra questi ricordiamo: Giordano, Mascagni, Cilea, Puccini, Leoncavallo, Alfano, Zanella e Pizzetti. All’inizio del 1955 la sua salute inizia a risentire di questo stile di vita frenetico e Beniamino si rende conto della necessità di abbandonare le scene. Inizia così una tournée di addio in Europa e in America, un ultimo omaggio al suo adorato pubblico che si conclude con il malinconico “addio all’arte” avvenuto il 25 Maggio 1955 con un memorabile concerto alla Constitution Hall di Washington. Si spegne a Roma il 30 novembre 1957, il 18 dicembre la salma viene deposta nel cimitero di Recanati nella cappella di famiglia, una tomba a forma di piramide in travertino, opera del fratello Catervo, in onore della sua opera preferita: L’Aida.

Tomba di Beniamino Gigli

Per informazioni:
Circuito museale “Infinito Recanati”
Telefono: 0717570410
E-mail: recanati@sistemamuseo.it
Siti web: http://www.infinitorecanati.ithttp://www.myrecanati.it


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