Finestra sull’Arte –  Le pitture della chiese inferiore della basilica di San Francesco ad Assisi – Parte 2

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Basilica di San Francesco ad Assisi, transetto della chiesa inferiore

Una presenza molto precoce nella chiesa inferiore di Assisi è quella del cosiddetto Maestro di San Francesco, che ne affresca la navata con il ciclo delle Storie della vita di Cristo e di san Francesco, nel quale gli episodi francescani sono ispirati al racconto della Vita secuda, la biografia di Francesco. I dipinti sono anteriori al 1266, data a partire dalla quale la Legenda Maior di san Bonavenuta è l’unnica biografia francescana ufficialmente ammessa dall’ordine e utilizzata come fonte iconografica.

La decorazione della chiesa inferiore riprende nei primi del Trecento, dopo il completamento del ciclo francescano nell’aula superiore. Luogo di sepoltura del santo e dunque meta di pellegrinaggio, la chiesa inferiore è anche luogo della devozione privata di personaggi eminenti del tempo e viene per questo arricchita di numerose cappelle che si aprono ai lati della navata. Nell’ultima cappella a destra, dedicata alla Maddalena, Giotto, a capo di una bottega ormai di vaste proporzioni che dirige con capacità quasi imprenditoriali, affresca insieme ad alcuni collaboratori un ciclo con Storie della Maddalena, Lazzaro e Marta, databile entro il primo decennio del Trecento.

Maestro di San Francesco, San Francesco predica agli animali, entro il 1266, dipinto murale.
Giotto, Noli me tangere, entro il 1310, affresco, cappella della Maddalena.

La decorazione della cappella della Maddalena è premessa indispensabile per l’intera vicenda decorativa della chiesa inferiore, vera e propria antologia della pittura giottesca. Tra il secondo e il terzio decennio del Trecento gli affreschi con Storie della Passione nel braccio meridionale del transetto segnano l’esordio del senese Pietro Lorenzetti, il quale sviluppa una personale rimeditazione dei modi giotteschi che si rileva nel maturo impegno compositivo e nella plasticità delle figure, come nella Crocifissione.

Tra il 1315 e il 1317 Simone Martini è impegnato nella decorazione della prima cappella sinistra della chiesa inferiore, dedicata a san Martino; il ciclo consta di dieci Storie del santo sulle pareti, quattro coppie di Santi entro bifore e, sulla controfacciata, il ritratto del committente, il cardinale Partiono da Montefiore, inginocchiato davanti al santo.

Pietro Lorenzetti, Crocifissione, 1319-22, affresco.
Simone Martini, Funerali di san Martino, 1315-17 ca., affresco.

Un ultimo, fondamentale capitolo nella decorazione della chiesa inferiore è scritto da un assisiate, Puccio Capanna, la cui presenza nella basilica di San Francesco si è a lungo intrecciata con quella di altri seguaci fiorentini di Giotto. Puccio affresca intorno al 1330 un’Incoronazione della Vergine e due Storie di santo Stanislao. In quest’ultimo episodio è possibile intendere il significato del celebre <<dipingere dolcissimo e tanto unito>> ricordato dal Vasari: una sottile sensibilità pittorica fatta di ombre e luci morbidissime, stemperate nel denso impasto dei colori che avvolgono le forme, sviluppando un naturalismo anatomico e sentimentale che è tra gli esisti più compiuti della parabola giottesca e insieme prelude alcuni aspetti della pittura tardogotica.

L’importanza dei cicli di affreschi della basilica di San Francesco ad Assisi è capitale: fiorentini, romani, senesi lavoravano a stretto contatto dando origine, in pittura, a un “volgare” analogo a quello dei grandi poeti trecenteschi, a una vera e propria lingua pittorica italiana. L’opera di Giotto produce poi una triplice rivoluzione: tecnica, con l’introduzione del lavoro a giornate nell’applicazione dell’intonaco, che sostituì il procedere per pontate; iconografica, per l’esaltazione di Francesco basato sull’opera di san Bonaventura; stilistica, con la conquista della resa tridimensionale dello spazio.

Simone Martini, La rinuncia alle armi, 1315.16, affresco.
Puccio Capanna, Miracolo del santo Stanislao, 1330 ca., affresco, cappella del Santo

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Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!

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