Sicilia inaspettata – La basilica di Santa Maria Maggiore a Nicosia (EN)

Oggi la si può ammirare ubicata proprio a ridosso del costone roccioso del Castello ma un tempo (fino alla metà del XVI sec.), vedeva la propria sede/ubicazione, leggermente più a valle.
Proprio verso la metà del XVI Sec., la zona a valle , fu interessata da un continuo ed inesorabile smottamento “a lavanca”.

Cosa significa? È una frana o più precisamente uno scivolamento lentissimo, di una grossa porzione di suolo, che ha risucchiato tutto ciò che sopra vi insisteva. Alcune case di civile abitazione, alcuni palazzi nobiliari e l’antica Chiesa di Santa Maria della Scala che fino alla metà del secolo XVI, era presente, su una base di una, ancor più antica, Moschea Araba.

Dall’inesorabile Scivolamento orografico, si riuscì a salvare molti oggetti, opere d’arte e suppellettili ivi compreso, donato dal proprietario del palazzo andato distrutto, anche il portale che oggi (ved. Foto) fa da ingresso principale alla Basilica. Certo è un portale pagano che ha poco a che vedere con la Cristianitá però è intrinsecamente una parte di storia della Città di Nicosia. Ci sono voluti parecchi anni per ricostruire la Chiesa nell’attuale sito tant’è che si poté assistere all’inaugurazione, agli inizi del XX secolo. Un dipinto sopra l’altare maggiore ne è testimone.

All’interno si può ammirare, oltre al dipinto, la “Icona” del Gagini, opera marmorea di grande interesse storico artistico, il trono di Carlo V.

Per godere a pieno di tutto questo è di tantissimo altro, non basterà un fine settimana! Questo voglio preannunciarvelo… vi aspetto a Nicosia!


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FRANCESCO LA GRECA
In quella Terra di mezzo dove l’Autoctono guarda e valuta tutto con indifferenza e superficialità, badando solo alla sopravvivere dell’oggi magari appeso a quei fili invisibili del “Burattinaio” di turno, ignaro che la Terra che calpesta quotidianamente, nella quale tra i due epici momenti dell’Alba e del Tramonto tanto si è perso. Ecco è lì in mezzo che sono nato ed avendo avuto la fortuna di prendere coscienza del fatto che tra Alba e Tramonto, fantastici unici, c’è tanto tempo andato e che non torna. Allora mi occupo primariamente di cercare di far vedere, a Persone un po’ più attente e curiose, tutto ciò che l’Indigeno, si lascia scorrere sulla propria esistenza. Sono autonoleggiatore di nascita che a piccoli passi ha sempre cercato di promuovere l’entroterra siciliano. Entroterra racchiuso dall’estremo Appennino Siculo, tra Nebrodi e Madonie. Ricchissimo di ogni sorta d’interesse naturalistico, storico, paesaggistico e culinario. Luoghi dove hanno visto lungo i “Potenti” di un tempo (saraceni – normanni – svevi).
Luoghi ove l’Eredità lasciata dai Potenti di un tempo, Brama visibilità e fama.

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