Queima das Fitas: la festa degli studenti a Coimbra

La settimana accademica è un evento che in Portogallo richiama l’attenzione di tutti. Giovani e meno giovani si ritrovano assieme per celebrare l’ennesimo passaggio generazionale.

È una festività che ha diversi nomi. Ogni università la chiama in modo diverso. Per l’Università di Aveiro si tratta dell’Enterro (sepoltura), per l’Università del Minho è l’Enterro da Gata (sepoltura della gatta), ma il nome più comune è la Queima (rogo), riferendosi alla Queima das Fitas, il nome della settimana accademica più antica del Portogallo, legata all’Università di Coimbra.
Tradotto: il Rogo dei Nastri.

È la più grande festa accademica di tutta Europa e viene realizzata nel mese di maggio durante otto giorni. Uno per ogni facoltà esistente all’Università di Coimbra. Con un intenso programma di attività sportive e culturali, che si svolgono in una cornice di feste e concerti musicali, la Queima das Fitas segna la fine delle lezioni prima dell’epoca degli esami. Per i finalistas (studenti dell’ultimo anno) è l’addio all’università e alla vita studentesca mentre per i caloiros (matricole) segna l’ingresso ufficiale nella vita accademica.

Della vasta serie di eventi si distaccano la Serenata monumentale e il Corteo.

La cerimonia della Queima das Fitas iniziò intorno agli anni ’50 del secolo XIX e consisteva nel bruciare i nastri di cotone che erano usati per legare le cartelline dove venivano conservati gli appunti delle lezioni. I nastri avevano i colori delle facoltà e venivano bruciati per simbolizzare la liberazione dagli appunti stessi, ovvero, la fine degli studi.

La bruciatura dei nastri avveniva nel piazzale antistante alla Cattedrale Nuova di Coimbra. In questo luogo una matricola faceva un buco nel suolo dove i quartanistas (studenti del quarto anno) vi gettavano dentro i nastri e seppellivano le ceneri.

Il corteo, in origine, era composto da carri trainati da animali e colorati con motivi satirici. Il proposito era quello di criticare allegoricamente tanto i professori quanto le lezioni.


Dopo il corteo degli studenti dell’ultino anno c’era la Latada. A questo punto erano le matricole, equipaggiate con i più svariati utensili da cucina, trombette, lattine… ad avere come obiettivo quello di fare confusione e disturbare gli altri studendi ancora impegnati con i loro esami.
Proprio per questa ragione, la Latada spesso e volentieri fu oggetto di forti polemiche.

Oggi giorno sono due feste differenti. La Latada solitamente celebrata nel mese di ottobre e la Queima das Fitas, come appunto anticipato, nel mese di maggio.

Il 27 maggio del 1913, dopo l’ennesima controversia tra studenti e forze di pubblica sicurezza, uno studente ruba il cappello a un tenente della GNR (l’equivalente della Guardia di Finanza). Il furto diede origine a un corteo durante il quale gli studenti esibirono il cappello in segno di scherno verso il tenente che venne licenziato. Da questo momento, il giorno 27 maggio verrà sempre identificato come il giorno in cui avveniva il corteo della Queima das Fitas.

La Queima das Fitas ebbe una pausa durante la Prima Guerra Mondiale. Il Portogallo alla seconda non vi partecipa. Viene poi sospesa nel 1969, in seguito alla Crisi Accademica, per essere poi definitivamente riattivata nel 1980.

Tornando ai giorni nostri, i momenti che segnano principalmente la Queima das Fitas sono la Serenata monumentale e il Corteo.

La Serenata monumentale, che si realizza nel piazzale antistante la Cattedrale Vecchia, segna l’inizio della Queima das Fitas. Si tratta di un momento di grande solennità e commozione. Dopo aver udito 12 rintocchi di campana, i primi accordi di chitarra e le voci degli studenti, posizionati sulle scale della porta di ingresso principale della cattedrale, danno il via all’evento.

Si parla di migliaia di mantelli neri che assistono alla serenata. Per chi non è abituato è un colpo d’occhio davvero eccezionale!

Per quanto riguarda il Corteo, beh… qui le parole non descriveranno mai nella sua totalità cosa significhi parteciparvi.
Io alle volte lo descrivo come “una sorta di carnevale brasiliano però in versione europea”.

Si tratta del Giorno, scritto con la maiuscola. Coimbra vive ogni anno per questa giornata.

Teoricamente, il corteo consiste in una manifestazione durante la quale gli studenti sfilano per le strade della città accanto a dei carri allegorici rivestiti con fiori di carta, con i colori delle varie facoltà e decorati con diversi elementi legati alla satira sociale e alla rivendicazione dei diritti degli studenti.

Praticamente, lascio parlare le immagini…

Nel 2012, la Queima das Fitas ha battuto il record di spettatori in un unico concerto con circa 60mila presenze nella notte in cui la città degli studenti ha visto come ospite d’onore il famoso Dj Steve Aoki. Durante tutta la settimana di quello stesso anno, sono stati venduti oltre 200mila biglietti per assistere ai vari concerti.

La Queima das Fitas è un momento che segna la vita di qualsiasi studente di Coimbra. Stabilisce le diverse tappe del suo percorso universitario, da quando l’alunno è ammesso all’università fino al momento in cui la lascia per entrare nel mondo del lavoro.

Sono giornate di aggregazione che segnano la fine dell’anno accademico. Durante la Queima das Fitas, Coimbra vive un ambiente unico di festa e tradizione. Tra gli studenti si fortificano le amicizie, si vivono amori, si condividono storie. Ogni studente che passa per Coimbra lascia un poco di sé e si porta via una parte della città, che ormai adesso è sua a tutti gli effetti.

E Coimbra, così abituata a veder partire i suoi studenti, al tempo stesso è abituata ad accogliere anche i nuovi. La tradizione si mantiene ogni anno. La città manterrà per sempre le memorie e i ricordi di tutti coloro i quali sono passati e hanno lasciato un pezzo delle proprie vite.

Come recitava uno striscione affisso all’entrata del recinto dei concerti: “Una volta Coimbra, per sempre saudade”.

L’appuntamento quest’anno è dal 20 al 27 maggio. Siete ancora in tempo per prenotare i biglietti!


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CARMINE PUGGILLO
Napoletano di origine, arrivo in Portogallo nel 2011 come molti altri giovani per il progetto Erasmus e me ne innamoro.
Laureato in Archeologia e Storia delle Arti, oggi sono guida turistica.
Odio il poco produttivo “turismo ignorante” di massa e per questo ho deciso di mettermi in proprio mostrando a modo mio, con gli occhi di un innamorato, quello che mi ha convinto a restare in un posto così piccolo.
Le leggende sono la cosa che più mi piace tramandare e le strade di Coimbra ne sono piene.

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