Ruote e Ruoti – La ciclovia del Danubio

Già nell’articolo di introduzione alle vacanze in bicicletta ho citato la ciclovia del Danubio come uno dei percorsi cicloturistici più conosciuti e più visitati d’Europa, e la ritengo un’esperienza obbligatoria per chi si sta avvicinando all’affascinante mondo dei viaggi in bicicletta.

Tutto il corso del fiume, oltre 2000 km dalle sorgenti in Germania alla foce nel mar Nero attraverso 10 Stati e 4 capitali, è percorribile in bicicletta in un viaggio nel cuore dell’Europa dall’indubbio valore storico per ciò che il Danubio rappresenta nella cultura europea. Un percorso segnalato, ideale per famiglie o per una “prima volta” in bicicletta, e per questo uno dei più frequentati.

Ciclovia del Danubio

On line vari tour operator o gli enti di promozione turistica austriaca suggeriscono di dividere i 326 km del percorso in 6 o 7 giorni, con brevi tappe di circa 40/50 km, che sono effettivamente alla portata di tutti. Considerato che il percorso è interamente pianeggiante, anzi in leggerissima discesa, ciclisti più allenati possono percorrerlo in 3 o 4 giorni ed avere delle giornate libere per la visita alla città più importanti.

Le tre tappe descritte di seguito sono come le ho affrontate io, nel 2018, all’interno di un viaggio più lungo in soli 3 giorni per necessità di collegamenti e coincidenze con altri mezzi di trasporto. Passau, Linz, Melk e Vienna sono i centri principali che si trovano lungo il percorso e rappresentano delle tappe obbligate da visitare. A seconda della gamba e degli interessi del singolo viaggiatore, il singolo segmento può essere percorso tutto d’un fiato, diviso in due tappe oppure accorciato sfruttando treni o traghetti dove ciò è possibile (si può consultare questo sito per l’intermodalità: https://www.passau-vienna-bici.com/ ).

Traghetto sul Danubio

Da Passau a Linz (95 km)

Il percorso inizia in Germania, nell’estremo lembo sud-orientale della Baviera, a Passau (o Passavia in italiano), detta dreiflussestad, ovvero la città dei tre fiumi.

Uno è ovviamente il Danubio, gli altri due sono l’Inn e l’Iz, che sfociano nel primo praticamente nello stesso punto, uno da destra e l’altro da sinistra, delimitando in questo modo una sottile striscia di terra, l’Altstadt, ovvero il centro medievale della città. Qui è d’obbligo godersi gli scorci sull’acqua, passeggiando rigorosamente a piedi o in bicicletta, tra le vie porticate e molto frequentate da giovani universitari. Tenete conto che su circa 50’000 abitanti, 10’000 sono studenti dell’Università di Passau.

Alla partenza da Passau la ciclabile è percorribile su entrambe le sponde del fiume, quella sinistra in Germania, e quella destra in Austria. Bisogna pianificare bene la scelta del lato su cui pedalare, pensate che il Danubio è il secondo fiume più lungo d’Europa, con un vasto bacino idrografico, nulla di paragonabile ad altri percorsi fluviali raccontati sul blog.

Di conseguenza, le due rive sono molto distanti tra loro e gli attraversamenti non sono così frequenti; dopo un ponte, bisogna percorrere anche decine di chilometri prima del successivo. In alcuni punti è necessario caricare le bici su dei piccoli traghetti turistici per il trasbordo da una sponda all’altra.

L’arrivo di questa prima tappa sarà a Linz, la terza città dell’Austria per dimensioni, centro commerciale ed importante snodo ferroviario, il che può essere utile per coincidenze e collegamenti. Se ci capitate d’estate potete imbattervi in un famoso festival di artisti di strada, il Linzer Pflasterspektakel.

Da Linz a Melk (110 km)

Continuando da Linz verso Est, il Danubio si fa sempre più largo ed imponente e pedalare ai suoi lati è un’esperienza che ti porta in un mondo a sé. Si percorrono chilometri e chilometri stretti tra le acque e la vegetazione che cresce sulle sue sponde, su una sottile striscia di asfalto semplicemente perfetta per le bici. Quello che mi ha affascinato di più di questo percorso, tuttavia, non è il paesaggio maestoso, ma la presenza costante e numerosa di altri cicloturisti. Sulle vie del Danubio puoi incontrare ciclisti di ogni categoria, gruppi organizzati di vecchietti tutti vestiti uguali con e-bike e guida a scortarli; intere famiglie con bambini tutti biondi e sorridenti, con la propria bici e la propria piccola borsa, mentre il papà sudato e affannato traina un carrello colmo di bagagli (o con animale domestico al seguito); coppiette di giovani che affrontano una vacanza romantica ed avventurosa su vecchie city-bike mezze scassate o ciclisti solitari con biciclette molto belle e pluriaccessoriati.

Per tutti, lungo il percorso, bar, ristori e servizi specificatamente rivolti ai ciclo viaggiatori.

In questo tratto luoghi meritevoli di una visita sono Mauthausen (Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen), la città romana di Lauriacum e la città di Enns, prima di giungere a Melk.

Melk, Austria, Abbazia

Ancor prima di entrare in città, dalla ciclabile si scorge il suo monumento principale, l’abbazia benedettina, in stile barocco, posta sulla cima un colle affacciato su un’ansa del fiume. Vale la pena lasciare le bici per salire attraverso le strade lastricate del borgo e visitarne così la chiesa con gli affreschi di Rottmayr, il parco dell’Abbazia ed i suoi giardini e la biblioteca del Nome della Rosa. Nel romanzo di Eco, infatti, è in questa biblioteca che il frate benedettino Adoso da Melk scrive le proprie memorie, che danno vita al racconto.

Melk, Austria, giardini dell’Abbazia

Da Melk a Tulln (80km)

In questo segmento, in cui il fiume si fa sempre più largo e maestoso, il paesaggio alterna campi e boschi, a costruzioni antropiche, come dighe e centrali idroelettriche o a campeggi con spiagge attrezzate per la balneazione.

Il punto di arrivo è Tulln and der Donau, una delle più antiche città austriache, abitata già in epoca preromana. La scelta è stata dettata da ragioni logistiche perché da qui parte una linea ferroviaria che costeggia per un tratto il Danubio, consentendomi di accorciare il viaggio ed avere più tempo a disposizione per visitare Vienna. L’alternativa è arrivarci pedalando per altri 40km ed entrare in città attraverso la Donauinsel, un’isola artificiale stretta e lunga, costruita come protezione dalle inondazioni del fiume e occupata da un unico parco urbano.

Non mi dilungo su cosa fare e vedere a Vienna: il castello di Schönbrunn e le altre residenze asburgiche, il duomo di Santo Stefano, la ruota panoramica del Prater, i musei sono ampiamente descritti in tante guide turistiche.

Come è nello spirito del blog, vi lascio solo due input. Il primo è che Vienna qui è una delle capitali europee più bike friendly, nonostante i 2 milioni di abitanti (ne parlo qui). Il secondo è che, dopo tanti chilometri in bicicletta, è obbligatoria una visita all’hotel Sacher, per assaggiare l’originale torta a base di cioccolato e marmellata di albicocca!

Vienna, torta originale dell’hotel Sacher

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Gerardo Della Greca
Classe 1981, salernitano di nascita e residente a Milano da una decina d’anni. Ho da sempre la passione per i viaggi, il cibo, la bicicletta e l’ambiente, che racconto sul mio blog Ruote e Ruoti. Organizzo “pubblicamente” escursioni in bicicletta, di uno o due giorni, da volontario per alcune associazioni di cui faccio parte o per la scuola dei miei figli.
Sul blog racconterò soprattutto le mie esperienze, come ciclo-viaggiatore o come ciclista urbano, sperando di farvi conoscere il piacere di un bel giro in bicicletta e di una bella mangiata e bevuta al termine della pedalata. Se convincerò un solo lettore a mettersi sui pedali, mi riterrò completamente realizzato!

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