Valtellina (SO), terra di vini eroici e muretti a secco

Chi arriva per la prima volta in Valtellina non può che rimanere senza fiato guardando in direzione del versante Retico delle Alpi che fa da confine naturale al vicino Canton Grigione.

L’occhio viene rapito da una ragnatela ordinata di muretti a secco, filari di vite, murache, ossia cumuli di sassi, agghindati in passato con pali di legno incastonati a raggiera, che visti a distanza assomigliavano a istrici giganti.

E pensare che non erano installazioni artistiche, bensì garantivano alla vite un clima più mite negli inverni rigidi del Terziere Superiore.

Queste costruzioni caratteristiche permettevano che il caldo del giorno venisse accumulato dai massi, che di notte lo avrebbero rilasciato lentamente.

Quello valtellinese è un territorio che vive in simbiosi con suoi storici muretti a secco che, se contati, misurano circa 2500 chilometri!

Una vera e propria arte, tramandata da padre a figlio, e giunta così fino a noi.

Scegliere i sassi adatti, dissodare il terreno boschivo, trasportare massi dal fiume, tutto per trovare il giusto incastro per realizzare un puzzle perfetto, che oggi noi possiamo ancora ammirare.

Non per nulla dal 2018 quest’arte è entrata a fare parte della lista dei patrimoni Immateriali dell’Unesco.

Salendo il fondovalle, nel tuo viaggio alla scoperta della Provincia di Sondrio, puoi costeggiare quasi 40 chilometri lineari di zona vitivinicola DOC  e DOCG, uno scrigno di saperi e sapori che ha forgiato la Valtellina e i suoi abitanti.

Non zone pianeggianti, ma versanti a volte anche scoscesi, coltivati a vite fino a quote di 800 metri.

Un territorio che potrebbe sembrarti aspro e poco accogliente, che però i contadini hanno saputo domare, principalmente con la propria forza, perseveranza, consapevoli che per secoli sarebbe stato il pane per vivere.

“Cà vinada l’è mezza sfamada”, recitava così un detto popolare: dove c’era del vino si poteva sperare nella sopravvivenza!

E che vino, direbbero gli intenditori!

Conosciuto come Nebbiolo delle Alpi, ma chiamato da tutti “Chiavennasca”. La traduzione della parola dialettale “ciu” “vinasca” sta a significare il vitigno più adatto a diventare vino di qualità e con ottima resa.

Un vino che ha trovato il suo habitat e degli ottimi padroni di casa: contadini, giovani e anziani, uomini, donne e bambini, che nei secoli hanno saputo eroicamente continuare l’arte della viticoltura, nonostante la fatica fisica, e grazie alla messa in pratica di regole fondamentali.

Certo la natura ha fatto la sua parte!

Un clima adatto: secco e ventilato.

Un’esposizione al sole da fare invidia ad un’isola del Mar Mediterraneo, perché la vite del versante retico viene baciata dai raggi mattutini e poi ancora fino al calar del sole.

Forse hai già sentito parlare di Sforzato, di Valtellina Superiore, o Rosso di Valtellina. Certamente non ti sono nuovi l’Inferno, il Grumello e il Sassella.

Di tipi di vino e di sottozone di produzione ce ne sono, però, molte altre.

Metti in agenda un soggiorno tra le mie vallate, sono certa rimarrai a bocca aperta per le ricchezze di questa terra.

Se ami camminare puoi anche percorrere la “Via dei terrazzamenti”, un sali e scendi tra le vigne e i muretti a secco, che regala scorci panoramici impagabili sul fondovalle.

Lungo il percorso incroci piccoli borghi, numerose chiese, palazzi e ovviamente cantine vinicole.

Quale migliore occasione per conoscere di persona il risultato di anni di storia, se non una visita guidata, magari proprio in vigna?

Dulcis in fundo, non perderti una verticale di vini, in abbinamento ad altre perle della nostra cultura gastronomica come: formaggi DOP, salumi, pane di segale o piatti con protagonista il grano saraceno.

Ti aspetto per scoprire insieme questa magica terra!


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Sono Francesca, guida e accompagnatrice turistica. Il mondo dei viaggi è stato sin da piccola la mia passione. Sono cresciuta macinando chilometri a bordo di un camper, passando da villaggi turistici, dove ho fatto l’animatrice, a info point, fino a laurearmi in scienze del turismo e organizzazione di eventi culturali. Dal 2011 accompagno viaggiatori curiosi a bordo del famoso Trenino rosso del Bernina, patrimonio mondiale Unesco!
Le mie visite guidate sono un carosello di sali e scendi, tra i capolinea della ferrovia, Tirano e St. Moritz e le sue fermate più entusiasmanti, tra Italia e Svizzera, tra Valtellina ed Engadina. Adoro arricchire i miei racconti con aneddoti curiosi e gustose parentesi enogastronomiche. Non cambierei per nulla al mondo il mio “ufficio itinerante”, ma volentieri ti invito a bordo: che aspetti, parti con me!

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