L’antico canale a Nord di Bologna

Lungo il bel Navile Blu

Bologna non solo la città Rossa, ma anche verde e blu! Verde come il colore della natura che la circonda, dai suoi famosi colli ai vari parchi urbani (tutti estremamente interessanti, ve ne parlerò di sicuro!) e blu come i suoi tanti canali che da secoli l’attraversano.

Si esatto, i canali a Bologna! Una città di pianura, nel cuore dell’Emilia, senza affaccio sul mare o su un grande fiume…ma che ha saputo organizzare con estrema efficienza la sua sopravvivenza idrica già nel XIII secolo.

Diversi erano i corsi d’acqua passanti per il centro urbano, profondamente diverso dall’attuale e molto simile a un paesaggio del nord Europa. Oltre all’indubbio fascino i canali svolgevano funzioni importanti per la vita pratica dei bolognesi: il settore produttivo (gli opifici, i mulini, i pellatoi..), l’approvvigionamento idrico dei pozzi e le vie di comunicazione.

Canale Navile nel passato

Proprio tramite alcuni corsi d’acqua, fossati e rudimentali porti da Bologna era possibile raggiungere il grande fiume Po, vera e propria autostrada del passato, e stabilire una connessione con le città di Ferrara e Venezia.

A causa del terreno paludoso e instabile spesso queste rotte fluviali erano soggette a interruzioni e frane nonché veri e propri impaludamenti.

Ma grazie alle moderne tecnologie e ai continui lavori di mantenimento oggi alcune di queste antiche vie d’acqua sono state riportate alla luce e restituite ai bolognesi come ulteriore angolo verde della città.

Vi porto quindi a passeggiare con me lungo il Canale del Navile, il più signorile dei canali cittadini in quanto realizzato nella sua forma attuale secondo le precise indicazione di Giovanni II di Bentivoglio, potente sovrano bolognese, alla fine del 1400.

Siamo nella zona nord ovest di Bologna, fuori dalle antiche mura cittadine, in direzione della pianura padana e quindi del Po. Il tracciato originale di questo canale parte in realtà più centrale, poco lontano dall’attuale autostazione cittadina, ma prosegue per diversi km sottoterra attraversando una parte molto urbanizzata.

Percorso

Ritroviamo il corso d’acqua non lontano dal sottopasso ferroviario in direzione ovest, ma si tratta di una porzione ancora in fase di restauro e in attesa di esser collegata con il resto del percorso. Per questo motivo la nostra passeggiata inizia qualche passo dopo, all’uscita del parco urbano di Villa Angeletti e prosegue in direzione nord. Il Navile – il cui nome deriva proprio dalla sua funzione di esser navigabile per le barche dette navi – scorre ininterrottamente per circa 36 km e incontrare poi il fiume Reno nel quale confluire e giungere fino al Po (o al mare, come successe anche in passato causa improvvisi cambi di rotta!).

Ma niente paura, la nostra passeggiata sarà ben più breve!

Nella prima parte il sentiero, ben battuto, è una vera camminata urbana poiché si costeggia il canale, ma anche un’area abitata e un’ulteriore aerea ora adibita a polo Universitario (Facoltà di Fisica e Astronomia dell’Alma Mater Studiorum), mantenendo però il giusto equilibrio tra natura e presenza umana.

E tra le piante emerge ora la prima, grande costruzione ingegneristica del passato: il sostegno del Battiferro. Questi sostegni erano un complesso sistema di chiuse per permettere la navigazione superando i vari dislivelli naturali del terreno, alzando o abbassando il livello dell’acqua. Le imbarcazioni, spesso trainate da cavalli lungo il sentiero, entravano nei sostegni e le varie porte (dette poi vinciane dall’invenzione del grande L. Da Vinci) regolavano il flusso dell’acqua consentendo alle barche di proseguire. Il sostegno del Battiferro è particolarmente scenografico in quanto di grandi dimensioni e ben restaurato nel corso dei secoli, portando ancora oggi e ben visibile lo stemma papale del XVI. Attorno a esso sorgevano nel passato diverse attività lavorative, per la lavorazione di ferro e metalli – da cui il nome del Battiferro – e delle fornaci, una della quali ospita l’’interessante museo del Patrimonio Industriale cittadino (dalla macchina per i tortellini alle Maserati!).

Qualche gradino permette di scendere comodamente a livello del letto del canale e la prospettiva diventa sempre più suggestiva: il Canale Navile adesso è diviso in due rami distinti che sono il canale a ponente (sinistra) chiamato Canalazzo, e usato come scolmatore per la regolazione del flusso delle acque dell’altro canale, a levante (destra) detto Fossetta usato per la navigazione.

La passeggiata prosegue seguendo il corso parallelo dei due canali che oltrepassano i ponti del corso ferroviario e della tangenziale, regalando alcuni spunti fotografici inconsueti ma affascinanti per gli amanti dell’architettura.

Raggiungendo il secondo sostegno detto del Landi, ancora in fase di recupero, la vegetazione si fa più ordinata e bassa grazie ai nuovi lavori di pulizia; pochi mesi fa invece l’atmosfera era più selvaggia e caotica impendendo la buona veduta del paesaggio.

Uno dei miei punti preferiti è invece il successivo sostegno, del Torreggiani (l’architetto incaricato nel XVI secolo di terminare l’opera) composto dalla casa di manovra – centro pulsante del sistema – dalla originale conca di navigazione e da alcuni edifici. Quando il corso d’acqua è a pieno regime e la natura in fiore come in questi giorni il colpo d’occhio è davvero molto affascinante! E merita sicuramente la passeggiata!

Il corso del Navile sta avvicinandosi alla fine del territorio comunale di Bologna per incontrare il prossimo paese, Castel Maggiore. La città si allontana sempre più e anche i paesaggi si fanno più agricoli, tra aree verdi e campi, di splendidi girasoli in estate.

Mantenendo la direzione Nord si incontra il famoso “ponte della bionda” , un manufatto di fine ‘600 usato come passaggio dei cavalli che trainavano le imbarcazioni. Approfittando dell’allargamento naturale del terreno questa area permetteva ai barcaroli di fermarsi e riposare, offrendo anche una piacevole e amorosa sosta dalla bionda – una signora del luogo sempre a caccia di nuovi clienti! Ecco spiegato il nome popolare del romantico ponte a schiena d’asino di secoli lontani!

Ancora oggi ha sede in quella piccola radura l’Arena del Navile, un punto di riferimento importante dell’Associazione “Il Ponte della Bionda” , dedita alla cura e al mantenimento di questo angolo verde bolognese. Negli scorsi anni, in un contesto dal fascino surreale e cinematografico, si tenevano diverse attività di intrattenimento e enogastronomia. Speriamo tutto torni attivo nel più breve tempo possibile!

E mentre il Navile prosegue placido, la mia passeggiata quotidiana si ferma qui e torno lentamente verso casa a Bologna. Non a caso ho usato la parola quotidiana, durante i difficili mesi della pandemia questa passeggiata è stata la mia vera valvola di sfogo, permettendomi un rifugio sicuro e nella pace della natura.

Per circa 90 minuti – il percorso è lungo circa 5,8km in totale – staccavo dalla paurosa realtà e mi rilassavo grazie allo scorrere dell’acqua, alla presenza degli edifici storici e alla bellezza complessiva del paesaggio così armonioso.

Ora che la vita sta tornando alla normalità non posso dimenticare di segnalare la presenza di una delle più rinomate Trattorie bolognesi proprio a metà del percorso del Canale, la famosa “Da Sandro – al Navile”

Non ci sono quindi più scuse per non mettersi le scarpe comode e fare una bella passeggiata tra gusto, natura e storia!


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LINDA VERONESE
Veneta di nascita, ma da oltre dieci anni emiliana per scelta, prima a Ferrara e ora stabilmente a Bologna.
Ho iniziato a viaggiare e visitare Musei fin dall’infanzia, imparando a camminare negli scavi archeologici di Aquileia e correndo tra i lunghi corridoi degli Uffizi!  L’amore per la cultura mi ha portata al conseguimento della Laurea Triennale in “Scienze del Turismo Culturale” presso l’Università di Ferrara e in seguito ho ottenuto la specializzazione in “Storia dell’Arte” all’Università di Bologna. Dal 2013 sono guida e accompagnatrice turistica abilitata per le lingue italiano e tedesco, ma lavoro nel campo turistico da oltre un decennio come agente di viaggi.  Attraverso l’attività di guida mi impegno per valorizzare il nostro straordinario patrimonio culturale, con particolare attenzione al mondo della creatività contemporanea, per esempio organizzando cinetrekking con utilizzo di materiale multimediale, percorsi di architettura e urbanistica, visita di mostre d’arte e passeggiate letterarie.
Come accompagnatrice collaboro con un importante Tour Operator nazionale con focus Italia ed  Europa – in primis Germania, Austria e Europa centrale. Trovo ogni viaggio un’occasione di confronto con persone e culture diverse perché, proprio come sostiene Voltaire,  “È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”.

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