Pistoia, un valzer con Cenerentola – Dar da mangiare agli affamati

Una delle opere d’arte più famose di Pistoia è sicuramente lo stupefacente fregio di terracotta invetriata sulla facciata dell’ex ospedale del Ceppo.

Tutto inizia nel 1277, quando una ricca coppia di Pistoia vede in sogno la Madonna che indica loro di cercare un tronco d’albero fiorito d’inverno e di costruire in quel luogo un ospedale.

Sulla riva del fiume Brana, che scorre nel fossato delle mura, i nostri due benefattori trovano il ceppo fiorito e iniziano a costruire l”ospedale,

Fin qui la leggenda, ma l’ospedale più importante di Pistoia sorse davvero a partire dal 1277  grazie alle donazioni di benefattori, proprio accanto al fossato delle mura. E grazie alle donazioni divenne ben presto grande e ricco, proprietario di case, di terreni e di un notevole patrimonio.

Tutto questo scatenò la cupidigia delle fazioni cittadine che cominciarono a contendersi il titolo di “spedalingo”. Oggi diremmo di direttore amministrativo e forse anche sanitario. Le famiglie più potenti non ambivano certo a dirigere l’ospedale bensì a gestirne il grande patrimonio.

Alla fine del ‘400 queste contese sfociarono, come spesso a Pistoia, in una vera e propria guerra civile, finché Firenze, che da quasi un secolo aveva esteso il suo potere sulla città, non decise di prendere in mano la situazione. Nominando uno “spedalingo” fiorentino.

Era un frate, Leonardo Bonafede, che già dirigeva l’antico ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze. Per il nostro ospedale fu una fortuna, perché il buon frate, amministrando saggiamente, riordinò le finanze, migliorò i servizi e, dicono le cronache, “non pensò alle sue tasche ma al bene degli ammalati…”!

Così l’ospedale prosperò e crebbe ancora e diventò anche molto bello.

Da bravo fiorentino lo “spedalingo” fece infatti costruire una bella loggia e chiamò a decorarla due botteghe fiorentine: i Della Robbia e i Buglioni, che tra il 1525 e il 1530 crearono un’opera unica al mondo!

La bottega dei Della Robbia esisteva già da tre generazioni. Erano stati loro a “inventare” la terracotta invetriata che ha caratterizzato con le sue forme eleganti e i suoi colori vivaci il Rinascimento fiorentino. Giovanni della Robbia produsse per l’ospedale di Pistoia i medaglioni che decorano la parte bassa della facciata. Il segreto della realizzazione degli splendidi colori era stato però carpito loro da Benedetto Buglioni (Vasari dice grazie ad una donna che tradì per amore…chissà!?) e proprio il suo successore, Santi Buglioni, lavorò al lungo fregio nella parte alta, che rappresenta Le sette Opere di Misericordia corporale.

Un’opera unica al mondo! Una facciata spettacolare che da lontano colpiva viandanti e pellegrini che vi si avvicinavano. E che ancora oggi stupisce per la vivacità dei colori e la quantità di dettagli.

Ne riparleremo in uno dei prossimi appuntamenti, ma ora sarà già l’ora di andare a mangiare e vorrei descrivervi una delle scene più vivaci.

Le scena rappresenta ovviamente “Dar da mangiare agli affamati” ed è la penultima verso destra.

Da una lato c’è una tavola a cui siedono già tre persone, probabilmente pellegrini dato che uno di loro ha una borraccia legata alla cintura. E’ divertente riconoscere su un vassoio quello che potrebbe essere un pollo, mentre un inserviente porta un vassoio con qualcosa che potrebbe essere una zuppa e uno dei commensali addenta già un pezzo di pane. Ma il primo, quello seduto verso di noi, non mangia ancora e indica con la mano l’atto di misericordia che viene fatto dando loro da mangiare, quasi come voler invitare anche noi a seguire l’esempio.

In mezzo è come sempre il nostro spedalingo che si è fatto rappresentare in tutte le scene. Sta portando per mano un povero particolarmente malconcio ed emaciato, invitandolo a sedersi anche lui alla mensa. Sulla destra invece si svolge una scena molto vivace. Un ricco ed elegante signore esce dall’ospedale seguito da alcuni inservienti che portano ceste colme di pane. Dal lato destro della scena si accalcano dei poveri che chiedono di ricevere il pane, fra cui l’ultimo è un povero cieco che avanza a tentoni. E proprio accanto al ricco signore una mamma spinge avanti il suo bambino facendogli segno di farsi avanti. Cosa che lui si affretta a fare, tirando il signore per il mantello.

Be’, dopo tanta bellezza ci vuole proprio una pausa.

Non lontano da qui c’è una trattoria tradizionale, che si chiama “La Bettola”. Potrete gustare la cucina tradizionale toscana che, come si sa, affonda le sue radici nella cucina contadina.

Molti piatti a base di pane, che non doveva mai essere sprecato. Ecco quindi crostini tradizionali con la salsa di fegatini di pollo, bruschette farcite con pomodoro o con funghi, la tradizionale “fett’unta”, pane arrostito e condito con aglio e ottimo olio toscano. E poi la pappa col pomodoro, la zuppa di verdure con il pane, i tipici affettati toscani accompagnati da pane “sciocco” dalla crosta croccante, cioè senza sale, perché i nostri salumi sono già molto saporiti. E molto altro ancora…Il tutto annaffiato da un buon vino rosso. Buon appetito!

Io intanto vi aspetto al prossimo appuntamento per svelarvi i dettagli delle altre scene di questo splendido fregio!


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Laura Galigani – Centro Guide Pistoia
Il Centro Guide è nato nel 2001 da gruppo di guide turistiche abilitate per Pistoia e in alcuni casi per altre provincie della Toscana. Siamo laureati in diverse discipline, dalle lingue alla storia dell’arte.
 Offriamo visite guidate della città a cadenza regolare sia per i turisti che viaggiano individualmente, che per gruppi che provengono da tutto il mondo. Inoltre, prepariamo visite a tema e notturne che spesso coinvolgono anche i pistoiesi. Vi aspettiamo!

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