Alla scoperta della Sardegna – Escursionismo e sostenibilità ambientale

Sono da sempre sensibile ai temi della sostenibilità nei suoi risvolti ambientale, sociale ed economico e, sin da quando ho iniziato la mia attività di guida ambientale escursionistica, ho cercato di vivere questo valore nelle mie attività, ritenendo che sia questa la strada per garantire un futuro a Madre Terra che ci ospita e un ambiente vivibile a chi verrà dopo di noi.

Credo anche che ogni persona, e se mi permettete ancora di più chi, come me, decide di intraprendere questa attività, abbia la responsabilità di testimoniare con le proprie azioni questi valori, riflettendo nell’agire l’aderenza a questo modo di vivere e concepire il mondo.

Per quanto riguarda l’attenzione alla componente ambientale, numerose sono le azioni concrete da compiere: rispettare la flora – pensiamo alla raccolta indiscriminata di funghi, a chi non rispetta le specie non commestibili, anzi le rimuove volontariamente – e la fauna, non asportare rocce etc dal mondo naturale, non calpestare le dune, evitare di frequentare siti sensibili nel periodo riproduttivo, evitare grida, schiamazzi e disturbi alla fauna in ogni periodo dell’anno, non accendere fuochi in luoghi o periodi proibiti, non offrire cibo ai selvatici, evitare di manipolarli o toccarli per non favorire la confidenza con la specie umana snaturando i comportamenti naturali delle specie selvatiche. La manipolazione può infatti creare conseguenze a livello sanitario, attraverso la trasmissione reciproca di batteri e virus cutanei.

Richiamo qui l’attenzione ad evitare di toccare gli anfibi, che hanno una cute particolarmente delicata e sensibile alla contaminazione batterica, virale e fungina (clicca qui per leggere l’articolo sull’Acquatrekking).

Ritengo sia fondamentale spiegare le motivazioni dei divieti, per contribuire a sensibilizzare e far comprendere il ruolo fondamentale che ogni persona ha. Invitiamo tutti a non abbandonare rifiuti di nessun tipo in nessun luogo, anzi a raccoglierli e rimuoverli, compresi i rifiuti o residui organici.  Uno studio effettuato in alcuni Parchi Nazionali, italiani ed europei, ha stabilito, infatti, che i punti di sosta degli escursionisti sono generalmente gli stessi; quando vengono lasciati residui di cibo in questi luoghi, la fauna selvatica si abitua a frequentarli perché trova cibo abbondante. Questo si traduce in un aumento del tasso di malattie infettive perché gli individui entrano in contatto tra loro più spesso; inoltre il cibo lasciato dall’uomo non è quello che la fauna trova in natura e può creare gastroenteriti; e ancora, il cibo viene manipolato con le mani, che hanno una microflora simbionte innocua per l’uomo ma non altrettanto o addirittura dannosa per i selvatici.

Altri comportamenti da evitare sono condurre il proprio cane nelle aree naturali camminando fuori dai sentieri, specie nel periodo riproduttivo, perché i selvatici avvertono il cane e l’uomo come predatori e reagiscono allontanandosi dall’ambiente che frequentano. Pensiamo al caso di una femmina, che, in seguito al disturbo, si allontani dal cucciolo esponendolo alla predazione. Uno studio effettuato in alcuni Parchi Naturali italiani e europei ha accertato che il disturbo sui selvatici creato da una persona che cammina sul sentiero è molto inferiore a quello creato da una persona che cammini fuori sentiero, nonché da una persona che cammini col cane o da un gruppo chiassoso. Camminare su un sentiero è più sicuro (non ci si perde!), aiuta a tenere il percorso attivo e quindi più riconoscibile e soprattutto evitiamo di calpestare specie botaniche, spesso di interesse conservazionistico, di piccole dimensioni e quindi scarsamente osservabili.

Un altro capitolo sul disturbo riguarda l’ingresso nelle grotte; nel periodo freddo dobbiamo prestare attenzione al fatto che la nostra presenza può “attivare” i Pipistrelli eventualmente, in un periodo critico del loro ciclo vitale, in quanto il dispendio energetico necessario per il volo di allontanamento può essere eccessivo fino a provocarne la morte.

Per gli uccelli il periodo critico è quello riproduttivo: dalla cova, quando l’eventuale involo dell’adulto, allo scopo di distrarre il potenziale predatore, aumenta il rischio di predazione al nido di uova o nidiacei, al periodo di allevamento prima dell’involo o. ancora prima, specie lungo le rive dei corsi d’acqua o delle spiagge, rischiamo di distruggere, anche senza accorgerci, le uova dei limicoli, specie a rischio proprio per la vulnerabilità al disturbo.

Le guide ambientali della Rete Ecoturismo Sardegna, a cui appartengo, prestano particolare attenzione a queste pratiche, nell’ottica di un turismo sostenibile, in grado di farci apprezzare meglio l’ambiente naturale in tutte le sue componenti. Se siete interessati ad approfondire la tematica o volete fare un’esperienza sul campo nella nostra splendida Isola, contattatemi!


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Ciao, sono Stefania Contini, una Guida Escursionistica Ambientale iscritta al Registro Regionale della Regione Sardegna. Sono una Biologa e Naturalista, Dottore in Ecopatologia della Fauna Selvatica, amo molto la mia Terra; dopo un percorso di formazione articolato ho capito che la mia vocazione è quella di accompagnare le persone “Alla scoperta di..”: è questo il nome della ditta individuale con cui esercito l’attività di guida nella gran parte del territorio sardo. Vivo nel sud-est dell’Isola, dove ho aperto il B&B Sette Fratelli, situato ai piedi della foresta omonima. Vi aspetto!

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