Nazaré e il curioso fenomeno delle onde giganti

La piccola località di pescatori di Nazaré è uno dei rari casi in cui il fenomeno mediatico che si è sviluppato attorno al suo nome si fonda su solide realtà.

Protagonista fissa di quasi tutti i principali notiziari italiani, almeno una volta l’anno Nazaré viene citata per il fenomeno delle onde giganti che richiama, da tutto il mondo, appassionati e semplici curiosi disposti a passare anche intere giornate accampati nella speranza di vedere una delle frequenti “big waves”: onde di una dimensione assurda.

Chiamato in origine Pederneira, si tratta di un vero e proprio villaggio di circa 10mila anime, per lo più dedicate alla pesca.

Il nome Nazaré deriva dalla leggenda associata al luogo secondo la quale, nel 1182, D. Fuas Roupinho, governatore di Porto de Mós, località situata a circa 15km, durante una battuta di caccia si trovò nel mezzo di una fitta nebbia proprio mentre avvistava un cervo. Nell’inseguirlo, D. Fuas si isolò dai compagni dirigendosi verso la parte alta della costa fino ad arrivare al limite del suo precipizio. Resosi conto del pericolo, realizzò che si trovava proprio accanto a una grotta dove si venerava l’immagine di un Vergine col bambino. A voce alta esclamò: “Signora proteggimi!” e di immediato il cavallo si bloccò a pochi centimetri dal precipizio, salvando il cavaliere da morte certa.

L’immagine venerata era quella di Nostra Signora di Nazaré.
Oggi nel luogo dell’avvenimento troviamo una chiesa a lei dedicata, fatta realizzare dal re D. Fernando. Si tratta dell’immagine di una Vergine Nera, alta circa 25cm, scolpita in legno.

Il suo culto divenne così diffuso che, durante l’epoca delle scoperte marittime, lo stesso Vasco da Gama venne in pellegrinaggio sia prima che dopo il suo viaggio in India.

Nei pressi della chiesa dove è possibile ammirare l’immagine sacra della Vergine troviamo una bellissima vista panoramica dalla quale è possibile ammirare tutta la spiaggia di Nazaré.

A far compagnia alla moltidutine dei turisti presenti, troviamo le immancabili donne nazarene, la cui caratteristica identificativa sono le famose “sete saias”, ovvero le sette gonne.

Vari sono stati i tentativi di dare una spiegazione all’abbigliamento tipico locale ma nessuna è stata mai realmente confermata. Sicuramente, anche in questo caso, è la pesca il comune denominatore.
Voci di popolo dicono che si tratti delle sette virtù, altre voci narrano dei giorni della settimana o dei sette colori dell’arcobaleno in un insieme di relazioni simboliche con il mondo biblico e magico.

La cosa certa è che l’oceano è freddo. Freddissimo direbbe qualcuno.
E allora ecco che le donne nazarene erano solite aspettare i propri familiari usciti in mare sedute sul lungomare e quindi avevano bisogno di coprire tutto il proprio corpo. In questo modo nulla di meglio che vestire varie gonne e, quando era necessario, con gli strati superiori coprivano la testa e le braccia, mentre con gli strati inferiori potevano coprirsi il resto del corpo.
Ecco la ragione del numero così elevato di gonne che utilizzavano.

L’utilizzo, ai giorni nostri, di questa usanza si deve al fatto che ormai la donna nazarena è entrata nell’immaginario collettivo e la voglia di mantenere viva questa tradizione è forte.
Una tradizione che il turista ammira sempre con grande curiosità e interesse.

Ma avranno realmente sette gonne queste donne?
In quanti ci saremo fatti la stessa domanda… ebbene nel maggio del 2018, mentre ero in viaggio con il Gruppo Torratike che saluto con grandissimo affetto, ecco la svolta: scopriamolo!

E fu allora che, dopo aver ricevuto il permesso da parte della nazarena di turno e in cambio di almeno non so quanti soldi che le abbiamo lasciato in frutta secca varia, siamo riusciti a sconfinare, osservando realmente cosa si nascondesse sotto alle gonne di queste donne!

La scoperta può tranquillizzare tutti. Pare che realmente siano sette le gonne da lei indossate. Possiamo dormire sogni tranquilli!

Ma perché le onde di Nazaré sono così grandi?

La Praia do Norte di Nazaré è il punto in cui termina un enorme canyon sottomarino. Il canyon, lungo 230 km e profondo fino a 5, si esaurisce a un chilometro dalla spiaggia. L’effetto imbuto creato dal canyon, con la complicità dei forti venti invernali, genera onde che possono superare i 30 metri di altezza. Questi giganti del mare hanno una forza e una velocità spaventosi che solo pochi big wave riders hanno avuto il coraggio di sfidare.

Pochi giorni fa è stato annunciato il nuovo record. L’eroe questa volta è il tedesco Sebastian Steudtner che, nell’ottobre 2021, è riuscito a surfare un’onda alta 26,21m. L’annuncio è stato fatto dopo che l’onda è stata omologata dalla Lega Mondiale di Surf e convalidata dal Guinness World Records attraverso una serie di immagini analizzate minuziosamente da un sistema informatico che ne stabilisce l’altezza e l’angolazione.

L’appuntamento è per il prossimo mese di novembre quando comincerà una nuova stagione di big waves!


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CARMINE PUGGILLO
Napoletano di origine, arrivo in Portogallo nel 2011 come molti altri giovani per il progetto Erasmus e me ne innamoro.
Laureato in Archeologia e Storia delle Arti, oggi sono guida turistica.
Odio il poco produttivo “turismo ignorante” di massa e per questo ho deciso di mettermi in proprio mostrando a modo mio, con gli occhi di un innamorato, quello che mi ha convinto a restare in un posto così piccolo.
Le leggende sono la cosa che più mi piace tramandare e le strade di Coimbra ne sono piene.

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