Il Teatro Alla Scala di Milano

Com’è nato il “tempio della lirica”?

Ti racconterò la storia e l’origine del nome del Teatro Alla Scala, istituzione artistica riconosciuta in tutto il mondo, per un vero e proprio viaggio nel passato!

Il Teatro alla Scala, anche conosciuto semplicemente come La Scala, è stato costruito a partire dal 1776, quando il Salone Margherita (un teatro ligneo presente nella zona del Palazzo Reale dal 1598) era stato inghiottito dalle fiamme dopo la festa del sabato di Carnevale.

I nobili, che si recavano spesso a teatro, chiesero subito che si ricostruisse il loro luogo di ritrovo preferito! L’epoca di cui ci occupiamo è quella nella quale Milano è dominata dalla famiglia imperiale d’Austria. All’imperatrice Maria Teresa parve opportuno utilizzare l’area dove sorgeva una chiesa medievale, intitolata a Santa Maria alla Scala. Questa, dunque, l’origine del nome che potrebbe sembrare curioso. I soldi per la nuova costruzione vennero raccolti vendendo la proprietà dei nuovi palchetti e gli aristocratici di Milano non si tirarono indietro. La Scala venne così inaugurata il 3 agosto del 1778 e la prima opera messa in scena fu L’Europa riconosciuta di Antonio Salieri, composta appositamente per questa occasione!

Il teatro era dunque il luogo di ritrovo più importante di Milano, negli spazi brulicanti di gente, nobili, servitù, ma anche ceti meno abbienti, si seguivano gli spettacoli, ma si imbastisvano moltissime altre attività, tra le quali il gioco d’azzardo, vietato dal 1788 in città, ma prezioso strumento per far “cassa” e pagare i dispendiosi spettacoli.

Nel 1808 un noto impresario teatrale, Domenico Barbaja, ottenne la concessione dei giochi d’azzardo alla Scala e, per intrattenere  i giocatori, inventò la bevanda che da lui prende il nome… questa bevanda, amata nell’Ottocento, era ancora di gran moda negli anni ‘30 del Novecento e gradualmente andò scomparendo tra gli anni 50 e 70… Nell’aprile 2008 la Barbajada ha ricevuto la De.Co., il riconoscimento dato dal Comune di Milano ai prodotti gastronomici legati alla tradizione della città.

In epoca napoleonica il teatro assunse un respiro internazionale che lo caratterizzò per tutta la sua storia a venire: grandi compositori ed interpreti si susseguirono facendo della Scala “il primo teatro del mondo, perché è quello che dà il massimo godimento musicale” a parere di Stendhal, anno 1816.

Tra alti e bassi, sia per le vicende amministrative, sia storiche, il teatro proseguì la sua attività, con un progressivo mutamento delle dinamiche “di potere”… l’influenza di palchettisti ed impresari teatrali venne pian piano limitata a favore di una più specializzata direzione artistica, cambiamento fortemente influenzato anche da Arturo Toscanini, scaligero dal 1895.

Qualche nota sull’architettura

Il progetto iniziale venne assegnato all’architetto neoclassico Giuseppe Piermarini, scelto personalmente dall’Arciduca d’Austria. La facciata dell’edificio rispetta i canoni  del periodo: colonne, pilastri, frontoni e proporzioni “filologicamente corrette” erano gli elementi principali. Originariamente l’interno prevedeva 6 file di palchetti, disposti intorno ad uno spazio a forma di ferro di cavallo, mentre lo spazio della platea ospitava sia l’orchestra, sia il pubblico munito di sedili mobili per una capienza di circa 3000 unità. L’architetto aveva sperimentato una particolare copertura che doveva favorire la diffusione del suono. La fruizione del teatro era assai varia, vista l’importanza sociale che gli era attribuita. Più volte rimodernato (viene ampliato il palcoscenico, corredato di corpi esterni e decorato in stili diversi) il teatro venne provvisto del monumentale lampadario che ancora oggi impressiona i visitatori.

Oggi l’accesso al teatro, oltre che per le rappresentazioni, è possibile, se non ci sono prove o spettacoli in corso, attraverso l’apertura di alcuni palchi legati al percorso museale annesso al terzo ordine.

Chi è appassionato di teatro in genere e della storia del Teatro alla Scala allora non dever farsi mancare una visita al Museo Teatrale alla Scala. Fondato nel 1913, si trova sulla sinistra guardando la facciata del teatro, nella zona degli uffici Ricordi.

Qui si può fare un percorso indietro nel tempo, in una potente immersione tra dipinti, manifesti, strumenti musicali, gioielli di scena e oggetti quotidiani dei nobili spettatori scaligeri. Li accompagnano partiture originali e altre curiosità che riguardano il mondo del palcoscenico, visto che l’istituto culturale ospita una preziosissima e ricchissima biblioteca specialistica, nei cui locali spesso si trovano interessanti mostre monografiche che spesso permettono di vedere costumi e bozzetti di scenografie originali, insieme e foto e documenti d’epoca.

Un’ampia sezione del museo è dedicata ai compositori che hanno collaborato con il teatro, tra i quali prevale la figura di Giuseppe Verdi, che proprio Alla Scala debuttò, ma che con la gestione contemporanea del teatro ebbe un tormentato rapporto “riconciliandosi” con il teatro di Milano solo in occasione dei suoi ultimi lavori.

Vi aspetto per scoprire insieme questo affascinante luogo!


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SARA NUZZI
Da quando ho memoria dei fatti della mia vita, ricordo che in famiglia siamo sempre andati a scoprire musei e monumenti di ogni luogo visitato. Sono cresciuta col desiderio di capire sempre di più luoghi, monumenti, persone, vite. Ho frequentato l’Università Statale, dove mi sono laureata in lettere classiche, indirizzo archeologico, e dove ho inoltre conseguito, dopo aver frequentato con borsa di studio, il Diploma di Scuola di Specializzazione in Archeologia Classica. In quel periodo mi sono specializzata nella conoscenza delle vicende storiche della Magna Grecia e ho cominciato a lavorare nel campo della divulgazione. Da allora, infatti, collaboro con la società che fornisce attività didattiche al Museo Archeologico. Ho esperienza anche in campo etnografico, avendo vinto nel 2009 un bando per attività divulgative nei musei di Sondrio, Bormio, Valfurva. Col tempo ho però ampliato i miei interessi al territorio della Lombardia e ad altri ambiti: un incarico presso il Museo Etnografico Testorelli (SO) e il conseguimento dei patentini di Guida e Accompagnatore turistico, mi hanno spinta ad interessarmi del mondo a 360 gradi e a proporre itinerari tematici disparati. Ho voluto impegnarmi anche per la mia categoria, spesso misconosciuta, assumento la carica di Consigliera nell’associazione di guide Confguide-Gitec e contestualmente opero nel Consiglio del Terziario Donna di Confcommercio Milano-MonzaBrianza-Lodi. Sulla mia Pagina FB trovate i podcast di una recentissima  collaborazione con radio RPL in cui illustro itinerari dedicati alla riscoperta di Milano e della Valtellina.

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