Finestra sull’Arte – Paesaggio con camion di Mario Sironi

La durezza della modernità

Mario Sironi, Paesaggio con camion, 1920 circa, Milano, Pinacoteca di Brera

A partire dal secondo decennio del Novecento, Mario Sironi è tra i principali protagonisti delle vicende artistiche milanesi, alle quali prende parte nella duplice veste di pittore e di esponente di punta del dibattito culturale. Dopo una partenza di orientamento cubofuturista, dal 191 Sironi approda a un linguaggio originale, caratterizzato da figure sinteticamente architettoniche e serrate, immerse in un clima dalle tinte fosche e cupe che ben esprimono la sua visione del mondo.

Tale linguaggio trova la sua espressione più alta nella rappresentazione di squallide e deserte periferie urbane costellate di imponenti caseggiati popolari, fabbriche dalle ciminiere fumanti, gasdotti, ferrovie e strade inanimate che sembrano alludere a una desolata condizione esistenziale.

Questo sentimento viene sottolineato ulteriormente dalle prospettive applicate agli edifici e alle strade, dall’impiego di una tavolozza quasi monocroma giocata sulle gamme dei bruni, degli ocra, dei bianchi calcinati, dei grigi e dei neri.

In Paesaggio con camion la composizione è costruita con un orizzonte altissimo che valorizza il ruolo del vasto stradone in primo piano, concepito come un ampio e deserto palcoscenico solcato da un camion in solitaria marcia verso sinistra. Il senso di malinconia e di solitudine della scena è accentuato dall’assenza di figure umane e dal cupo e interminabile muro oltre il quale, stagliato su un cielo privo di nuvole, si intravedono la cima di una gru e le proporzioni superiori di anonimi caseggiati popolari.

La violenza della luce meridiana è evocata dalle ombre pesanti e catramose che cingono le architetture, concepite come solidi squadrati ed elementari, e dalla qualità dei colori, stesi con lisce pennellate nelle tonalità austere del marrone, del beige, dell’ocra, del nero.

Benché l’atmosfera di rarefatta sospensione e di immobilità delle cose mostri evidenti legami con le opere metafisiche di Carrà e di De Chirico, nulla di arcano o di magico traspare dal dipinto. Obbiettivo di Sironi non sono infatti lo straniamento e lo stupore metafisico, bensì l’aspra messa in scena della condizione meccanica e disumana che caratterizza la contemporanea vita urbana <<dove tutto è simbolo funesto e presagio oscuro di una condizione di pena>> (G. Anzani).

A soli dieci anni dalle esaltazioni futuriste della città moderna e industriale, l’interpretazione di Sironi ne offre un’immagine radicalmente diversa, mettendo a nudo le contraddizioni e la disperazione prodotte da uno sviluppo urbano tanto rapido e caotico quanto indifferente ai destini degli uomini e alla qualità della loro vita. In questo senso le opere del pittore possono essere utilmente paragonate alle “acide” e labirintiche vedute urbane di Ernest Ludwig Kirchner e di George Grosz, benché siano del tutto prive delle implicazioni politiche e di denuncia sociale proprie dei due maestri tedeschi.

Analoghe considerazioni possono essere svolte per l’opera Fabbriche e ferrovia, costruita con dense pennellate di colore bituminoso che avvolge ogni cosa: il caseggiato in primo piano, la fabbrica dalle alte ciminiere fumanti, le rotaie della ferrovia e perfino il cielo, costruito come un muro opaco e fuligginoso. A sua volta prima di presenze umane, la veduta è resa tanto più tetra dal ritmo spezzato della composizione, dalle prospettive sfuggenti verso l’esterno della tela, dalle ombre nette e pesanti che si aggrumano minacciose intorno alle cose.

Mario Sironi, L’aeroplano, 1916, collezione privata
Mario Sironi, Fabbrica e ferrovia, 1920 ca. Milano, Pinacoteca di Brera

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Alice Brivio
Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!

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