Chiese di campagna e lazzaretti tra Vittuone e Magenta (MI)

La chiesa di Santa Maria al Lazzaretto a Vittuone

Estate è tempo di stare all’aperto, di lunghe corse in bicicletta attraverso i sentieri delle nostre campagne, di passeggiate all’ombra dei boschi o presso assolati campi di grano.

Ecco dunque che si profila davanti ai nostri occhi un piacevole percorso che è possibile compiere in autonomia e senza particolari difficoltà, magari con l’ausilio di una bicicletta, apprezzando quelle che sono le bellezze storiche e naturalistiche del nostro territorio in poche, semplici tappe.

Partiamo da Vittuone, piccolo borgo nel milanese, dove alla periferia sud dell’abitato, immerso in un grande bosco dalla vegetazione lussureggiante, si fa spazio una piccola radura che accoglie la chiesa di Santa Maria al Lazzaretto.

L’edificio, costruito nel XVII secolo, servì ad accogliere i malati della peste manzoniana del 1630 ed attualmente è rimasto quale cappella campestre a ricordo di una tragedia che, in questi tempi di COVID, sembra quanto mai attuale.

In facciata, un grande dipinto del pittore arlunese Rodolfo Gambini del 1891 (oggi in gran parte corroso dal tempo e dalle intemperie) delinea le figure di San Rocco (patrono degli appestati), San Sebastiano e San Carlo Borromeo nell’atto di comunicare un appestato, fatto che effettivamente avvenne più volte in occasione delle numerose visite del santo arcivescovo milanese dalle nostre parti nell’ultimo quarto del Cinquecento.

Il lazzaretto di Corbetta, oggi

Tra i sentieri che si snodano nelle campagne, sorpassata la cascina Manzola, ci spostiamo a Corbetta dove, nella frazione di Soriano, ci accoglie un’altra radura in mezzo a un bosco che ispira frescura ed ecco apparire, solitaria, la colonna del lazzaretto locale.

È questa l’unica traccia rimasta di un luogo di preghiera e di fede posto tra le cascine Fiandrina e Cantona, dove vennero sepolti gli appestati del 1576 e 1577.

Durante l’epidemia, il 22 novembre 1577, vi fece visita ancora una volta san Carlo e la leggenda vuole che da sotto i suoi piedi sgorgasse un fontanile che ancora oggi porta il suo nome in ricordo del fatto miracoloso e che ancora oggi dispensa acqua fresca e pura nelle campagne circostanti.

La colonna che si staglia altra tra la vegetazione venne fatta erigere oltre un secolo dopo dal cardinale Federico Visconti, nel 1685, sormontata da una croce in ferro.

La cappella del lazzaretto di Magenta – fonte naviglioparlante.blogspot.com, fotografia: Graziano Masperi

È giunta l’ora di riprendere il nostro percorso e da Soriano ci spostiamo a Battuello e poi a Cerello (entrambe frazioni del comune di Corbetta), sino alla località di Preloreto, al confine del territorio comunale di Magenta.

Prima di svoltare in direzione della grande cascina sperduta nelle campagne del magentino, facciamo una breve tappa alla “Madunìna” oggi inclusa quasi a forza nel conglomerato di sviluppo del quartiere Repubblica nel comune di Corbetta, ma che un tempo appariva isolata in mezzo ai campi, un luogo di preghiera che ancora oggi accoglie i rosari mariani nel periodo di maggio e fornisce nel contempo un luogo di riposo con comode panchine in granito.

Rimettiamoci in sella per scoprire la nostra prossima tappa, Preloreto, un borgo rurale nei pressi del quale si trova un’altra cappelletta che fungeva un tempo da ricovero per gli ammalati.

Posta a ridosso di un assolato e polveroso sentiero di campagna, la struttura colpisce subito per le linee semplici e per il colore bianco che spicca colpito incessantemente dal sole di luglio.

Dalle notizie storiche raccolte, sappiamo che la cappella era già presente all’epoca dell’epidemia che colpì l’abitato nel 1576 e che servì alla popolazione locale probabilmente anche in occasione della peste manzoniana, quella scoppiata nel 1630 e che mieté molte vittime anche nelle campagne.

All’interno, tra le inferriate, fa capolino una “Madonna con Bambino” dipinta dal pennello di un anonimo del XIX secolo che probabilmente riprende le fattezze di un esemplare analogo di più antica origine.

La cappella di San Bernardo – fonte: Tripadvisor, fotografia: alessandrofL127YD

Il nostro ipotetico tour si conclude sempre in campagna, ma al confine tra i comuni di Magenta e di Robecco sul Naviglio e precisamente lungo la strada che conduce alla frazione robecchese di Castellazzo de’ Barzi dove si trova una piccola santella risalente al 1723 e dedicata a San Bernardo, con un pregevole affresco d’epoca.

Sulla strada, oggi parecchio trafficata, un tempo passavano solo contadini e qualche pellegrino disperso tra i sentieri delle nostre campagne.

L’estate è tempo di passeggiate all’aperto, un valido modo per poter riscoprire ciò che di bello abbiamo sul nostro territorio, spesso appena fuori da casa nostra, un piacere gratuito e salutare, perché fa bene al corpo e allieta l’anima, riempie di cultura e ci aiuta a comprendere meglio la realtà in cui viviamo quotidianamente e sulla quale noi turisti “sempre di corsa”, forse troppo spesso, poco ci soffermiamo!


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Ciao, sono Andrea Balzarotti. Ho frequentato la facoltà di Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Milano e mi sono specializzato quindi nella storia del territorio del magentino, nel milanese, nel quale vivo da sempre, con le sue curiosità, i suoi aneddoti e le sue tradizioni. Dal 2008 collaboro come volontario presso la Proloco di Robecco sul Naviglio e diverse altre realtà turistiche territoriali e dal 2010 svolgo l’attività di curatore e guida del Museo del Santuario di Corbetta (MI). Nel 2008 mi è stato assegnato il Premio Territorio dalla città di Corbetta. Da sempre appassionato di storia, genealogia, numismatica, araldica e archivistica, sono redattore di alcuni periodici locali, ho all’attivo diverse pubblicazioni sulla storia del milanese e la partecipazione a conferenze a tema, nonché l’organizzazione di mostre ed esposizioni.

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