Finestra sull’Arte – La chiesa di San Salvatore a Brescia

Un palinsesto architettonico di difficile interpretazione

Chiesa di San Salvatore a Brescia. Interno. Secoli VIII-IX

La chiesa di San Salvatore a Brescia costituisce uno degli esempi più noti e discussi in relazione all’esistenza di una linea di continuità tra la rinascenza longobarda e quella carolingia che caratterizza l’Italia centro-settentrionale. 

Benché le vicende dell’edificio siano ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi, alcuni dati risultano ormai assodati. La chiesa apparteneva a un monastero femminile benedettino, fondato nel 753 dal re longobardo Desiderio e dalla regina Ansa su un’area del demanio regio. Gli scavi archeologici hanno permesso di appurare che prima di questa fondazione nello stesso luogo sorgeva già una chiesa con pianta a “T”, costituita da un’unica navata, affiancata da due corpi laterali e chiusa da tre absidi disposte a ferro di cavallo. Si tratta di un tipo di impianto abbastanza diffuso nei territorio longobardi tra VII e VIII secolo, che passerà poi a caratterizzare anche le fondazioni carolinge dell’arco alpino.

In seguito alla fondazione del 753, l’edificio primitive viene sostituito da una nuova chiesa a pianta basilicale ispirata ai modelli ravennati. Questo edificio subisce un complesso intervento di ristrutturazione in epoca carolingia, sicuramente dopo l’820, quando viene munito di una cripta per ospitare il corpo di santa Giulia e altre reliquie inviate dal papa. A questa fase risalgono le tre absidi ancora visibili. Probabilmente nella stessa occasione l’interno viene completamente riqualificato da un complesso intervento decorativo. Raffinati ornati in stucco con motivi a girali, intrecci e palmette sono applicabili alle ghiere e agli archi della struttura, mentre le pareti della navata maggiore vengono ricoperte da un vasto ciclo di dipinti, composta da due registri sovrapposti. I riquadri che lo compongono raffigurano Storie di Cristo e dei martiri – dei quali si conservano le reliquie nella cripta –, chiusi in alto da un motivo prospettico di festoni e uccelli di gusto classicheggiante.

Singolarmente, a riprova della continuità tra le successive rinascenza longobarda e carolingia, gli ornati in stucco di San Salvatore a Brescia riprendono la tecnica e i motivi decorativi degli stucchi del Tempietto di Santa Maria in Valle a Cividale, probabilmente della tarda età longobarda, di cui offrono una versione più rigida e appesantita, tutta risolta in chiave disegnativa.

I dipinti murale della navata sono stati invece messi in rapporto con quelli di Santa Maria foris portas a Castelseprio, a cui forse si ispirano, sia con il ciclo di Müstair, dei quali condividono lo stile e certe peculiarità tecniche, come il modo di tracciare corpose e nitide lumeggiature a calce sugli incarnati dei volti dei personaggi.

Nell’aspetto assunto dopo questi interventi, San Salvatore esemplifica in modo chiari i termini nei quali in età carolingia viene rielaborato il modello spaziale antico. Se infatti la struttura di base della chiesa di rifà allo schema basilicale paleocristiano, le caratteristiche dello spazio interno sono decisamente lontane da quelle proprie di un edificio sacro dei secoli IV-VI, nel quale gli elementi preminenti erano costituiti dalla continuità dei piani delle pareti della navata maggiore e dal riverbero determinato dal riflettersi della luce sulle vaste decorazioni in mosaico. In San Salvatore, infatti, i dipinti del vano principale e la ricca decorazione in stucco che riveste gli archi divisori e inquadra le pitture creano effetti di modulazione, aggetto e sfondamento visivo che finiscono per negare la percezione della parete come piano unitario, determinando una spazialità mossa e dinamica, già pienamente medievale.

Sottarchi, VIII secolo, stucco.
Decorazioni del XVI secolo
Esterno

Vorresti organizzare un viaggio in queste zone? Clicca qui e compila il form: troveremo per te la giusta Guida turistica, escursionistica o esperienziale che possa accompagnarti alla scoperta del territorio!


Alice Brivio
Una prima laurea in Scienze dei Beni culturali e una specializzazione in Storia e critica dell’arte. Convinta aspirante insegnante, milanese di nascita, amante di tutto ciò che è artistico!
La rubrica “Finestre sull’arte” nasce per raccontare e condividere con voi ciò che conosco su opere, artisti e correnti artistiche, raccontandole in brevi articoli di pochi minuti, come se fossero delle vere e proprie pillole da assumere una volta al giorno. Perciò, se siete interessati ad approfondire la vostra conoscenza su questi temi, date un’occhiata ai miei articoli sul blog!

Rispondi