Bologna e le sue “Folgorazione figurative”

La mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini e la città

Appena rientrati dalle vacanze, ma ancora desiderosi di viaggiare?

Bologna, allora, è perfetta per un bel weekend di fine estate, quando la temperatura si fa più dolce e ritornano gli studenti che animano la città.

I primi mesi autunnali sono anche l’ultima occasione per visitare una straordinaria, imperdibile mostra “Folgorazioni Figurative” dedicata all’indimenticabile Pier Paolo Pasolini nel centenario della sua nascita bolognese.

Faccio subito un salto indietro nel tempo, agli anni Venti del secolo scorso quando il militare Carlo Alberto Pasolini ritorna nella sua Bologna per lavoro, con la famiglia. All’ombra delle Due Torri, in una piccola via del centro storico, nasce il 05 marzo 1922 il figlio Pier Paolo.

Se casuale è stata la nascita, ben consapevole è stato invece il rapporto profondo tra Pier Paolo Pasolini (identificato spesso solo con l’inconfondibile sigla PPP) e la città felsinea; egli stesso ha raccontato in diverse occasioni la sua “bella e dolce Bologna”.

Un legame d’affetto mai spezzato, neppure dalla lontana fisica e ben ricambiato (forse più sentitamente negli ultimi anni).

Non poteva quindi passare inosservato l’importante anniversario del centenario della nascita, celebrato con un ricco calendario culturale nella migliore abitudine bolognese: passeggiate guidate nei luoghi pasoliniani, eventi teatrali e cinematografici, dibattiti.

Tra queste iniziative spicca la mostra menzionata prima, curata dalla Cineteca di Bologna, il cui sigillo qualitativo è ben riconoscibile!

L’esposizione è notevole e fortemente innovativa: analizza e mette in risalto superbamente il debito formativo, l’imprinting culturale che Pasolini ricevette a Bologna.

In una citazione ormai famosa il regista definisce i suoi sette anni trascorsi in città “forse i più belli” (della sua vita); sono gli anni del Liceo e dell’Università. Nonostante gli anni bui del fascismo l’ateneo bolognese rimane un luogo ricco di scambi e stimoli: gli studi di Storia dell’Arte (Pasolini frequentò però il corso di Lettere classiche) erano animati e arricchiti dalla presenza straordinaria di Roberto Longhi. Il geniale storico dell’arte riuscì ad accendere nel giovane Pier Paolo l’amore per le immagini e per la sperimentazione tra le arti.

Tutto questo fervore plasmerà il futuro linguaggio pasoliniano, tra letteratura e cinema.

La mostra parte proprio da questa “folgorazione figurativa” del giovane studente verso le immagini artistiche proiettate dal professore così impresse da ritrovarsi, anni dopo, più vive che mai nelle opere di PPP.

Opere pittoriche quali esperimento di un Pasolini pittore, ma soprattutto le tante, tantissime immagini dei suoi film.

Frames iconici – come dimenticare la Divina Callas nella parte di Medea o la superba Anna Magnani di Mamma Roma – ma anche meno noti, più intimi.

Nello spazio espositivo – il sottopasso di Bologna rinato dopo un lungo degrado a zona culturale – il visitatore ha un’immersione totale nel mondo pasoliniano: la figura del grande intellettuale pubblico, ma anche momenti privato, lettere, libri. Un’intensa vita e un mondo interiore ancora più grande.

Nei suoi film non mancano i richiami alla città natale “sono nato in una città piena di portici”: dalle scene di “Salò o le 100giornate di Sodoma” girate negli interni della napoleonica Villa

Aldini alla suggestiva scena di apertura dell'”Edipo Re” ambientata negli scenografici portici di Santa Maria dei Servi.

Anche il visitatore meno legato a Pasolini non potrà non avvertire la potenza delle immagini esposte.

E una volta lasciata la penombra del sottopasso, riemersi nella sempre bella Piazza Maggiore, verrà istintivamente voglia di continuare a cercare il legame tra PPP e Bologna. Senza delusione, perché la città tutta si racconta attraverso l’esperienza pasoliniana e bastano pochi passi per raggiungere un altro storico luogo: il Portico della Morte e la sua preziosa libreria “Da Nanni” nella quale l’adolescente Pier Paolo vi si rifugiava, immerso nei libri.

E così via, si prosegue cullati dai portici: si incontra la prima casa editrice delle “Poesia a Casarsa, il liceo classico frequentato, il primo cinema universitario: una passeggiata attraverso una vera storia d’amore, nascosta ai molti, ma di grande fascino.

Non lasciatevi scappare la mostra, è visitabile fino al giorno 02 novembre 2022!
Per info: www.cinetecadibologna.it


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LINDA VERONESE
Veneta di nascita, ma da oltre dieci anni emiliana per scelta, prima a Ferrara e ora stabilmente a Bologna.
Ho iniziato a viaggiare e visitare Musei fin dall’infanzia, imparando a camminare negli scavi archeologici di Aquileia e correndo tra i lunghi corridoi degli Uffizi!  L’amore per la cultura mi ha portata al conseguimento della Laurea Triennale in “Scienze del Turismo Culturale” presso l’Università di Ferrara e in seguito ho ottenuto la specializzazione in “Storia dell’Arte” all’Università di Bologna. Dal 2013 sono guida e accompagnatrice turistica abilitata per le lingue italiano e tedesco, ma lavoro nel campo turistico da oltre un decennio come agente di viaggi.  Attraverso l’attività di guida mi impegno per valorizzare il nostro straordinario patrimonio culturale, con particolare attenzione al mondo della creatività contemporanea, per esempio organizzando cinetrekking con utilizzo di materiale multimediale, percorsi di architettura e urbanistica, visita di mostre d’arte e passeggiate letterarie.
Come accompagnatrice collaboro con un importante Tour Operator nazionale con focus Italia ed  Europa – in primis Germania, Austria e Europa centrale. Trovo ogni viaggio un’occasione di confronto con persone e culture diverse perché, proprio come sostiene Voltaire,  “È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”.

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