L’aquila e dintorni con Carla – I Fratelli Nurzia e il torrone tenero al cioccolato

La domenica, tornando dalla messa, ci fermavamo alla pasticceria dei fratelli Nurzia e mi facevo comprare tutto ciò di cui avevo voglia.

Va dove ti porta il cuore – Libro di Susanna Tamaro

 Gli inverni a L’Aquila, si sa, sono rigidi e molto lunghi e dal 2009 ancora di più perché per tanto tempo, nel cuore della città, al calar del sole un buio plumbeo scendeva inesorabile nelle strade deserte… ma in Piazza Duomo sono sempre rimaste accese le luci del più antico negozio-caffè liberty della città quello dei Fratelli Nurzia, famosi in tutto il mondo per il loro torrone tenero al cioccolato.

Il terremoto del 6 aprile 2009 non ha causato molti danni al locale e così, caparbiamente, i proprietari hanno riaperto l’8 dicembre dello stesso anno. Nel corso degli anni, sia per la grande amicizia che mi lega ai proprietari, che per la straordinaria bellezza del posto, è diventato uno dei miei luoghi preferiti. Da qui partono quasi tutte le miei visite guidate anche perché i proprietari ci offrono sempre un pezzettino del loro magnifico prodotto.

La storia della famiglia Nurzia è legata ormai in modo indissolubile a quella della città dell’Aquila.

Le origini di questa ditta rimontano al 1769 quando Saverio Nurzia incominciò la sua professione di tinaro e di distillatore di erbe di montagna prima nel suo paese d’origine, Arischia, e poi in città. L’attività conobbe una piccola svolta con Francesco Saverio che nel 1835 aprì in piazza Duomo una bottega per la vendita al minuto di liquori e dolciumi “Antica pasticceria e fabbrica di liquori Saverio Nurzia & figli”.

Foto da foursquare.com

Fu suo nipote Ulisse a dare un notevole impulso alla società, costui si formò come pasticciere a Milano e poi a Parigi e una volta fatto ritorno a L’Aquila subentrò al padre nella gestione della bottega.

A lui si deve la creazione di una particolare varietà di torrone al cioccolato il “torrone Nurzia” realizzato da un impasto molto morbido caratterizzato dalla presenza di cacao, miele e vaniglia e nocciole tostate, sapientemente mescolato nella torroniera di rame nel laboratorio in piazza Duomo. Ancora oggi la ricetta è rimasta la stessa.

Il bar è ancora lì in piazza del Duomo e tutto rimanda all’art nouveau, dalle decorazioni realizzate dal pittore Carlo Patrignani, allievo di Teofilo Patini alle confezioni dei dolci.

Il torrone dei Fratellio Nurzia

Oltre al torrone tenero al cioccolato oggi si può gustare anche la Nurziatella, crema al torrone spalmabile e il caffè al torrone.

All’interno di questo storico locale sono stati ambientati alcuni romanzi come “Va dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro o “Bella Mia” di Donatella Di Pietrantonio.

Foto da foursquare.com

Vi aspetto per scoprire questa e altre botteghe storiche e prelibatezze a L’Aquila!


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Carla Ciccozzi
Sono Carla, archeologa e guida turistica della regione Abruzzo e della provincia di Roma. Sono nata a L’Aquila nel 1975 in pieno centro storico, in una delle strade più belle di questa meravigliosa città. L’Aquila mi ha formato, ha sviluppato il mio gusto per il bello e il piacere di scoprire l’antichità. È proprio questo mio amore che mi ha fatto decidere di diventare archeologa e poi guida turistica prima della regione Abruzzo e poi della provincia di Roma.
Alla mia città, a volte antipatica, a volte madre tenera, a volte respingente come quella notte di 11 anni fa che ha cambiato per sempre la mia vita e quella di tutti gli aquilani, ho promesso che avrei contribuito alla sua rinascita e fedele a questo impegno da quest’estate ho deciso di farla conoscere ai turisti ma soprattutto agli aquilani organizzando, almeno due volte a settimana, tour di un’ora circa che mi permettono di scoprire ogni giorno la ricchezza non solo storico-artistica ma anche gastronomica.
Che tipi di passeggiate organizzo? Cerco sempre di mostrare palazzi o monumenti difficili da visitare se non si è in compagnia di una guida amante dell’inedito; oltre alle passeggiate cittadine organizzo anche quelle nei dintorni non solo a piedi ma anche in bicicletta perché, da un paio di anni, ho deciso di abbandonare la macchina per i due pedali e io, il mio cagnolino Gerry, e la mia bici Guendalina andiamo ovunque alla ricerca del particolare.

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