Lo stile Liberty a Nancy

Oggi andiamo nella storica regione della Lorena, nella città di Nancy. Questa città merita davvero una gita per il suo centro storico molto carino dove si trova la stupenda Place Stanislas, voluta dal suocero del re di Francia Luigi XV e che ricorda quasi un Versailles in miniatura.

Place Stanislas e i suoi straordinari cancelli dorati – Foto di Nicolas Cornet

Ma Nancy ha anche la particolarità di essere la capitale francese dell’Art nouveau, ovvero dello stile Liberty. Questo stile si è sviluppato in varie città europee alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento, con la volontà da parte di giovani artisti di rinnovare l’architettura e le arti decorative. Essi volevano liberarsi dagli stili storici ispirati al passato per creare forme nuove, spesso ispirate alla natura, in oggetti adatti alla vita moderna.

A Nancy, questo stile nasce ufficialmente con la creazione dell’Ecole de Nancy nel 1901, una società artistica che vuole promuovere le arti decorative ed industriali della Lorena. Molti artisti di varie discipline e industriali d’arte aderiscono a questa associazione, tra cui gli ebanisti Louis Majorelle e Eugène Vallin, i vetrai Emile Gallé e Antonin Daum, e il pittore Victor Prouvé.

Per avere un panorama della produzione degli artisti dell’Ecole de Nancy, serve una visita al Museo dell’Ecole de Nancy, uno dei pochi musei francesi consacrato allo stile Liberty e ubicato a pochi passi dal centro storico. Lì è possibile ammirare alcune delle più belle opere Art nouveau esposte nella casa di Eugène Corbin, il più importante collezionista dell’Ecole de Nancy ad inizio Novecento.

Musée de l’Ecole de Nancy – Foto di Léna

Sarebbe impossibile dettagliare tutto quello che si trova in questo ricchissimo museo, ma uno degli spazi più suggestivi è forse la sala da pranzo Masson, realizzata dall’ebanista Eugène Corbin per la sorella Marie e il cognato Charles Masson nel 1903 per il loro appartamento a Nancy.

La sala da pranzo Masson, realizzata da Eugène Vallin nel 1903, esposta nel Museo dell’Ecole de Nancy

Qui, Eugène Vallin ha deciso di reinterpretare nello stile Liberty la tradizionale sala da pranzo borghese. L’arredamento lussuoso della stanza dichiara chiaramente il prestigio del committente, ma i mobili sono anche comodi e moderni: i piedi ridotti del tavolo garantiscono il comfort delle gambe dei commensali, e lo schienale inclinato delle sedie le rende abbastanza ergonomiche!

Questa sala da pranzo è anche molto rappresentativa della volontà di arte totale espressa dallo stile Liberty. Vari artisti hanno infatti collaborato per realizzare questo capolavoro: Eugène Vallin per i mobili, la fabbrica di vetro Daum per il lampadario monumentale, e Victor Prouvé per le tele dipinte del soffitto e i pannelli di cuoio sui muri. Tutti e tre riescono a unire vari materiali e tecniche per creare un’opera armoniosa, usando gli stessi motivi naturalistici e curvi caratteristici del Liberty.

Un altro luogo assolutamente da visitare per scoprire l’Art nouveau a Nancy è la Casa Majorelle, ubicata nello stesso quartiere del Museo dell’Ecole de Nancy.

La Villa Majorelle a Nancy – Foto di Damien Boyer

Costruita dal 1898 al 1902 dall’architetto Henri Sauvage per l’artista Louis Majorelle, è la prima casa interamente in stile Liberty di Nancy. Già dall’esterno possiamo vedere alcuni punti caratteristici dell’art nouveau: le linee curve, un’asimmetria della facciata mirata a rompere la monotonia, l’uso di materiali e colori diversi.

Un particolare della facciata. La grande vetrata corrisponde allo studio dell’artista Louis Majorelle.

Come nel caso del salotto Masson, questa villa è anche un’opera d’arte totale. Oltre all’architetto, parecchi artisti hanno infatti collaborato per creare questa casa eccezionale: Louis Majorelle stesso per i mobili, i rivestimenti di legno e gli elementi in ferro battuto, Jacques Gruber per le vetrate, Alexandre Bigot per la ceramica, Francis Jourdain e Henri Royer per i dipinti e Lucien Weissenburger come capomastro.

Louis Majorelle aveva voluto questa casa per farne una casa di famiglia, dove vivere con la moglie Jane Kretz e il figlio Jacques Majorelle. Ma Louis Majorelle era anche il capo dell’azienda di famiglia di ebanisteria e lavorazione del ferro battuto, e la casa era quindi anche un luogo dove mostrare le creazioni dell’azienda Majorelle. Nei cataloghi dell’azienda figuravano quindi foto delle stanze della villa, per fare la pubblicità dei suoi mobili.

Cominciamo già per entrare nella casa tramite la bellissima porta d’entrata, decorata con elementi naturalistici molto Art nouveau in ferro battuto, realizzati da Louis Majorelle.

La porta d’entrata della Villa Majorelle

Arriviamo poi negli spazi di ricevimento della villa: il vestibolo, la scala, la sala da pranzo e il salotto.

La sala da pranzo fa parte delle stanze riprodotte nei cataloghi Majorelle per promuovere la sua collezione di mobili intitolata “Les blés” (il grano). Il motivo del grano ricorre infatti scolpito sui vari mobili e anche sul caminetto in ceramica di Alexandre Bigot, mentre sui dipinti in parte alta dei muri sono raffigurati gli animali della fattoria. Anche qui dunque l’ispirazione artistica proviene direttamente dalla natura.

Lo stesso succede nel salotto, dove il motivo principale stavolta è quello della pigna (“pommes de pin”). Anche questi mobili sono stati riprodotti in cataloghi per fare la promozione di questo “salon Pommes de Pin” (salotto pigne).

Questa diffusione dell’arredamento della villa ha anche reso questa casa famosa abbastanza presto, e l’architetto Henri Sauvage, ancora all’inizio della sua carriera, l’ha usata anche per la sua pubblicità personale.

Una stanza però non è stata pubblicizzata: si tratta della camera da letto, un ambiente ovviamente più intimo. Al contrario del resto della casa, Louis Majorelle ha realizzato qui dei mobili inediti, e non ha mai fatto fotografare la stanza per i suoi cataloghi.

La camera da letto – Foto di Olivier Mathiotte

Questa stanza riflette bene l’idea di Louis Majorelle e Henri Sauvage di creare una casa moderna e raffinata. Presto però l’Art nouveau sarà giudicato troppo decorativo e verrà sostituito dopo la prima guerra mondiale dall’Art déco, uno stile sempre ispirato alla natura ma molto più geometrico.

La Villa Majorelle è anche un testimone di questo oblivio e disdegno dell’art nouveau per la maggior parte del Novecento: la casa è stata classificata “monumento storico” soltanto nel 1996, mentre prima non godeva di nessun tipo di tutela. Adesso però la casa sta tornando al suo iniziale splendore con una campagna di restauro che dovrebbe concludersi quest’anno, vi invito quindi a visitarla presto!


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Ciao! Sono Chloé Le Brech, vengo da Nantes, in Francia, e ho studiato storia dell’arte all’Ecole du Louvre di Parigi e poi nella magistrale di arti visive a Bologna, specializzandomi in storia dell’architettura. Mi sono trovata così bene a Bologna che ci sono rimasta ancora per un po’ per fare un master in Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale. Adesso faccio la guida turistica in una cappella costruita da Le Corbusier a Ronchamp, vicino a Belfort nell’Est della Francia. Un giorno forse mi piacerebbe tornare in Italia per lavorarci ma nel frattempo vi faccio scoprire la mia regione di origine e la mia nuova regione di adozione!

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