Le dighe sul fiume Ticino

Il fiume Ticino, nella sua parte italiana, a sud del Lago Maggiore, è un fiume imponente e ricco di acqua; è anche il maggior affluente del fiume Po per portata d’acqua, che raggiunge dopo aver attraversato la città di Pavia.

Tutta questa abbondanza di acqua è stata sfruttata dall’uomo fin dall’antichità, per i trasporti, il commercio, la difesa e soprattutto per l’irrigazione.

Tuttavia le dighe su questo fiume hanno una storia più recente. La traversa più antica è infatti la diga del Panperduto, risalente al 1884, ma non è la prima che incontriamo geograficamente.

Le dighe sul Ticino sono tre e si trovano tutte nei primi Km che il fiume percorre da emissario del Lago Maggione, a partire da Sesto Calende (VA).

Questi tre sbarramenti caratterizzano fortemente il fiume e hanno modificato il paesaggio per aiutare l’uomo nella gestione del territorio. Le dighe sono abbastanza vicine tra loro ed è possibile vederle tutte con una passeggiata nella natura di 8 km più ritorno, meglio se in bicicletta.

Il primo sbarramento sul Ticino che incontriamo è la diga della Miorina e si trova nel Comune di Golasecca, a circa 3 km a valle di Sesto Calende.

È una diga fondamentale nella gestione delle acque in quanto regola il livello del Lago Maggiore, determinando sia l’altezza del lago, utilizzato anche come bacino di accumulo, che la portata d’acqua del fiume.

La sua costruzione iniziò nel 1938, e fu terminata e collaudata nel 1943. Il suo aspetto imponente e allo stesso tempo leggero la rende molto affascinante da vedere.

La diga della Miorina è larga 200 metri, va dalla sponda Lombarda alla sponda Piemontese del Ticino, ed è costituita da 120 portine metalliche completamente abbattibili poste una accanto all’altra. Sono manovrate dall’alto grazie a due meccanismi a braccio che scorrono su un traliccio attraversando tutto il fiume.

Le portine possono assumere quattro posizioni diverse per rilasciare più o meno acqua, oppure possono essere completamente abbattute per lasciare il libero deflusso del fiume, come può avvenire nei periodi di piena.

Basta scendere a valle di pochissimi Km per ritrovarci al secondo sbarramento: la diga di Porto della Torre. Questa imponente diga, che è anche un ponte per le auto che collega Lombardia e Piemonte, si trova fra Varallo Pombia e la località Porto della Torre e venne realizzata per poter utilizzare le acque del Ticino per una centrale idroelettrica e per fare da bacino di carico al Canale Regina Elena.

La costruzione del canale, dedicato appunto alla Regina Elena, iniziò nel 1938, contemporaneamente alla diga della Miorina, ma entrò in funzione solo nel 1954, successivamente rispetto alla diga di Porto della Torre e la relativa centrale idroelettrica.

Il canale, lungo 25 km, viene utilizzato soprattutto per portare acqua alle risaie piemontesi e termina in suo viaggio nel Canale Cavour (costruito nel 1863 per l’irrigazione, in particolare per coltura del riso, prende l’acqua dal Po a Chivasso e termina nel Ticino a Galliate).

La diga di Porto della Torre è costituita da una traversa sul fiume con nove luci (aperture in cui passa l’acqua), ognuna larga 20 metri, intercalate da pile larghe 3 metri. Ogni luce è chiusa da una paratoia mobile che controlla il deflusso dell’acqua.

La centrale idroelettrica invece, inaugurata nel 1942, ospita un gruppo generatore Kaplan della potenza di 11.800 KW, con un salto utile dell’acqua di 6 metri.

L’ambiente che si crea a monte della diga di Porto della Torre è davvero suggestivo perché l’acqua tranquilla e le sponde naturali del fiume diventano il luogo ideale per la nidificazione di cigni, svassi e folaghe. È bellissimo percorrere questo tratto di Ticino in primavera, ma è altrettanto bello in tutte le altre stagioni per poter ammirare le variazioni del paesaggio.

L’ultimo sbarramento che troviamo sul Ticino, a poco più di 1 km a valle della diga di Porto della Torre, è la diga del Panperduto.

Realizzata su progetto iniziale dell’Ingegner Eugenio Villoresi, che dedicò la sua vita a quest’opera, ebbe una lunghissima gestazione: il primo progetto infatti era del 1862, ma venne inaugurata solo nel 1884. In quegli anni l’Ing. Villoresi era morto da poco, ma fu suo figlio Luigi a portare avanti il sogno del padre e a dare finalmente forma a questo progetto grandioso e importantissimo cambiando le sorti dell’Altomilanese.

Eugenio Villoresi sognava di dare prosperità al territorio dell’Altomilanese, rendendolo fertile e ben irrigato. Desiderava realizzare un canale irriguo che, prendendo l’acqua dal fiume Ticino, raggiungesse il fiume Adda, irrigando tutta la campagna a nord di Milano.

Un progetto ambizioso che però vide la luce proprio grazie alla caparbietà dei Villoresi! Ancora oggi dalla diga del Panperduto nasce il canale Villoresi, chiamato così in onore di padre e figlio, lungo 86 km, che con la sua fitta rete di canali secondari e terziari irriga l’Altomilanese e non solo.
Nel 1901 poi, accanto a questo canale, venne costruito il Canale Industriale per portare acqua alle centrali idroelettriche, rendendo così ancora più importante lo snodo idraulico del Panperduto.

Questo luogo però, oltre ad essere fondamentale per l’utilizzo delle acque del fiume Ticino, è anche incantevole dal punto di vista architettonico e naturalistico. È un gioiello di ingegneria idraulica ottocentesca in un contesto naturale di pregio nonostante la forte presenza umana.

Non si può rimanere indifferenti di fronte a questo paesaggio dove la forza del fiume e l’ingegno umano si stringono dando vita a tanta bellezza.

C’è una quarta diga in realtà sul Ticino, che è anche la più antica di tutte, ma non è una traversa da sponda a sponda sul fiume come le altre, bensì un “invito” per l’acqua a prendere una nuova direzione per andare verso a Milano. Si tratta della diga della Paladella, e anche se oggi non viene più utilizzata con lo scopo per cui era stata costruita. rimane un luogo molto importante e bellissimo: è il punto in cui anticamente nasceva il Naviglio Grande e si trova a Tornavento.

Su questo luogo però ci sono così tante cose da dire che merita un racconto a parte!

Informazioni

Tutti e quattro i luoghi sono visitabili esternamente camminando sulla strada che costeggia il fiume Ticino. In particolare:

Diga della Miorina: viale Europa,  Golasecca (VA) – Plus Code PM44+73R

Diga di Porto della Torre: via Alzaia del Ticino, Somma Lombardo (VA) – Plus Code MMGC+Q5

Diga del Panperduto: via Lungo Canale, Somma Lombardo (VA) – Plus Code del parcheggio MMGM+WJ3

Diga della Paladella: via Alzaia del Naviglio Grande, Tornavento di Lonate Pozzolo (VA) – Plus Code HPP3+JH

La diga del Panperduto è visitabile anche con visita guidata che conduce nell’area interna dove vedere la traversa sul fiume, il museo delle acque Italo-Svizzere, il giardino dei giochi d’acqua e lo sfioratore, per informazioni visit@panperduto.it


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Ciao, mi chiamo Claudia Tramarin e sono una Guida Naturalistica ed Escursionistica del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Sono nata e cresciuta in un paesaggio d’acqua, in un lembo di terra fortunata, stretta tra il Ticino e il Naviglio Grande. Scoprilo con me, con i miei occhi e con le mie parole: qui l’acqua ride e scorre insieme alle stagioni e al lavoro in campagna. I campi coltivati sono come tessere di un mosaico, verdi e gialle, separate dalle linee d’acqua dei fontanili. Poi arriva il bosco, silenzioso ma attento, e infine il fiume Ticino con la sua maestosità.
Io sono così: sono come tutte quelle tessere coltivate, come tutte le foglie del bosco, con i colori dell’estate e dell’autunno, diverse tra loro ma tenute insieme dall’esuberanza dell’acqua.
Il paesaggio in cui vivo mi ha resa simile a sé e per questo amo raccontarlo e farlo conoscere… come fa un cantastorie!

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