Veneto delle meraviglie – Andrea Mantegna e la Chiesa degli Eremitani a Padova

A pochi passi dalla Cappella degli Scrovegni, sorge uno degli edifici più importanti nell’enorme patrimonio artistico di cui il nostro Bel Paese può vantarsi.

Costruita intorno al 1276 e affidata all’ordine degli Agostiniani, la Chiesa degli Eremitani si è arricchita nel corso dei secoli di affreschi, tombe, altari, tutti testimonianza della vivace attività artistica nella città di Padova.

La Chiesa degli Eremitani – Foto di Didier Descouens

Quando si entra nella chiesa, si rimane di certo colpiti da tutti gli apparati decorativi, ma è in fondo alla navata, nel transetto a destra, che la visita tocca l’apice più elevato: qui tra il 1448 e il 1453 Andrea Mantegna si confronta con altri tre artisti, Giovanni D’Alemagna, Antonio Vivarini e Nicolò Pizzolo, in un ciclo di affreschi di cui in pochi anni resterà l’unico interprete, a causa di varie vicende che portano gli altri protagonisti a lasciare il cantiere.

Il tema trattato è legato alle vite di due santi, Cristoforo e Giacomo, che fanno riferimento alla devozione della famiglia Ovetari nei loro confronti. La narrazione si svolge in sequenze quasi filmiche, in cui seguiamo i due santi nei momenti salienti della loro vita fino al martirio.

Mantegna è appena riuscito a svincolarsi dal maestro, Francesco Squarcione, nella cui bottega aveva lavorato fin da quando aveva undici anni. Il nostro Pittore riesce a dimostrare di aver recepito la lezione della nuova pittura che si basa su colore, prospettiva, senso dello spazio, e di essere pronto a compiti e incarichi ben più importanti.

Ma Padova non è pronta per lui. E forse per questo, come racconto sempre a chi viene in visita con me, da bravo veneto qual è, in cerca di un lavoro fisso, una casa e un ruolo prestigioso che ne riconosca definitivamente il talento, accetta l’allettante incarico presso la corte dei Gonzaga e, una volta a Mantova, continuerà a stupire con innovazioni di cui nessuno fino a quel momento si è fatto interprete.

La Chiesa degli Eremitani è stata gravemente colpita nel marzo del 1944 e, sfortunatamente, i danni maggiori sono avvenuti proprio nella zona affrescata da Andrea Mantegna. L’evento ha segnato profondamente la popolazione locale e la perdita del ciclo di affreschi resta una delle pagine più tristi della Storia italiana. Fortunatamente, al momento del bombardamento, il martirio di San Cristoforo e l’Assunta non erano in chiesa, perché erano stati staccati in quanto già deteriorati e bisognosi di restauro. È soprattutto lo scorcio del corpo di San Cristoforo decollato che prelude al capolavoro, oggi a Brera, del Cristo Morto.

In occasione dell’anniversario della morte del Mantegna, 1506-2006, si è iniziata un’opera di recupero degli affreschi che non si può di certo dire conclusa, ma che almeno ci permette di immaginare la luce, il colore, l’intensità del grande capolavoro del giovane artista.

Per approfondire, clicca qui per vedere il video completo sul canale Youtube di Posti e Pasti.
Vi aspettiamo a Padova per condividere questa emozione!


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