Viaggio lungo la Via Albula alla scoperta di Coira

Il viaggio cominciato a bordo del Bernina Express nello scorso articolo prosegue in queste righe per farti conoscere la sua continuazione.

Nel 2008 l’Unesco ha riconosciuto patrimonio mondiale “la ferrovia Retica nel paesaggio Albula/Bernina” comprendendo tutto il territorio circostante per un totale di 122 km.

Dopo il più famoso tour lungo la tratta del Bernina, tra Tirano e St.Moritz, preparati ora a scoprire anche il tragitto che ti conduce dalla “Montecarlo delle Alpi” a Thusis.

Da qui non puoi certo rinunciare nel proseguire per altri venti minuti di viaggio verso Coira, capoluogo dei Grigioni, la città delle fontane nonché scrigno di una storia di più di cinquemila anni!

Se lungo la linea del Bernina si resta rapiti dall’ascesa del trenino, che per 1800 m di dislivello si arrampica sulle Alpi Retiche, tra ponti e gallerie, laghi e ghiacciai, della via Albula ti stupisce il suo essere selvaggio. Forse per questo è una delle regioni più scarsamente popolate dei Grigioni!

Questo territorio, che prende il nome dal suo fiume Albula, si è arricchito di arditissime opere d’arte ingegneristiche, proprio a partire dalla costruzione di questa ferrovia a scartamento ridotto, tra fine Ottocento e primi Novecento.

Se per il trenino rosso del Bernina si cita spesso il viadotto elicoidale di Brusio, per la ferrovia dell’Albula ti ricordo  il celebre viadotto Landwasser, uno spettacolare ponte in pietra a 6 archi, che varca la profonda gola in cui scorre il suo torrente.

Proprio la sua immagine è diventata il logo che rappresenta in tutto il mondo l’importante riconoscimento targato Unesco.

Quando viaggi a bordo di questo treno non puoi che pensare al passato, a quando nel 1899 ben 1316 operai furono impegnati nella realizzazione del Tunnel dell’Albula che, dalla stazioncina di Spinas e dopo la val Bever, conduce i viaggiatori  alla sosta di Preda dopo ben 6 km  di lunghezza.

Stazione di Spinas prima del tunnel dell’Albula

Non ci si immagina forse nemmeno delle fatiche di un tempo, o ancora che in quei quattro minuti di transito si attraversa lo spartiacque tra i fiumi Reno e Inn.

Sembra anche impossibile credere, gettando lo sguardo nel buio dei tunnel che si percorrono, che proprio lì e giù giù fino alla fermata di Bergün, si sviluppano ben cinque gallerie elicoidali sotto la montagna, due tunnel e nove ponti! In questi 13 km il treno supera un dislivello di 416 m scendendo a spirale, insomma un vero capolavoro ferroviario!

Questa ferrovia non smette mai di stupire, l’ultima occasione si è verificata sabato 29 ottobre 2022, quando ha stabilito ufficialmente il record di treno passeggeri più lungo del mondo facendo viaggiare un proprio convoglio composto da 100 carrozze e 25 automotrici. Millenovecentodieci metri di trenino rosso fiammante che, come un serpentone, ha percorso la tortuosa tratta Preda-Alvaneu abbracciando il bosco di larici già infiammato dai colori autunnali.

Foto da swiss-image.ch

La ricchezza di questo territorio si scopre anche durante i suoi inverni, quando l’adrenalina trova pane per i propri denti. La strada che costeggia la ferrovia, tra Preda e Bergün, si ghiaccia e inneva completamente a tal punto da diventare una piacevole pista da slittino percorribile anche in notturna con la luna piena. Adulti e bambini si divertono a raggiungere il paese scivolando sulla neve in un carosello di curve. Qui per spostarsi tra le vie caratteristiche del borgo, ammirando le case dipinte con raffinati sgraffiti, si usano le slitte, ad ogni angolo ne puoi noleggiare una, e nelle piazzette ti puoi rifocillare nei caratteristici chioschi di vin brulè, the caldo, panini e salsicce fumanti.

Stazione di Preda, partenza della pista da slittino

Questo viaggio lascia spazio anche alla cultura e se desideri approfondire le curiosità legate alla storia della Ferrovia Retica, puoi visitare il suo museo, collocato proprio nelle sale adiacenti alla stazione di Bergün. Entrandoci puoi ammirare fino a 600 pezzi in esposizione, risultato di 100 anni di storia ferroviaria, filmati e modelli, documenti storici e progetti costruttivi delle opere architettoniche che illustrano il passato e il valore della spettacolare tratta tra Thusis e Tirano.

Esiste addirittura il simulatore di guida della locomotiva «Coccodrillo», dove effettuare un viaggio virtuale attraverso la Valle dell’Albula, azionando leve e interruttori.

Da qui, tra gole strettissime, scorci sulla vallata e stazioni folkloristiche, imbiancate d’inverno e addobbate da fiori vivaci in estate, si raggiunge il viadotto di Solis, il più alto della Rhaetische Bahn, lungo 164 metri e alto 90. Così, chilometro dopo chilometro, arrivi a Thusis dove conclude la tratta Unesco, ma non il tuo tour, che invece prosegue, per un totale di due ore di viaggio, fino a Coira.

Piazza Arcas Coira

Da questa località devi aspettarti molto: capolinea del tuo girovagare, almeno per ora, hub ferroviario per le ferrovie svizzere e stazione intermedia del famoso Glacier Express, che unisce St.Moritz a Zermatt.

Chur (traduzione tedesca) è una cittadina vivace e accogliente, con festival e musei pronti ad accoglierti durante l’anno. Ai piedi del monte Calanda, da cui prende il nome pure la birra locale più famosa dei Grigioni, è coronata da vigneti che abbracciano quasi il suo centro storico. Per te può essere curioso perderti tra le sue viuzze, visitare la chiesa di San Martino, con la sua piazza e la sua statua, e poi distante solo pochi passi la cattedrale di Santa Maria Assunta nonché sede vescovile.

La prima, una chiesa evangelica riformata, è dominata dal secondo orologio più grande della Svizzera, (preceduto solo da quello di Zurigo), la seconda considerata il caposaldo del cattolicesimo nella storia locale, che raggiungi passando dalla porta Torturm, accesso alla cittadella vescovile. Il tuo tour può concludere qui, ma questo è solo un arrivederci, di chilometri e di ferrovie da percorrere ce ne sono molti altri, chissà cosa ti riserva il futuro…

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Sono Francesca, Guida e accompagnatrice turistica. Il mondo dei viaggi è stato sin da piccola la mia passione. Sono cresciuta macinando chilometri a bordo di un camper, passando da villaggi turistici, dove ho fatto l’animatrice, a info point, fino a laurearmi in scienze del turismo e organizzazione di eventi culturali. Dal 2011 accompagno viaggiatori curiosi a bordo del famoso Trenino rosso del Bernina, patrimonio mondiale Unesco!
Le mie visite guidate sono un carosello di sali e scendi, tra i capolinea della ferrovia, Tirano e St. Moritz e le sue fermate più entusiasmanti, tra Italia e Svizzera, tra Valtellina ed Engadina. Adoro arricchire i miei racconti con aneddoti curiosi e gustose parentesi enogastronomiche. Non cambierei per nulla al mondo il mio “ufficio itinerante”, ma volentieri ti invito a bordo: che aspetti, parti con me!

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