Il borgo di Talamello (RN): cosa fare e gustare

L’arte e gusto che non ti aspetti

Talamello è un piccolo borgo addossato al Monte Pincio che lo protegge, nel centro del territorio della Valmarecchia; la località dialoga con i massi calcarei su cui svettano le fortezze di San Leo e Maioletto, suoi dirimpettai, dall’altra parte del fiume Marecchia, controllando tutta la vallata e la contigua cittadina di Novafeltria. Urbanisticamente il borgo si sviluppa intorno a Piazza Garibaldi e alla sua bella fontana, che con la Chiesa di S. Lorenzo e il Municipio, occupano la posizione centrale del borgo. L’abitato è costituito di una parte alta, quella più antica, che si sviluppa sulla piazza, e un’altra, più recente, arroccata sulle ripide sponde del monte Pincio.  Il borgo è anteriore al sec. IX.

Fu roccaforte dei Malatesta nella lotta contro i Montefeltro. Nei sec. XIV-XV fu sede dei vescovi del Montefeltro. Nel 1490 nei mulini del Comune ebbe inizio la produzione della polvere da sparo che andò avanti fino alla seconda metà del XX sec. Nel 1818 il comune viene scorporato dalla legazione di Forlì e assegnato a quella di Urbino e Pesaro. Nel 1874 gli uffici comunali sono trasferiti da Talamello a Mercatino Marecchia, che nel 1910 (quando prenderà poi il nome di Novafeltria), viene eretto a Comune autonomo, incorporando parte del territorio del Comune di Talamello. Da allora il Comune ha avuto una popolazione piuttosto costante, nonostante la chiusura della Miniera di Zolfo di Perticara, alla fine degli anni ’60, a cui il borgo forniva gran parte della manodopera, che in buona parte, in seguito, si trasferì alla ricerca di un nuovo lavoro, nella pianura riminese.

All’interno di questo borgo, all’apparenza senza luoghi di grande rilevanza, troviamo invece monumenti degni di grande attenzione. Primo fra tutti il bel Crocefisso di Scuola Giottesca del 1300, custodito nella Chiesa di San Lorenzo. La chiesa di origine seicentesca, custodisce infatti un prezioso crocifisso dipinto, attribuito per un lungo periodo a Giotto, ma fatto risalire successivamente ad un suo allievo, Giovanni da Rimini, che oggi come nel passato è meta di pellegrinaggio per fedeli da ogni dove.

Inoltre nella chiesa sono presenti anche una statua lignea policroma del XV secolo raffigurante la Madonna con il Bambino, un crocefisso ligneo del XVI secolo, e bellissimi altari con paliotto di scagliola del Settecento Marchigiano.

Spostandosi verso il cimitero locale troviamo poi la ‘Cella’, piccola celletta votiva con affreschi datati 1437. Completamente affrescata da uno dei più famosi pittori di quel periodo, Antonio Alberti, nella parete di fondo sono dipinte scene della Annunciazione e della Madonna in Trono, mentre tutto intorno sono rappresentate l’Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio e due schiere di santi, 6 santi uomini e 6 sante donne, i più venerati nel territorio.

Nelle volte a crociera sono dipinti i quattro Evangelisti e negli angoli compaiono i Dottori della Chiesa. In pochi metri quadrati c’è gran parte della storia della Chiesa universale, in uno straordinario documento visivo, concepito e realizzato a cavallo fra la fine dell’arte gotica e l’inizio della pittura rinascimentale.

Un altro luogo da non perdere è il Museo-Pinacoteca Gualtieri “Lo splendore del reale”. Inaugurato dall’Amministrazione comunale di Talamello nel settembre 2002 nei locali dell’ex Teatro Amintore Galli, già chiesa medievale di Sant’Antonio Abate, il Museo-pinacoteca Gualtieri riunisce più di 60 opere donate al Comune tra il 2000 e il 2005 da Fernando Gualtieri, artista di fama internazionale di origini talamellesi, apprezzato, oltre che in Europa ed America, anche in Cina e Giappone. Caratterizzato dal suo personalissimo e suggestivo stile, è un insolito catalizzatore di luce, dipinge il visibile e l’invisibile, il reale e l’irreale, in una cascata di colori e di luce.
Proprio luce e brillantezza sono per Gualtieri gli elementi essenziali per ritrarre veracemente lo ‘Splendore del reale’. Le opere esposte nel museo sono oli su tela sia di piccolo formato che di grandi dimensioni come L’ultimo ruggito (200 x 400 cm), vi sono inoltre ritratti ad olio e a matita, tra cui spicca un Autoritratto dell’artista.

Sulla facciata di una bella casa nel centro del paese, abitazione di inizio Ottocento, fa bella mostra di sé anche una targa in cotto, di quelle che non ti aspetti. Questa targa celebra Amintore Galli, cittadino talamellese, giornalista e musicista, che nel 1886 musicò l’Inno dei Lavoratori, opera in versi di Filippo Turati. Al maestro, è stato poi intitolato a Rimini, luogo dove si era ritirato per vivere gli ultimi anni, il Teatro Vittorio Emanuele II, pesantemente bombardato durante la seconda guerra mondiale, tornato agli antichi splendori con un sapiente restauro inaugurato Il 28 ottobre 2018, oggi appunto Teatro Amintore Galli.

Dal punto di vista gastronomico, il borgo vanta due prodotti davvero d’eccellenza.

A ottobre ha luogo la Sagra Delle Castagne, la celebrazione del frutto Re dell’autunno è un vero e proprio prodotto tipico della Valmarecchia, soprattutto dell’alta valle. Una festa per gustare le castagne sotto ogni forma, arrosto, lessate, come dolci tradizionali, e per gustare anche sapori unici, come la Cagnina, vino novello delle colline romagnole, è un vino dolce, dal colore rosso vivace con riflessi violacei, e dal profumo molto intenso. Per le sue caratteristiche è un vino adatto soprattutto ad abbinamenti con pasticceria secca o fresca, e che affiancata alle castagne è in grado di scaldare e colorare anche le più grigie giornate autunnali. Questa sagra, è pensata soprattutto per le famiglie e per i bambini, e il borgo si riempie per loro di numerosi spettacoli ed esibizioni musicali.

A novembre invece a Talamello, l’Amministrazione comunale e i produttori, invitano tutti i buongustai alla Fiera del Formaggio stagionato in Fossa, L’Ambra di Talamello, appuntamento che si rinnova anno dopo anno e che è diventato oramai un evento cardine dell’autunno feltresco, e non solo, giunto alla sua XXXVII° edizione. Secondo la leggenda, le origini di questo formaggio, risalgono alla seconda metà del 1400, quando i contadini dell’Appennino romagnolo-marchigiano, per difendersi dai saccheggi, presero l’abitudine di nascondere le provviste nelle fosse scavate nella roccia arenaria; fu così che, finite le oppressioni degli eserciti, procedendo al dissotterramento di quanto nascosto, scoprirono che il formaggio aveva cambiato, migliorandole, le proprie caratteristiche. Il formaggio di fossa che oggi troviamo a Talamello è figlio di quella tradizione, che si rinnova mantenendo intatti gli antichi procedimenti di stagionatura. Le forme ricavate dal latte ovino in agosto si dispongono nelle fosse in sacchi di cotone bianco. Una volta piene, le fosse si chiudono con tavole e gesso, per aspettare, oggi come in passato, la riapertura di novembre, quando il formaggio ha acquistato tutte le sue speciali peculiarità.

A questo punto, i visitatori potranno osservare le fosse e rimarranno stupiti dal colore ambrato delle arenarie che per mesi hanno conservato quel “prezioso segreto” al quale il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra ha dato il nome di L’Ambra di Talamello, per le inconfondibili sfumature del suo colore, l’inebriante profumo e l’irresistibile sapore.

Un altro aspetto che caratterizza questo borgo, terrazza su tutto il Montefeltro, è quello del sport. I ragazzi del gruppo “Colti in Castagna”, ormai da oltre 10 anni curano i sentieri del Monte Pincio, creando ben 11 piste, nella Talamello Trail Area (poche settimane fa è stata inaugurata la dodicesima). Non è un semplice bike park, ma una linea di sentieri segnalati, da usare in bici o a piedi, tutto l’anno, con pannelli illustrativi in paese a Talamello e sulla vetta del Monte, oltre ai vari cartelli informativi dei singoli Trail e come arrivarci.

Sentieri di diversa tipologia che vanno dai più semplici (comunque per utenti mediamente esperti) a quelli più difficili. Due sono dedicate all’Enduro, due ai runner e sette a entrambi nel rigoroso rispetto di uni con gli altri.

Nel 2021 e nel 2022, la Nazionale Italiana di Downhill ha scelto i percorsi della Valmarecchia per preparare la nuova stagione. Gli allenamenti si sono tenuti presso il sentiero più iconico della Talamello Trail Area, la pista per esperti DH, che grazie al lavoro e alla passione della crew “Colti in Castagna”, viene curata e mantenuta pulita tutto l’anno, oltre ad essere costantemente rimaneggiata con nuove curve e salti.
Il loro progetto, nato nel 2012, vuole valorizzare il ricco territorio del Monte Pincio e di Talamello, che grazie all’impegno dei Trailbuilders oggi vanta ben 5 percorsi Trial differenti in continuo aggiornamento.

Per tanto qualsiasi sia la vostra passione, a Talamello avrete sicuramente modo di poterla soddisfare, in questo borgo tranquillo, con uno sguardo sereno a 360 gradi, su tutta la valle del Fiume Marecchia e sui suoi “Borghi Fortezza”, dalle radici antiche ed autentiche, come antiche e autentiche sono le sue tradizioni culinarie ed enogastronomiche, che attirano ormai da moltissimi anni qui, migliaia di famiglie, giovani, e persone da tutto il Mondo.

Vi aspetto per scoprire insieme questo e altri borghi della Valmarecchia!


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GIANLORIS CRESTI
Nato a Rimini nel 1966, dopo gli studi di Ragioneria, per i quali non nutrivo un grosso interesse, ho iniziato ad occuparmi di Turismo e di Promozione, e negli anni ho iniziato a collaborare a livello amatoriale, con riviste mensili locali e riviste web, scrivendo articoli sulla mia valle, sulle sue tradizioni e la sua storia. Ottenute poi le qualifiche di Tecnico Marketing Turistico e di Promotore Turistico Territoriale, ho dato una svolta alla mia vita, accrescendo il numero di collaborazioni, anche come fotografo naturalista, una mia vecchia passione.