Alla scoperta di Palazzo Davanzati a Firenze

Palazzo Davanzati è un palazzo trecentesco che ben rappresenta la fase di passaggio dalle case torri di epoca medievale, funzionali per la difesa durante le lotte intestine tra le consorterie cittadine e il tipico palazzo fiorentino rinascimentale con decorazione a bugnato. In questa fase, la struttura delle antiche case torri viene rimodulata. Il palazzo acquisì il nome della famiglia che lo acquistò nel 1578 ma fu costruito dai Davizzi, potente famiglia di mercanti, banchieri del papato durante la sede ad Avignone.

La facciata è caratterizzata dalle strutture in ferro battuto quali gli erri e le stanghe ai quali potevano essere appesi drappi ornamentali ma anche gabbie per uccellini come ci testimoniano immagini coevi, i ganci per legare i cavalli, i ferri portafiaccole o portabandiera. Sulla sommità dell’edificio vi è l’altana, di epoca cinquecentesca, oggi non visitabile in quanto sede degli uffici amministrativi.

Accediamo al palazzo attraverso l’atrio, parte importante della casa fiorentina antica. Nella loggia al pianterreno le famiglie di mercanti vivevano e celebravano i momenti salienti della vita: matrimoni, funerali, la discussione degli affari. Sul soffitto, dei piombatoi, strette fessure, servivano per controllare e garantire la sicurezza tanto da poter gettare piombo fuso ai nemici. Dal cortile, possiamo ammirare l’agiatezza della famiglia che possedeva un pozzo privato in grado di raggiungere tutti i piani con un sistema di carrucole. L’acqua, dai gocciolatoi, attraverso un impluvium, si raccoglieva in una cisterna ubicata nei sotterranei. Su un capitello, ci accolgono i volti effigiati di alcuni membri della famiglia Davizzi e su una parete l’albero genealogico dei Davanzati.

Il primo e il secondo piano hanno la stessa struttura: il salone madornale, la sala, lo studiolo, l’agiamento e la camera. Ci colpisce molto vedere che c’era la disponibilità di un agiamento ad ogni piano.

All’inizio del ‘900, durante le ristrutturazioni, l’antiquario Elia Volpi ebbe modo di scoprire affreschi trecenteschi in alcune sale. Possiamo ammirare la sala dei pappagalli, al primo piano, con immagini stilizzate e la camera dei pavoni con anche effigi delle armi delle famiglie di mercanti legate ai Davizzi. Le pareti venivano decorate e protette da capiletto, drappi foderati da pellicce di vaio che isolavano l’ambiente e contribuivano al mantenimento della temperatura. Vediamo i drappi da appendere stilizzati come pitture murali. Il vaio era un piccolo scoiattolo bianco e grigio la cui preziosa pelliccia divenne simbolo araldico, simbolo del potere. Gli arredi e i dipinti atti a ricreare l’atmosfera della tipica casa fiorentina antica spaziano dal ‘300 al primo piano all’800 al terzo piano.

Al secondo piano, subiamo il fascino degli affreschi della camera che ci illustrano la storia della Chatelaine de Vergy. Grazie ai cantastorie dalla Francia era diffusa la conoscenza tra i regni d’Europa, in Toscana attraverso i cantari, della sfortunata vita della castellana di Vergy.

Camera della Castellana di Vergy

Al terzo piano ci accoglie un fantastico panorama sull’Oltrarno, su palazzo Feroni, sulla torre de’ Rossi dalle finestre della cucina, nota per la collezione di vasellame e arnesi per la cucina esposti su un tavolo in noce quali lo spremiagrumi del XVIII secolo e presso il camino, quali il calderone, il paiolo, il girapolenta, lo spiedo, un girarrosto automatico del ‘ 700, un mantice dell”800 in cuoio e legno. Vi sono presenti anche esemplari di arnesi per il ricamo e il cucito ai quali si applicavano le donne.

Con l’ultimo nuovo allestimento, la ricca collezione del ricamo e merletto è stata allestita su questo piano, nel salone madornale. È possibile ripercorrere la storia del merletto, soffermandosi sulle varie tecniche, ammirando la raccolta di merletti francesi e fiamminghi e la raccolta dei samplers, gli imparaticci, che servivano alle giovani fanciulle ad imparare l’arte del ricamo.

Vi aspetto in visita nell’affascinante palazzo Davanzati per fare un salto nel Medioevo!


Vorresti organizzare un viaggio in queste zone? Clicca qui e compila il form: troveremo per te la giusta Guida turistica, escursionistica o esperienziale che possa accompagnarti alla scoperta del territorio!


Sono Sabrina Marconcini, guida turistica di Firenze abilitata anche per le lingue Russo e Inglese. Trovo molto bello avere il piacere di farvi visitare una delle più belle gallerie del mondo quale gli Uffizi o la Galleria Palatina nel complesso museale di Palazzo Pitti in Oltrarno dove sono ubicati anche la Galleria d’Arte Moderna e il Tesoro dei Granduchi, il centro politico di Firenze con il Palazzo Vecchio e piazza della Signoria, il centro religioso con il Duomo, il Battistero e il museo dell’Opera del Duomo da poco rinnovato. Adoro vivere in campagna, visitare le ville e i giardini storici che vi si trovano: sto pensando alle Ville Medicee di Castello, Petraia, Cerreto Guidi, al giardino di Boboli e al giardino Bardini, al Parco di Pratolino, alla Villa Gamberaia a Settignano con il suo giardino unico che gioca tra la luce e l’ombra, prospiciente la vallata dell’Arno e di Firenze. L’arte è un piacere infinito, la possiamo approfondire per tutta la vita. Amo molto viaggiare, confrontarmi con culture diverse, mi sono laureata in Lingue e letterature straniere presso l’Ateneo di Pisa ed ho conseguito un master di Lingua Russa e Turismo presso l’Università di Firenze.

Rispondi