Alla scoperta del territorio savonese

La Liguria e il mare. Ecco il connubio vincente per una prosperità secolare, garantita prima dalla vocazione commerciale e poi da quella turistica dei suoi abitanti. La provincia savonese rientra perfettamente in questa descrizione ma l’articolo di oggi presenterà questo territorio sotto una nuova luce.

Quest’area ha molto da offrire oltre al turismo balneare lungo la Riviera delle Palme potendo contare non solo su un capoluogo splendido ma anche su alcune unicità culturali, naturalistiche e gastronomiche riconosciute a livello internazionale.

Tramonto scenografico da Andora

Per comprendere il savonese non si può non descrivere prima il suo capoluogo. Savona è il principale centro della riviera di Ponente e terza città ligure per numero di abitanti. Fin dall’età del Bronzo quest’area è stata contesa da svariati popoli per via della sua posizione strategica e del suo invidiabile microclima. Il periodo di massimo splendore coincide con la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento quando sul soglio pontificio vennero eletti due papi savonesi: Sisto IV (1471-1484) e Giulio II (1503-1513). Pochi sanno che a Savona si trova una seconda cappella sistina, omonima di quella vaticana ed edificata da papa Sisto IV come mausoleo per i genitori di fianco alla cattedrale dell’Assunta. A metà del Cinquecento la città venne conquistata dalla Repubblica di Genova che costruì a ridosso del mare la fortezza del Priamar con una duplice funzione difensiva per prevenire le minacce dal mare e dalla città appena soggiogata. Oggi questo luogo (dove tra l’altro venne incarcerato Giuseppe Mazzini) ha una funzione diversa in quanto teatro di numerosi concerti e spettacoli per la cittadinanza.

Vista di Savona dalla fortezza del Priamar

Per scoprire il territorio savonese si possono seguire due itinerari. Il primo è quello costiero lungo i 75 chilometri della Riviera delle Palme. Il percorso parte da Varazze toccando località turistiche famose quali Finale Ligure, Albenga e Alassio per poi terminare in prossimità di Andora. Per gli amanti degli animali è possibile organizzare un’escursione al santuario dei cetacei che si trova al largo delle coste liguri. Il secondo itinerario è quella interno che porta alla scoperta dei parchi, delle montagne e delle grotte della provincia. A tal proposito merita di essere citato il Parco Nazionale Regionale del Beigua essendo il più vasto luogo protetto della regione. Quest’area è stata riconosciuta nel novembre 2015 dall’UNESCO grazie alle peculiarità geologiche del monte Beigua (1287 metri) ed è stata perciò inserita nella lista dei Global Geoparks. Altri luoghi locali rilevanti sono il valico di Altare (o colle di Cadibona) che per convenzione divide le Alpi dagli Appennini e le grotte carsiche di Toirano, scoperte soltanto nel 1950 e che conservano resti dell’orso delle caverne e di alcuni uomini preistorici.

Lungomare lungo la Riviera delle Palme

Il savonese è una terra tanto da vedere quanto da gustare. Oltre ai piatti tipici liguri (quali per esempio la farinata, la focaccia, la panissa e le trofie al pesto), sono da provare i ravioli. Alle erbe, alla zucca, alle castagne, al sugo di coniglio… La fantasia non manca! La provincia può poi contare su tre presidi slow food. Il primo (nonché più famoso) è quello relativo al chinotto, pianta sempreverde che supera i tre metri d’altezza e che fruttifica tra settembre e novembre sprigionando un profumo intenso. Il secondo fa riferimento all’asparago violetto di Albenga, varietà unica a livello globale grazie al patrimonio genetico autoctono difficilmente imitabile. Infine, il terzo presidio riguarda la cipolla belendina di Andora, dal sapore dolce ma talvolta con delle note piccanti e dalle dimensioni colossali (può infatti superare il chilo di peso).

Citrus Myrtifolia o Pianta del Chinotto

In conclusione, il territorio savonese è un luogo dal grande fascino, fedele alle sue tradizioni e capace di valorizzare bellezze di vario genere non legate unicamente al mare. Nel prossimo articolo ci spingeremo ancora più ad ovest presentando una città della Costa Azzurra famosa in tutto il mondo e sede di numerosi musei d’arte contemporanea: Nizza.


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Mi chiamo Francesco Munari e sono un giovane economista specializzato nell’ambito culturale e sostenibile. Mi piace ricercare le cose belle e lavoro per valorizzarle. Provengo da una famiglia di designers veneti e a questo background ho aggiunto gli studi universitari economici, artistici ed ambientali. Avere un profilo così ibrido mi consente non solo di analizzare ciò che mi circonda con occhi sempre nuovi ma anche di vedere sinergie dove altri non le vedrebbero. Sogno di gestire un sito UNESCO con impatto zero sull’ambiente.

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