Eleonora di Toledo in esposizione a Firenze

L’invenzione della corte medicea

Vi invito con piacere a visitare la coinvolgente mostra su Donna Leonor Alvarez de Toledo y
Orosio, Eleonora di Toledo, una delle donne più influenti e potenti del XVI secolo. La mostra
resterà aperta sino al 15 maggio presso il Tesoro dei Granduchi a Palazzo Pitti a Firenze.

Eleonora giunse a dieci anni alla corte imperiale di Napoli, seguendo il padre divenuto vicere’
di Napoli, don Pedro de Toledo. Il padre lasciò la propria impronta nell’urbanistica della città
partenopea, avendo dato impulso alla realizzazione di palazzi, ville, giardini, i quartieri spagnoli.
Eleonora ne fu influenzata e partecipò attivamente con il marito Cosimo I de’ Medici a forgiare
la città di Firenze perché fosse uno strumento di glorificazione del potere della famiglia Medici.

Lei acquisì Palazzo Pitti e desidero’ la realizzazione del giardino di Boboli su disegno del Tribolo
che diverrà, poi, il prototipo del giardino all’ italiana. Cosimo e Eleonora lasceranno il palazzo
Medici di via Larga per andare a vivere nel palazzo del potere politico, il palazzo dei priori che
diverrà Palazzo Vecchio. Giorgio Vasari, l’architetto di corte, realizzerà per loro gli appartamenti
granducali, impreziositi da affreschi che celebrano le virtù dei duchi.

Eleonora, sposandosi con Cosimo I de’ Medici, porta in dote la sua ricchezza, la sua cultura,
la raffinatezza, dà impulso all’arte della seta e dei tessuti arricchendola con le tendenze del
costume spagnolo, dà valore al collezionismo dei Medici. Le poetesse come Laura Battiferri
troveranno in lei una madrina. La prima raccolta di poesie pubblicata da Laura Battiferri sarà
dedicata a Eleonora.

In mostra, possiamo ammirare i due ritratti iconici di Cosimo e Eleonora del pittore di corte
Bronzino. Vi sono esposti i disegni per le decorazioni per il loro sontuoso matrimonio, gli spartiti
musicali e gli anelli da lei indossati. Eleonora ebbe cura degli interessi familiari, era infatti
molto esperta negli investimenti. Coltivo’ proficui rapporti con le varie anime della chiesa quali
i domenicani, i francescani e i gesuiti ed anche con il mondo ebraico, essendo stata affidata,
durante la giovinezza, alle cure della gentildonna ebrea sefardita Bienvenida Abrabanel. Sono qui
esposti manufatti quali una maschera mixteca dal Messico, doni dei missionari domenicani.
Fece ritrarre più volte gli undici figli dal pittore Bronzino.

Sono esposti importanti esemplari degli arazzi realizzati dall’ Arazzeria medicea, voluta da
Cosimo e fortemente supportata da Eleonora. Bellissimi gli abiti e i tessuti damascati esposti.
Gli ultimi ritratti di Eleonora ci mostrano la duchessa emaciata a causa dell’avanzare della
malattia, soffriva di tubercolosi. Morirà a Pisa di malaria dopo un viaggio nella Maremma da
poco conquistata da Cosimo, a soli 40 anni.

La mostra è divisa in sette sezioni.

La prima è ” L’infanzia alla corte di Napoli”, e riguarda la giovinezza di Eleonora a Napoli,
alla corte del potente padre. Ricordiamoci che via Toledo, una delle principali arterie di Napoli, è
in onore di Don Pedro de Toledo. E’ esposto il suo ritratto dipinto da Tiziano.
La seconda sezione ” L’arrivo a Firenze ” getta luce sui festeggiamenti nuziali dei duchi che si
erano già sposati per procura. I disegni, gli spartiti musicali evocano i festeggiamenti per la loro
unione.

La terza è “Gli undici figli di Eleonora “. Purtroppo, tre morirono prematuramente.
Francesco e Ferdinando divennero granduchi. Ferdinando era stato anche cardinale. Eleonora si
impegnò molto per la loro educazione e ne perpetuo’ la memoria commissionando i loro ritratti.
Bronzino, allievo di Pontormo, era il pittore di corte. Fino alla fine del ‘400 I ritratti dei bambini
erano rari.

La quarta sezione ” Eleonora e l’arte” ci mostra la duchessa impegnata nell’ abbellimento degli
appartamenti ducali a Palazzo Vecchio dialogando con profitto con Bachiacca, Vasari, Stradano,
Bronzino. In mostra, vediamo disegni afferenti alla sua cappella privata.
La quinta sezione ” Regina del Fashion nella Firenze del ‘500″ celebra il suo amore per il costume:
si occupava personalmente dell’abbigliamento e dell’immagine dei vari membri della famiglia.
Porta a Firenze le tendenze della moda spagnola alla corte di Napoli. I suoi abiti furono
realizzati da un sarto, Agostino da Gubbio. Cosimo conquistò Siena nel 1550 e, per l’entrata in
città, Eleonora indosso’ un abito bianco di velluto con ricami d’oro, una cintura adorna di pietre
preziose e scintillanti gioielli. Lo sfarzo degli abiti, dei gioielli, della corte per mostrare il potere
della casata.

Con la sesta sezione, celebriamo la duchessa ispiratrice del giardino di Boboli. Acquisendo
Palazzo Pitti, nel 1549, compra anche la collina di Boboli. Con il progetto del Tribolo, diverrà il
prototipo del giardino all’italiana. La duchessa, attenta agli investimenti, aveva anche acquistato
ampie proprietà fondiarie nella campagna pisana che furono anche bonificate.

L’ esposizione termina con ” La fortuna postuma e il suo lascito culturale “. Dette impulso ai
gesuiti e fondo’ un monastero per nobildonne intitolato alla Santissima Concezione.

Vi aspetto per scoprire insieme questa mostra!


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Sono Sabrina Marconcini, guida turistica di Firenze abilitata anche per le lingue Russo e Inglese. Trovo molto bello avere il piacere di farvi visitare una delle più belle gallerie del mondo quale gli Uffizi o la Galleria Palatina nel complesso museale di Palazzo Pitti in Oltrarno dove sono ubicati anche la Galleria d’Arte Moderna e il Tesoro dei Granduchi, il centro politico di Firenze con il Palazzo Vecchio e piazza della Signoria, il centro religioso con il Duomo, il Battistero e il museo dell’Opera del Duomo da poco rinnovato. Adoro vivere in campagna, visitare le ville e i giardini storici che vi si trovano: sto pensando alle Ville Medicee di Castello, Petraia, Cerreto Guidi, al giardino di Boboli e al giardino Bardini, al Parco di Pratolino, alla Villa Gamberaia a Settignano con il suo giardino unico che gioca tra la luce e l’ombra, prospiciente la vallata dell’Arno e di Firenze. L’arte è un piacere infinito, la possiamo approfondire per tutta la vita. Amo molto viaggiare, confrontarmi con culture diverse, mi sono laureata in Lingue e letterature straniere presso l’Ateneo di Pisa ed ho conseguito un master di Lingua Russa e Turismo presso l’Università di Firenze.

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