Se fem en Brianza – Il Roseto della Villa Reale di Monza

È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.

Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry

Fiori conosciuti da millenni

Utilizzate in Cina e in Oriente per produrre spesso profumi e aromatizzare il tè, furono conosciute in Occidente attraverso gli antichi Egizi.

Durante feste e banchetti nell’Antica Roma, si diffondeva profumo di rosa e si lanciavano petali sui partecipanti.

Con Carlo Magno si coltivarono giardini di rose e aumentò la conoscenza presso i monasteri con scopi medicamentosi.

Con il passare dei secoli, l’aumento dei viaggi e delle rotte commerciali, diplomatici e studiosi iniziarono a scambiarsi rose da differenti zone del Mediterraneo.

Tra le più grandi collezioniste di rose si ricorda Giuseppina di Beauharnais, prima moglie di Napoleone Bonaparte.

Rose Antiche e Moderne

Le rose antiche sono quelle introdotte tra il XIX e XX secolo.

Alcune fioriscono una sola volta, altre sono rifiorenti. Generalmente sono cespugliose e i fiori sono molto affascinanti quando si aprono totalmente; i petali sottili si danneggiano facilmente con la pioggia. Le rose da giardino discendono da quelle selvatiche. Le rose cinesi sono le più antiche tra le vecchie rose. Le rose Tea cinesi sono invece così chiamate a causa del caratteristico profumo di foglie del tè cinese. Sono generalmente molto delicate, ma resistono bene alla siccità.

Quando le rose europee furono ibridate con le cinesi e le tea, apparvero le prime rose moderne.

L’industria delle rose fu creata in Francia a partire dal 1815 con la produzione in grande quantità di nuovi ibridi. Se inizialmente si prediligevano ibridi perenni francesi e le rose tea, a seguito si introdussero varietà di rose provenienti dall’Estremo Oriente si incominciò a incrociare queste specie per produrre nuove stirpi e gruppi di rose da giardino.

Il Roseto della Villa Reale di Monza

Il Roseto fu istituito nel 1964 su un terreno disponibile presso Villa Reale di Monza. Chi ne volle l’esistenza fu Niso Fumagalli, industriale e Presidente della Candy.

Appassionato di rose, aveva fondato nel 1963 l’Associazione Italiana della Rosa, coprendone la carica di presidente fino alla sua scomparsa nel 1990.

Durante svariati viaggi compiuti per motivi lavorativi, aveva avuto l’opportunità di visitare grandi roseti europei e decise di costituire l’Associazione Italiana della Rosa, con la finalità di estendere l’amore per la rosa e la sua coltivazione, di creare un roseto con concorsi annuali, stabilire un dialogo a livello professionale e dilettantistico in Italia e all’estero con le diverse associazioni esistenti e con tutti gli appassionati, curare la pubblicazione di un annuario.

Il roseto fu progettato dagli architetti Francesco Clerici e Vittorio Faglia. Insieme crearono un ambiente armonioso e funzionale, con un laghetto e diversi percorsi che ben dialogano con il contesto circostante.

Il roseto è suddiviso in diverse zone: gran parte della collezione è costituita da rose moderne, ma è anche presente una discreta raccolta di varietà antiche, disposte lungo la cancellata, sulle arcate di un gazebo, sulla passerella che attraversa lo specchio d’acqua e lungo la siepe di ligustro.

Vi è poi un settore dedicato a due tra i rosaisti italiani di più antica fama, Domenico Aicardi e Febo Giuseppe Cazzaniga, dove sono raccolte alcune tra le loro rose più famose.

Il primo concorso ebbe luogo nel 1965, eccezionalmente nel mese di settembre. Il premio più prestigioso, quello del profumo, fu vinto dall’olandese Jan Leenders, che chiamò “Monza” la sua rosa. Il premio per il profumo fu istituito per dare importanza a questo pregio della rosa, una caratteristica un tempo essenziale, ma che nelle rose moderne stava scomparendo.

Il roseto venne inaugurato ufficialmente nel 1970 alla presenza di una Madrina d’eccezione: S.A.S. la principessa Grace di Monaco.

Dal 1965 al 2015 si tennero in totale 51 edizioni di Concorsi: sono così state presentate più di 4.000 nuove varietà di rose, create da rosaisti di tutto il mondo, giudicate dai tecnici internazionali più quotati, ma anche da poeti, scrittori, artisti, scienziati, giornalisti, personalità nel campo della moda, del teatro, del cinema e della televisione.

La Bella di Monza

Non molto lontano dall’ingresso del roseto vi è la Bella di Monza. Creata da Luigi Villoresi, Sovrintendente dei Giardini Arciducali dal 1812 al 1825, fu il primo ibridatore italiano di rose del Bengala o chinensis.

La chinensis fu introdotta in Europa nel 1792 e portò una rivoluzione nel mondo delle rose, a causa della continua rifiorenza e la grande ricchezza di colori, a scapito però del profumo. Bella di Monza è un grande arbusto con pochissimo profumo e rami sottili, piccoli fiori doppi arruffati tipo garofanino, di un colore porpora scuro a volte screziato di chiaro.

Fin dall’inizio dell’attività l’Associazione Italiana della Rosa si è sempre interessata alla vicenda della Bella di Monza, compiendo diverse ricerche, prima di tutto per verificarne l’esistenza e poi per riportarla a casa. Nel 1994 M. André Brunel, allora Direttore del roseto di L’Hay-les-Roses, in Francia, mise a disposizione delle talee di questa rosa, rintracciata in quel roseto. Le talee vennero innestate e successivamente messe a dimora nel Roseto di Monza, riportando finalmente a casa una creazione di Villoresi dei primi anni del XIX secolo.

Per saperne di più sul roseto, visitate il sito di Airosa.

Vi aspetto per scoprire insieme le bellezze di Monza e della Brianza!


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Sono Laura Valleri, guida turistica abilitata in Milano, Monza e Brianza.
Lo scopo del mio lavoro è questo: far sì che le persone possano sapere di più dei luoghi in cui abito, affinché la loro storia, i monumenti, le tradizioni possano continuare ad essere tramandati.
Svolgo servizi di visite guidate da più di 10 anni in italiano, spagnolo e inglese,  per diversi target di clienti.
Al lavoro di guida turistica affianco il progetto di rivelare scritti locali oramai persi e dimenticati nel tempo: promuovo e consiglio la lettura di svariati libri o articoli sul mio territorio.

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