La chiesa di San Bartolomeo a Monteoliveto (FI)

È bellissimo, dopo aver attraversato la trafficata via Pisana a Firenze, inerpicarsi per via Monteoliveto e ritrovarsi in pochi minuti nella pace, nella quiete, nel silenzio, inebriandosi del suggestivo panorama: scopriamo, in questo articolo, la chiesa di San Bartolomeo a Monteoliveto!

Camminando vicino a ville molto belle avvolte nel verde, ammirando glicini in fiore e alberi di giuda sfolgoranti nel loro rosa più scuro, si giunge alla chiesa di S. Bartolomeo a Monteoliveto sulle colline a sud di Firenze, ristrutturata e aperta per cerimonie e per visite culturali da pochi anni.

I monaci benedettini olivetani ebbero buon occhio nello scegliere questo sito per il loro monastero; potremmo stare delle ore ad ammirare il panorama su Firenze, tra i più suggestivi. Da questo luogo si vedevano tutte le porte delle mura difensive della città: affascinante.

La chiesa fu realizzata nel 1344, fondata dai monaci olivetani del monastero madre, Monte Oliveto Maggiore presso Asciano, in territorio senese. Oggi la vediamo nelle forme michelozziane quattrocentesche.

Gli olivetani furono legati alla famiglia Capponi, poi, il complesso fu patrocinato dagli Strozzi. La loro villa con la limonaia è nella stessa area.

La chiesa è uno scrigno di opere cinquecentesche e seicentesche, ma è nota perché fino al 1867 ha ospitato nella sala del Capitolo l’Annunciazione di Leonardo da Vinci che, da quella data, è in esposizione alla Galleria degli Uffizi. L’opera, commissionata al giovane Leonardo dai monaci olivetani, rappresenta il giardino, il muro davanti alla chiesa e i cipressi che, ancora oggi, possiamo ritrovare davanti alla chiesa.

Leonardo rappresenta l’angelo e la Madonna in uno spazio aperto, prima di lui l’Annunciazione era sempre raffigurata all’interno della dimora di Maria.

Leonardo ha realizzato il braccio che la Vergine posa sul leggio in modo che i monaci potessero vederlo nella giusta prospettiva quando entravano, da destra, nella sala del Capitolo.

Il prato è ricchissimo di fiori, l’angelo è appena atterrato di fronte alla Vergine, lo sfondo non è nitido perché l’occhio umano non vede con precisione da lontano. Gli studi di Leonardo porteranno successivamente alla prospettiva aerea, allo sfumato.

Sull’altare, possiamo ammirare Cristo e l’Emorroissa, opera del Poppi, allievo e collaboratore di Vasari; essa rappresenta il miracolo di Gesù riguardante appunto la donna raffigurata, della quale non conosciamo il nome, che soffriva di emorragie. Queste donne venivano emarginate, considerate impure. Quando Cristo chiede chi lo ha toccato, la donna ha timore di rivelarsi ma lo farà e tutti capiranno che grazie alla sua fede ha ottenuto la guarigione.

Sulla parete sinistra vi è l’affresco staccato dal Refettorio che rappresenta L’ultima cena realizzato dal Sodoma. Sulla parete di fronte, la sua sinopia. Il pittore di Vercelli vive e lavora soprattutto a Siena ma anche collabora per gli affreschi presso la villa Farnesina a Roma.

Nell’affresco dell’Ultima cena, Sodoma ha l’ardire di rappresentare Giuda che, tradizionalmente, nei cenacoli fiorentini è raffigurato nel lato opposto di Gesù e degli apostoli, con le proprie fattezze, è il suo autoritratto.

Continuando sulla parete sinistra, incontriamo l’Apparizione della Madonna al beato Bernardo Tolomei del pittore Simone Pignoni. Bernardo Tolomei fu uno dei tre fondatori del nuovo ramo dell’ordine dei benedettini. Il monastero principale degli olivetani è Monte Oliveto Maggiore presso Asciano vicino Siena dove il Sodoma aveva già lavorato.

Entrando in chiesa, sul lato sinistro, vediamo subito Santa Francesca Romana, dell’allievo del Passignano Fabrizio Boschi. Boschi realizza immagini grandiose, teatrali e scenografiche che portano gli storici dell’arte a definirlo proto-barocco.

La santa, vissuta nel 1300 dedicò la sua vita ad aiutare gli altri secondo la dottrina cristiana, fondando, quando rimase vedova, la comunità delle Oblate di Monteoliveto.

Sul lato destro della navata, possiamo ammirare l’incoronazione della Vergine del Passignano e Il martirio di San Bartolomeo di un pittore della prima metà del XVII secolo.

Passignano, allievo di Zuccari, unisce la precisione del disegno di tradizione fiorentina all’amore per il colore dei veneti con suggestioni del naturalismo caravaggesco.

San Bartolomeo fu uno dei dodici apostoli di Gesù, portò la buona novella fino all’India. Fu martirizzato togliendogli la pelle con una spada, arma che tra l’altro è uno dei suoi attributi. Entrando in chiesa siamo accolti da due splendide acquasantiere seicentesche, a destra l’immagine della vestale Tuccia del Caccini, sull’altro lato la vestale Claudia dell’artista fiammingo Bostrinis.

In controfacciata, Poccetti ha dipinto S. Miniato, S. Bartolomeo, S. Cecilia e angeli.

Per chi ama camminare, è possibile fare un bel percorso ad anello sulle colline a sud di Firenze che ci porta a Bellosguardo ritornando poi, alla chiesa di S. Bartolomeo e alla villa degli Strozzi.

Per visitare la chiesa, contattare il numero 3473621127.

Vi aspetto per scoprire insieme Firenze e dintorni!


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Sono Sabrina Marconcini, guida turistica di Firenze abilitata anche per le lingue Russo e Inglese. Trovo molto bello avere il piacere di farvi visitare una delle più belle gallerie del mondo quale gli Uffizi o la Galleria Palatina nel complesso museale di Palazzo Pitti in Oltrarno dove sono ubicati anche la Galleria d’Arte Moderna e il Tesoro dei Granduchi, il centro politico di Firenze con il Palazzo Vecchio e piazza della Signoria, il centro religioso con il Duomo, il Battistero e il museo dell’Opera del Duomo da poco rinnovato.
Adoro vivere in campagna, visitare le ville e i giardini storici che vi si trovano: sto pensando alle Ville Medicee di Castello, Petraia, Cerreto Guidi, al giardino di Boboli e al giardino Bardini, al Parco di Pratolino, alla Villa Gamberaia a Settignano con il suo giardino unico che gioca tra la luce e l’ombra, prospiciente la vallata dell’Arno e di Firenze. L’arte è un piacere infinito, la possiamo approfondire per tutta la vita. Amo molto viaggiare, confrontarmi con culture diverse, mi sono laureata in Lingue e letterature straniere presso l’Ateneo di Pisa ed ho conseguito un master di Lingua Russa e Turismo presso l’Università di Firenze.

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