Il cibo nell’arte: la Chiesa di San Lorenzo a Berzo Inferiore (BS)

Un viaggio nell’arte della Valcamonica per riscoprire il piacere del cibo

La Valle Camonica è conosciuta per le sue incisioni rupestri ma è anche ricca di chiese che conservano affreschi dove il cibo è protagonista: il primo riferimento è la chiesa di San Lorenzo a Berzo Inferiore.

Con questo mio articolo, inizierò a parlarvi dell’Ultima Cena in un suo duplice aspetto.

L’affresco è della fine del XV secolo ed è collocato nella parete laterale del presbiterio della chiesa in uno spazio che già di suo era limitato.

La chiesa di S. Lorenzo di Berzo Inferiore

Proprio per questo motivo, anche il tavolo è di dimensioni ridotte: sulla panca è presente una brocca decorata con motivi vegetali stilizzati. Interessante la figura del cane,  in attesa di mangiare quello che inavvertitamente cade dai tavoli o che intenzionalmente gli viene  dato. Qui però mira alla borsa di Giuda con i suoi 30 denari.

Chi è seduto sulla panca, quindi, è Giuda, un essere malvagio e immondo: la stessa espressione del muso del cane.

Affresco nella chiesa di S. Lorenzo di Berzo Inferiore
Affresco nella chiesa di S. Lorenzo di Berzo Inferiore

Al centro del tavolo, si vede una terrina ovale che contiene l’agnello arrostito in un unico pezzo: così viene prescritto nel libro dell’Esodo che allude a Cristo e al suo sacrificio.

Il pane e il vino sono sicuramente riferimenti eucaristici: si attualizzano, si concretizzano visto che il vino viene bevuto e il pane viene mangiato (quindi si possono gustare).

I panini, piccoli e di forme diverse, sono ben lievitati. Il vino è contenuto in bottiglie di vetro, mentre sul tavolo, troviamo  i bicchieri di vetro e i coltelli. Sul tavolo compare forse una formaggella, ciliegie e gamberi di fiume.

Il gambero di fiume che dopo la cottura diventa rosso (come lo sono le ciliegie) allude al sangue di Gesù.

Assume anche un significato simbolico: mutando il colore con la cottura, significa redenzione, quindi una nuova vita. Il granchio è il peccatore: con il Cristo può sperare in una nuova vita e nella salvezza.

Guardando l’affresco presente nella chiesa di S. Lorenzo a Berzo Inferiore, si percepisce  che il pranzo è in atto anche se noi siamo spettatori in questo momento… e si avverte il gusto dello stare assieme: sul lato sinistro, la figura che solleva il bicchiere di vino rosso è Giacomo: ne esce una dimensione socializzante del banchetto.

Molto particolare è “L’ULTIMA CENA” di Franca Ghitti.

La scultrice è nata a Erbanno in Vallecamonica. Non solo nella sua terra ma anche in Europa, New York e in varie parti d’Italia ( sia luoghi che edifici pubblici ), ha lasciato sculture, installazioni e interventi espositivi.

Nella sua Ultima Cena, Cristo che è l’unico con l’aureola ci appare non solo assorto ma anche  avvolto in una sorta di malinconia. L’apostolo che si appoggia alla sua spalla è Giovanni.

Affresco nella chiesa di S. Lorenzo di Berzo Inferiore

Sul tavolo che non presenta la tovaglia (presente invece a Berzo), troviamo: vassoi pieni di frutti, bottiglie, vasi, un bicchiere a forma di calice. Il cibo viene preso con le mani, mancano infatti le posate.

Alla base del pannello, troviamo una sequenza di crogioli. Alcuni potrebbero riprodurre veramente le stoviglie dipinte.

Da osservare la pagnotta: non è dorata sicuramente, essa è la pagnotta degli umili, dei poveri: idealmente esce dalla rappresentazione, per donarsi a tutti indistintamente.

Condividerò con voi questo affascinante viaggio nei miei prossimi articoli… Come sempre, vi aspetto per scoprire insieme il territorio bresciano!


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Sono Vanessa Marcolla, guida turistica abilitata per la lingua tedesca, iscritta con l’Associazione Arnaldo da Brescia, fondata nel 1986, la più attiva e conosciuta in città e provincia. Il mio ambito di lavoro è la città di Brescia, la sua provincia con i laghi (Iseo e Garda), la Franciacorta – rinomata terra di vini e patria indiscussa del Bollicine Franciacorta – e la Valle Camonica.
E’ in questa valle che risiedo da più di 20 anni: ho imparato ad amarla e apprezzarla, per la sua storia, legata soprattutto alle incisioni rupestri (Patrimonio UNESCO dal 1979), i suoi borghi, i suoi paesaggi montani.
Brescia, “La leonessa d’Italia” è la città che amo, ricca di storia, colpisce il visitatore per il bianco latteo del suo marmo di Botticino. Esso caratterizza chiese e palazzi. Al visitatore attento non sfugge il vicoletto nascosto, un particolare portale, un affresco che il tempo ancora non si è portato via.
Vi farò conoscere arte e storia, il buon cibo e il “saper bere bene”. Vi aspetto!