La mostra di Banksy al Serrone della Villa Reale di Monza

Muri come armi – Dal 30/06/2023 al 05/11/2023

La mostra d'arte di Banksy a Monza

Tutti noi abbiamo sentito parlare di street art, sono certa che qualcuno tra voi ha scattato decine di foto nei vari borghi italiani o nelle grandi città europee accanto a gigantesche opere murali. E sono anche certa che se vi chiedessi chi è l’autore della celebre “bambina con il palloncino”, in 9 su 10 mi rispondereste Banksy.

Esatto, ma… chi è Banksy?

Per scoprire qualcosa su di lui potete visitare la mostra Banksy, Painting Walls ospitata nel Serrone della Reggia di Monza dal 30/06/2023 al 05/11/2023.

Partiamo dalle cose semplici: dove vive? Quanti anni ha? Dove ha studiato?

Sappiamo per certo che è originario di Bristol, una cittadina del sud-ovest dell’Inghilterra; non sappiamo la sua età anagrafica, ma facendo bene i conti e partendo dalle sue prime opere su muro sparse nella sua città, potrebbe avere circa 50 anni. Sì, lo so, vi ho spiazzato.

E dove ha studiato? Quale è stata la sua carriera artistica? Un’altra incognita, ma sicuramente ha frequentato accademie di arte, visto che è in grado di utilizzare strumenti differenti ed ha un’indubbia abilità pittorica (vi sfido a dire il contrario!)

Lasciamo alle spalle le congetture che vedono l’identità dello street artist collegata a Robert del Naja o addirittura a Neil, il compagno di attacchi d’arte di Giovanni Muciaccia, entriamo nel grande salone del Serrone per conoscere meglio le sue opere più celebri.

Scopriamo ora la mostra su Banksy

La mostra d'arte di Banksy a Monza

Dopo una partenza col botto grazie alla presenza della “Toxic Mary” e della celebre rivisitazione della fotografia scattata da Jeff Widener in Piazza Tienanmen, si passa ad una spassosissima sala dedicata alle collaborazioni tra l’artista e band musicali britanniche e non solo (tra le molte i Blur).

Simpatica la storia legata al cd di Paris Hilton, che aveva preteso da Banksy di essere immortalata come una principessa. Dopo un secco rifiuto, l’artista ha acquistato 550 copie del cd di Paris, ha modificato copertina e libretto, e le ha rimesse a posto nei negozi dai quali li aveva comprati. Immaginatevi la faccia dei 550 fan di Paris che si sono trovati in casa un’opera di Banksy. Fun fact: nessuno l’ha riportato in negozio chiedendo il reso!

La grande sala successiva prevede una carrellata delle sue opere più conosciute, dalla bambina che abbraccia un missile – realizzata anche su cartone e portata in giro durante una manifestazione antibellica, ala scimmia col cartello “laugh now, one day I’ll be in charge“, nata come critica all’elezione di Bush e poi successivamente di Trump alla carica di Presidenti degli USA.

C’è poi una sezione dedicata a Dismaland, il parco di “non-divertimenti”, aperto presso uno stabilimento balneare inglese lasciato in disuso.

Cosa ha di strano questo parco? Gli inservienti devono essere antipatici, tristi e indisponenti e le attrazioni riprendono in maniera ironica e irriverente (a tratti paurosamente distopica) le grandi giostre di Disneyland, realtà da sempre criticata dall’artista.

Banksy si occupa da sempre di temi quali lo sfruttamento delle risorse del pianeta, l’inquinamento, la guerra.

E alcune opere esposte raccontano l’apertura del Walled Off Hotel, aperto a Betlemme davanti al muro che divide il Paese, permettendo agli ospiti di realizzare una loro opera di denuncia riguardo ai terribili fatti che avvengono tutti i giorni in quella parte del mondo. Guardate attentamente lo zerbino: la scritta Welcome è realizzata cucendo i giubbotti di salvataggio trovati sulle spiagge che raccolgono i corpi dei numerosi migranti in cerca di una vita migliore.

Divertente la parentesi dedicata al valore delle opere d’arte nei musei, spesso fortemente criticati dall’artista, che risultano un mero contenitore di quadri che viene sfruttato per fare soldi e si allontana dalla vera idea della fruizione da parte del visitatore.

Prima del gran finale vi attendono sulla sinistra due opere celebri, che spesso vediamo riprodotte anche sulle magliette: “Girl with balloon” e “Love is in the air”

L’ultima sala è da togliere il fiato: tre pezzi di muro sono stati portati dalla Gran Bretagna fino a Monza e posizionati in un’aula buia e cupa.

La mostra d'arte di Banksy a Monza
Foto da artemagazine.it

Vi attende un’opera nata per essere posizionata a Port Talbot nel Galles, la città più inquinata del Regno Unito. Uno degli abitanti di questa cittadina aveva scritto direttamente a Banksy chiedendogli di realizzare un murales che potesse denunciare quella situazione ormai ingestibile.

Detto fatto: ecco un bambino vestito in abiti invernali che mangia ciò che sembra neve. Osservando bene, volgendo lo sguardo all’altro lato del muro, vi accorgerete che quella non è neve, ma cenere.

Una mostra ben allestita, con un discreto numero di opere, che bastano a ripercorrere la carriera ormai trentennale dell’artista senza nome e volto di Bristol.

D’altronde lui stesso lo conferma: nel nostro mondo, dove facciamo a gara per essere sempre esposti socialmente, sempre riconoscibili, dove tutti sanno tutto di tutti, il vero super potere è essere invisibili.

Esattamente come il bambino che disegna un robot sul muro nell’ultima sala.

La mostra d'arte di Banksy a Monza

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CHIARA ANNA DELMIGLIO
Sono Chiara Anna Delmiglio, guida turistica abilitata per la Provincia di Monza e della Brianza. Svolgo la mia professione di guida turistica con passione, accompagnando turisti e curiosi alla scoperta di luoghi poco conosciuti, musei cittadini, parchi di arte contemporanea e aree archeologiche sperdute tra le montagne.
La mia passione per l’arte mi ha portato a progettare attività didattiche e laboratori artistici per bambini, sviluppando progetti e percorsi per scolaresche di ogni ordine e grado.
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