Le Saline Reali di Arc-et-Senans

Oggi vi porto in Franca-Contea, non tanto lontana dalla Svizzera, che con la presenza dei monti del Giura è un’ottima location per tutti gli amanti del verde ma dove c’è anche un monumento storico molto speciale che vi voglio far scoprire oggi: le Saline Reali di Arc-et-Senans.

Le Saline Reali di Arc-et-Senans
Le saline di Arc-et-Senans – Foto di Wolfgang Moroder

Queste saline reali sono in realtà un ex-azienda di produzione di sale, ma anche un capolavoro dell’architettura illuminista del Settecento francese, realizzato dall’architetto Claude Nicolas Ledoux (1736-1806) tra il 1775 e il 1779.

Ritratto di Claude Nicolas Ledoux con la figlia Adélaïde, Antoine-François Callet, 1780 circa, Parigi, Musée Carnavalet

Claude Nicolas Ledoux è una figura molto singolare nella storia dell’architettura francese: molto ispirato all’architettura antica e all’opera di Andrea Palladio, fu uno dei principali creatori dello stile neoclassico in Francia. Realizzò moltissimi palazzi per l’alta società parigina nella seconda metà del Settecento, purtroppo in gran parte distrutti nell’Ottocento.

La sua carriera fu però interrotta dalla Rivoluzione francese. La sua clientela nobile era stata ghigliottinata o andata in esilio, e Ledoux aveva costruito poco prima della Rivoluzione un’opera diventata per la popolazione uno dei simboli dell’oppressione fiscale reale: la cinta daziaria di Parigi (in francese mur des Fermiers généraux).

Questo muro lungo 24 chilometri (ancora ricordato oggi dalla forma dei boulevards di Parigi) non era a scopo difensivo, ma mirava a garantire il pagamento delle tasse sulle merci che entravano in città. Fu costruito tra il 1785 e 1788, parzialmente bruciato durante la Rivoluzione e del tutto distrutto nel 1860. Ledoux era stato incaricato di erigere le barriere di accesso (una cinquantina in totale) e ne feci dei veri monumenti classici, tutti diversi gli uni dagli altri. Quasi tutte le barriere di Ledoux furono distrutte nell’Ottocento ma rimangono ancora oggi come ultimi testimoni quella di piazza Denfert-Rochereau, del parco Monceau, del corso di Vincennes e di piazza Stalingrad.

Il progetto delle Saline Reali di Arc-et-Senans fu commissionato dal re di Francia Luigi XV una decina di anni prima della cinta daziaria di Parigi, e costituisce il capolavoro di Ledoux e uno dei suoi pochi progetti conservati per intero. Ledoux era stato fatto ispettore delle Saline statali in Franca-Contea nel 1771, e doveva lavorare alla modernizzazione degli impianti. La Franca-Contea era infatti sin dal Medioevo una zona di produzione di sale in quanto ricca di fonti di acque salate, che permettevano di ottenere sale riscaldando la salamoia con impianti adeguati. Con una richiesta di sale in crescita nel Settecento, Ledoux era stato incaricato di creare una nuova salina tra i paesi di Arc et di Senans, vicino alla foresta di Chaux per avere legno di combustione e a venti chilometri dal sito di Salins, dove veniva estratta la salamoia che sarebbe stata portata nella nuova fabbrica da una lunghissima condotta.

Come lo farà più tardi con la cinta daziaria di Parigi, Ledoux decise per questo incarico di costruire non una qualsiasi azienda ma un insieme monumentale e antichizzante, che doveva anche essere il cuore di un progetto urbanistico più ampio, che non fu però realizzato. Ledoux infatti voleva fare della sua fabbrica il centro di una città nuova tutta inventata da lui, organizzata a cerchio attorno alla salina. L’architetto non ebbe l’opportunità alla fine di costruire la sua città ideale, ma edificò con la salina tutto un insieme di edifici organizzati a cerchio per la produzione del sale e le abitazioni del personale.

La salina costruita da Ledoux è infatti un mezzo cerchio, organizzato attorno alla casa del direttore. Tutti gli edifici che la compongono sono di stile neoclassico, ma non sono tutti uguali. Ledoux infatti vuole fare di questi edifici una metafora della produzione del sale, dalla sua estrazione alla sua trasformazione in sale puro.

L’edificio d’ingresso rappresenta in qualche maniera la nascita del sale: è ornato da otto colonne doriche, dopo le quali si entra in una specie di grotta costituita da blocchi di pietra che evocano la terra grezza dov’è estratta la salamoia. Dopo aver passato questo edificio, si arriva nel mezzo cerchio di 370 metri di diametro formato dai vari edifici, disposti in perfetta simmetria attorno alla casa del direttore.

La casa del direttore è l’edificio più importante della composizione architettonica delle Saline Reali di Arc-et-Senans: come tutto il personale, il direttore viveva sul sito e poteva anche sorvegliare tutti gli altri edifici grazie all’oculo forato nel timpano della casa. La facciata della casa si distingue dagli altri edifici dalla sua colonnata molto particolare, composta da sei colonne formate da un’alternanza di pietre cilindriche e cubiche che creano un elaborato gioco di ombre e luci. La purezza delle forme geometriche può anche essere vista in maniera allegorica, in quanto simbolo della purezza del sale ottenuto dalla salamoia grezza. Questo edificio era anche importante per la sua funzione spirituale: era il luogo dove la comunità operaia si radunava per ascoltare la messa, nella scala centrale che poteva fare da chiesa per l’occasione.

Gli altri edifici attorno alla casa del direttore sono più semplici ma permettevano di rispondere a tutte le necessità del sito: cuocere le grandi quantità di salamoia, alloggiare gli operai con giardini vicini per il cibo, fabbricare i barili e percepire le tasse sul sale. Ovunque ricorrono sulle facciate, come una specie di leitmotiv, delle sculture a forma di buchi dai quali scorrono acque saline pietrificate, che alludono ancora a questo processo di fabbricazione del sale.

Il valore patrimoniale delle Saline di Arc-et-Senans è ormai riconosciuto ma non fu sempre così. Dopo la chiusura dello stabilimento nel 1895, la fabbrica venne abbandonata, danneggiata da un incendio nel 1918, utilizzata come caserma e campo di prigionieri durante la Seconda guerra mondiale. La rinascita delle Saline avviene nel 1982, quando diventano il primo sito industriale ad essere inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Questa rinascita si prosegue ancora oggi: le Saline sono un centro culturale attivo che ospitano concerti e mostre, e l’ultimo progetto in corso è la creazione del Cercle immense, un “grande cerchio” di giardini che verrà fra poco completare il percorso di visita e evocare il progetto di Ledoux di città ideale organizzata attorno alla salina.

Vi aspetto per scoprire insieme le Saline Reali di Arc-et-Senans!


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Ciao! Sono Chloé, vengo da Nantes, in Francia, e ho studiato storia dell’arte all’Ecole du Louvre di Parigi e poi nella magistrale di arti visive a Bologna, specializzandomi in storia dell’architettura. Mi sono trovata così bene a Bologna che ci sono rimasta ancora per un po’ per fare un master in Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale. Adesso faccio la guida turistica all’Hôtel-Dieu di Beaune, un ex-ospedale medievale trasformato oggi in un museo e ubicato a 40 chilometri a sud di Digione. Un giorno forse mi piacerebbe tornare in Italia per lavorarci ma nel frattempo vi faccio scoprire la mia regione di origine e la mia nuova regione di adozione!